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Storie naturali

Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1966 - Categoria: letteratura

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La bella addormentata nel frigo

Lotte Tho5rl, sola. LOTTE ... Così anche quest' anno è passato, siamo di nuovo al 19 dicembre, e stiamo aspettando ospiti per la solita festicciola. (Rumori di stoviglie e di mobili spostati). Non amo particolarmente gli ospiti, io. Mio marito, anzi, una volta mi chiamava "l' orsa maggiore". Ora non più: da qualche anno è tanto cambiato, è diventato una persona seria e noiosa. L' orsa minore sarebbe nostra figlia Margareta: poverina! ha solo quattro anni. (Passi; rumori c. s.). Non che io sia una donna schiva e selvatica: soltanto, mi secca trovarmi in ricevimenti con più di cinque o sei persone. Si finisce col fare un gran chiasso, dei discorsi senza capo né coda, ed io ho la penosa impressione che nessuno si accorga della mia presenza: salvo quando vado in giro con i vassoi. D' altronde, noi Tho5rl non riceviamo spesso: due, tre volte all' anno, e raramente accettiamo inviti. È naturale: nessuno può offrire ai propri ospiti quello che possiamo offrire noi. C' è chi ha dei bei quadri antichi, Renoir, Picasso, Caravaggio; c' è chi ha un urango condizionato, o un cane o un gatto vivo, c' è chi dispone di un mobile bar con gli stupefacenti più aggiornati, ma noi abbiamo Patricia ... (sospiro) Patricia! (Campanello). Ecco i primi. (Bussa ad una porta) Vieni, Peter: sono qui. Lotte e Peter Tho5rl; Maria e Robert Lutzer. Tutti si scambiano saluti e convenevoli. ROBERT Buonasera, Lotte; buonasera, Peter. Tempaccio, vero? Da quanti mesi non vediamo il sole? PETER E da quanti mesi non vediamo voi? LOTTE Oh, Maria! Hai l' aria più giovane che mai. E che meravigliosa pelliccia! Un dono del signor marito? ROBERT Non sono più una rarità. È marziano argentato: pare che i russi ne abbiano importato un grosso quantitativo; se ne trovano nel settore orientale a prezzi più che ragionevoli. In borsa nera, naturalmente; è merce contingentata. PETER Ti ammiro e ti invidio, Robert. Conosco pochi berlinesi che non si lamentino della situazione, ma non ne conosco nessuno che ci sguazzi dentro con la tua disinvoltura. Mi convinco sempre più che l' amore vero, appassionato, per i quattrini è una virtù che non si impara, ma si eredita col sangue. MARIA Quanti fiori! Lotte, sento un meraviglioso profumo di compleanno. Tanti auguri, Lotte! LOTTE (ai due mariti) Maria è incorreggibile. Ma si consoli, Robert, non è il matrimonio che l' ha resa così deliziosamente svanita. Era già così a scuola: la chiamavamo "la smemorata di Colonia", e invitavamo amici ed amiche di altre classi ad assistere ai suoi esami. (Con severità burlesca) Signora Lutzer, la richiamo all' ordine. È così che prepara le lezioni di storia? Oggi non è il mio compleanno: oggi è il 19 dicembre, è il compleanno di Patricia. MARIA Oh, scusami, cara. Ho veramente una memoria da gallina. Così stasera c' è lo scongelamento? Che bellezza! PETER Certo, come ogni anno. Aspettiamo soltanto che arrivino Ilse e Baldur. (Campanello). Eccoli qui: in ritardo, come al solito. LOTTE Un po' di comprensione, Peter! Hai mai visto una coppia di fidanzati arrivare puntuali? Entrano Ilse e Baldur. Saluti e convenevoli c. s.. Lotte e Peter; Maria e Robert; Ilse e Baldur. PETER Buonasera, Ilse; buonasera, Baldur. Beato chi vi vede: siete talmente cotti l' uno dell' altro che i vecchi amici per voi non esistono più. BALDUR Dovete perdonarci. Nuotiamo nella burocrazia: il dottorato mio, e le carte per il municipio, e il lasciapassare per Ilse, e il benestare del partito; il visto del borgomastro è già arrivato, ma aspettiamo ancora quello di Washington e quello di Mosca, e soprattutto quello di Pechino, che è il più difficile da ottenere. C' è da perdere la testa. Sono secoli che non vediamo anima viva: siamo abbrutiti, ci vergognamo di fare vedere in giro le nostre facce. ILSE È tardi, vero? Siamo veramente due villani. Ma perché non avete cominciato senza di noi? PETER Non ce lo saremmo mai permesso. Il momento del risveglio è il più interessante: è così graziosa quando apre gli occhi! ROBERT Su, Peter, sarà meglio incominciare, altrimenti andiamo a finire alle ore piccole. Vai a prendere il manuale: che non ti capiti come quella volta, la prima volta, mi pare, (quanti anni sono passati?), quando hai sbagliato manovra e per poco non succedeva un guaio. PETER (urtato) Ce l' ho qui in tasca, il manuale; ma lo so a memoria, ormai. Vogliamo spostarci? (Rumore di sedie smosse e di passi; commenti, mormorio di impazienza) .... Uno: interrompere il circuito dell' azoto e quello del gas inerte. (Eseguisce: cigolio, soffio smorzato, due volte) _ Due: mettere in moto la pompa, lo sterilizzatore Wroblewski e il microfiltro. (Rumore della pompa, come una motocicletta lontana: passa qualche secondo). Tre: aprire il circuito dell' ossigeno (inizia un fischio sempre più acuto) e svitare lentamente la valvola finché l' indice raggiungere la gradazione 2% .... ROBERT (interrompe) No, Peter, non 21, 24%: sul manuale sta scritto 24%. Io al tuo posto porterei gli occhiali. Non avertela a male, tanto siamo coetanei, ma porterei gli occhiali, almeno in certe occasioni. PETER (di malumore) Sì, hai ragione, 24%. Ma è lo stesso, 21 o 24: l' ho già visto altre volte. Quattro: spostare gradualmente il termostato, elevando la temperatura alla velocità di due gradi circa al minuto. (Si sente battere un metronomo). Silenzio, adesso, per favore. O almeno, non parlate a voce troppo alta. ILSE (sottovoce) Soffre durante lo scongelamento? PETER (c. s.) No, di regola, no. Ma appunto, bisogna fare le cose bene, seguire esattamente le prescrizioni. Anche durante il soggiorno in frigo, è indispensabile che la temperatura sia mantenuta costante entro limiti molto stretti. ROBERT Certo: basta qualche grado più giù, che addio, ho letto che si coagula non so cosa nei centri nervosi, e allora non si svegliano più, o si svegliano scemi e smemorati; qualche grado più su e riprendono coscienza, e allora soffrono tremendamente. Pensi che orrore, signorina: sentirsi tutti congelati, mani, piedi, sangue, cuore, cervello; e non poter muovere un dito, non poter battere le palpebre, non poter mettere fuori un suono per chiedere soccorso! ILSE Terribile. Ci vuole un bel coraggio ed una grande fede. Fede nei termostati voglio dire. Io, per me, vado pazza per gli sport invernali, ma dico la verità, non farei il cambio con Patricia per tutto l' oro del mondo. Mi hanno detto che anche lei sarebbe già morta, se a suo tempo, quando la faccenda è cominciata, non le avessero fatto delle iniezioni di ... coso ... anticongelante. Sì, sì, proprio quello che si mette in inverno nei radiatori delle auto. Del resto è logico: se no, il sangue gelerebbe. Non è vero, signor Tho5rl? PETER (evasivo) Se ne dicono tante .... ILSE (meditabonda) Non mi stupisce che siano stati così pochi quelli che si sono prestati. Parola mia, non mi stupisce. È bellissima, mi hanno detto: è vero? ROBERT Uno splendore. L' ho vista l' anno scorso da vicino: una carnagione come oggi non se ne vedono più. Si vede che, nonostante tutto, il regime alimentare del xx secolo, in buona parte ancora naturale, doveva contenere qualche principio vitale che tutt' ora ci sfugge. Non che io diffidi dei chimici: anzi, li rispetto e li stimo. Ma ecco, penso che sono un po' ... direi ... presuntuosi, sì, presuntuosi. Qualcosa da scoprire, magari secondaria, secondo me deve pure ancora esserci. LOTTE (di malavoglia) Sì, è graziosa, certo. Del resto, è la bellezza dell' età. Ha una pelle da neonata: per me, è effetto del supercongelamento, però. Non ha un colorito naturale, è troppo rosa e troppo bianca, sembra ... sì, sembra un gelato, scusate il paragone. Anche i capelli li ha troppo biondi. Se devo dire la verità, a me fa l' impressione di essere un pochino frolla, faisandée ... comunque è bella, nessuno lo nega. È anche coltissima, educatissima, intelligentissima, audacissima, è superlativa da tutte le parti, e a me fa paura, mi mette a disagio e mi fa venire i complessi. (Si è lasciata trascinare; tace imbarazzata, poi con sforzo) ... ma le voglio molto bene lo stesso. Specialmente quando è congelata. Silenzio. Il metronomo continua a battere. ILSE (sottovoce) Si può guardare dallo spioncino del frigo? PETER (c. s.) Certamente, ma non faccia rumore. Siamo già a meno dieci, e una emozione improvvisa potrebbe esserle dannosa. ILSE (c. s.) Ah! È incantevole! Sembra finta .... Ed è ... voglio dire, è proprio dell' epoca? BALDUR (c. s., a parte) Non fare domande sciocche! ILSE (c. s., a parte) Non è mica una domanda sciocca. Volevo sapere quanti anni ha: sembra così giovane, eppure dicono che è ... antica. PETER (che ha sentito) È presto spiegato, signorina. Patricia ha 163 anni, di cui 23 di vita normale, e 140 di ibernazione. Ma scusatemi, Ilse e Baldur, credevo che conosceste già questa storia. Scusatemi anche voi, Maria e Robert, se ripeto cose che già sapete: cercherò di mettere al corrente in breve questi cari ragazzi. Dunque dovete sapere che la tecnica dell' ibernazione fu messa a punto verso la metà del xx secolo, essenzialmente a scopo clinico e chirurgico. Ma solo nel 1970 si arrivò a congelamenti veramente innocui e indolori, e quindi adatti a conservare a lungo gli organismi superiori. Un sogno diveniva così realtà: appariva possibile "spedire" un uomo nel futuro. Ma a quale distanza nel futuro? Esistevano dei limiti? E a quale prezzo? Appunto per istituire un controllo ad uso dei posteri, che saremmo poi noi, fu bandito nel 1975, qui a Berlino, un concorso per volontari. BALDUR E Patricia è uno di questi? PETER Precisamente. A quanto risulta dal suo libretto personale, che sta nel frigo con lei, è anzi stata la prima classificata. Possedeva tutti i requisiti, cuore, polmoni, reni ecc. in perfetto ordine; un sistema nervoso da pilota spaziale; un carattere imperturbabile e risoluto, una emotività limitata, ed infine una buona cultura ed intelligenza. Non che la cultura e l' intelligenza siano indispensabili per sopportare la ibernazione, ma, a parità di condizioni, furono preferiti soggetti di alto livello intellettuale, per evidenti ragioni di prestigio nei confronti nostri e dei nostri successori. BALDUR Così Patricia ha dormito dal 1975 ad oggi? PETER Sì, con brevi interruzioni. Il programma fu concordato con lei dalla commissione di cui era presidente Hugo Tho5rl, il mio celebre avo .... ILSE È lui quello famoso, vero, quello che si studia a scuola? PETER Proprio lui, signorina, lo scopritore del quarto principio della termodinamica. Il programma, dunque, prevedeva un risveglio di qualche ora tutti gli anni, al 19 dicembre, giorno del suo compleanno .... ILSE Che pensiero gentile! PETER ... altri risvegli saltuari in circostanze di particolare interesse quali importanti spedizioni planetarie, delitti e processi celebri, matrimoni di sovrani o di divi dello schermo, incontri internazionali di base-ball, cataclismi tellurici e simili: di tutto ciò insomma che meriti di essere visto e tramandato al lontano futuro. Inoltre, naturalmente, ogni volta che manca la corrente ... e due volte all' anno per i controlli medici. A quanto risulta dal libretto, la somma degli intervalli di veglia, dal 1975 ad oggi, è stata di circa 300 giorni. BALDUR ... e, perdoni la domanda, come mai Patricia è ospite in casa sua? lo è da molto tempo? PETER (con imbarazzo) Patricia è ... Patricia fa parte, per così dire, dell' asse ereditario della nostra famiglia. È una storia lunga, ed in parte oscura. Sa, sono cose di altri tempi, è passato un secolo e mezzo ... si può considerare un miracolo, che con tutte le sommosse, blocchi, occupazioni, repressioni e saccheggi che sono passati su Berlino, Patricia abbia potuto essere trasmessa di padre in figlio, indisturbata, senza mai lasciare la nostra casa. Rappresenta, in certo modo, la continuità familiare: è ... è un simbolo, ecco. BALDUR ... ma in che modo .... PETER ... in che modo Patricia è entrata a far parte della nostra famiglia? Ebbene, per quanto strano le possa sembrare, su questo punto nulla è stato trovato di scritto, e non sopravvive che una tradizione verbale che Patricia rifiuta sia di confermare, sia di smentire. Pare che, all' inizio dell' esperienza, Patricia alloggiasse presso l' Università, e precisamente nella cella frigorifera dell' Istituto di anatomia, e che intorno al 2000 abbia avuto un violento diverbio con il corpo accademico. Si dice che, appunto, questa situazione non le fosse gradita, perché priva di intimità, e perché le seccava di stare gomito a gomito con i cadaveri destinati alle dissezioni. Pare che in uno dei risvegli abbia dichiarato formalmente che, o la sistemavano in un frigo privato, o sarebbe ricorsa alla magistratura; e che il mio avo che prima ho nominato, a quel tempo decano della facoltà, per risolvere la questione si sia generosamente offerto di ospitarla. ILSE Che strana donna! Ma, mi scusi, non ne ha ancora abbastanza? Chi la obbliga? Non deve poi essere tanto divertente stare in letargo per tutto l' anno, e svegliarsi solo per uno o due giorni, e non quando uno vuole, ma quando lo vuole qualcun altro. Io mi annoierei a morte. PETER Lei è in errore, Ilse. Anzi, non c' è mai stata una esistenza più intensa di quella di Patricia. La sua vita è concentrata: non contiene che l' essenziale, non contiene nulla che non meriti di essere vissuto. Quanto al tempo trascorso in frigo, passa per noi, non per lei. In lei non lascia traccia, né nella memoria, né nei tessuti. Non invecchia; invecchia solo nelle ore di veglia. Dal primo compleanno in frigo che è stato il suo 24ä, ad oggi, in 140 anni, è invecchiata di un anno scarso. Dall' anno scorso ad oggi, per lei sono passate una trentina di ore. BALDUR Tre o quattro per il compleanno, e poi? PETER E poi, vediamo ... (calcola mentalmente) altre sei o sette per il dentista, per la prova di un abito, per uscire con Lotte a comperarsi un paio di scarpe .... ILSE È giusto. Bisogna pure che si tenga al corrente con la moda. PETER ... e siamo a dieci. Sei ore per la prima del Tristano all' Opera, e siamo a sedici. Altre sei per due visite mediche generali .... ILSE Come, è stata ammalata? Si capisce, gli sbalzi di temperatura non fanno bene a nessuno. Si ha un bel dire che ci si abitua! PETER No, no, sta benissimo di salute. Sono i fisiologi del Centro Studi: regolari come gli esattori delle tasse, due volte all' anno piombano qui con tutto il loro armamentario, la scongelano, la rigirano da tutte le parti, radioscopie, test psicologici, elettrocardiogrammi, esami del sangue ... poi se ne vanno, e chi s' è visto s' è visto. Segreto professionale: non trapela una parola. BALDUR Ma allora non è per interesse scientifico che loro se la tengono in casa? PETER (con imbarazzo) No ... non soltanto. Sa, io mi occupo di tutt' altro .... Sono tagliato fuori dall' ambiente accademico; il fatto è che ci siamo affezionati a Patricia. E lei si è affezionata a noi: come una figlia. Non ci lascerebbe a nessun costo. BALDUR Ma allora, perché gli intervalli di veglia sono così rari e brevi? PETER Questo è chiaro: Patricia si propone di arrivare in piena giovinezza il più avanti possibile nei secoli; perciò deve fare economia. Ma avrà modo di ascoltare da lei stessa queste cose ed altre ancora: ecco, siamo arrivati a 35ä, sta aprendo gli occhi. Presto cara, apri il portello e taglia l' involucro; ha cominciato a respirare. Scatto e cigolio del portello; rumore di forbici o di tagliacarte. BALDUR Quale involucro? PETER Un involucro di polietilene, ermetico, molto aderente. Serve a ridurre le perdite per evaporazione. Il metronomo, che come rumore di fondo si è sentito in tutte le pause, batte sempre più forte, poi si arresta di colpo. Suona tre volte una "cicala", molto distintamente. Silenzio completo per qualche secondo. MARGARETA (dall' altra camera) Mamma! Si è già svegliata la zia Patricia? Che cosa mi ha portato quest' anno? LOTTE Che cosa vuoi che ti abbia portato? Il solito cubetto di ghiaccio! Del resto è il suo compleanno, mica il tuo. Stai zitta, adesso. Dormi, che è tardi. Silenzio di nuovo. Si sente un sospiro, uno sbadiglio abbastanza sgangherato, uno sternuto. Poi, senza transizione, Patricia comincia a parlare. PATRICIA (voce manierata, strascicata, nasale) Buonasera. Buongiorno. Che ora è? Quanta gente! Che giorno è oggi? Che anno? PETER Il 19 dicembre del 2115. Non ricordi? È il tuo compleanno. Tanti auguri, Patricia! TUTTI Tanti auguri, Patricia! Voci di tutti, confuse. Si sentono frammenti di frasi: _ Come è graziosa! _ Signorina, perdoni, vorrei farle alcune domande .... _ Dopo, dopo! Chissà come è stanca! _ Sogna, mentre è in frigo? Che sogni fa? _ Vorrei chiederle un giudizio sulla .... ILSE Chissà se avrà conosciuto Napoleone e Hitler? BALDUR Ma no, cosa dici, erano due secoli prima! LOTTE (interrompe con decisione) Permesso, prego. Lasciatemi passare, bisogna pure che ci sia qualcuno che pensa alle cose pratiche. Patricia avrà forse bisogno di qualcosa, (a Patricia) una tazza di tè caldo? o forse gradisci qualcosa di più nutriente? una piccola bistecca? Hai bisogno di cambiarti, di rinfrescarti un poco? PATRICIA Tè, grazie. Come sei cara, Lotte! No, non mi occorre altro, per ora; sai bene, lo scongelamento mi lascia sempre lo stomaco un po' sconvolto, per la bistecca vediamo poi più tardi. Ma piccola, sai .... Oh, Peter! come stai? come va la tua sciatica? Che novità ci sono? È finita la conferenza al vertice? Ha già cominciato a fare freddo? Oh, io detesto l' inverno, vado tanto soggetta ai raffreddori .... E tu Lotte? ti vedo in ottima salute, perfino un po' ingrassata, forse .... MARIA ... Eh già, gli anni passano per tutti .... BALDUR Passano per quasi tutti. Mi permetta, Peter, ho tanto sentito parlare di Patricia, ho tanto atteso questo incontro, che ora vorrei .... (A Patricia) Signorina, perdoni il mio ardire, ma so che il suo tempo è misurato, vorrei che mi descrivesse il nostro mondo visto con i suoi occhi, che mi parlasse del suo passato, del suo secolo a cui tanto dobbiamo, delle sue intenzioni per il futuro, che .... PATRICIA (con sufficienza) Non c' è niente di straordinario sa, ci si abitua subito. Vede qui ad esempio il signor Tho5rl, sulla cinquantina, (malignamente) i capelli in fuga, un po' di pancetta, un po' di dolorini ogni tanto? Ebbene, due mesi fa per me aveva vent' anni, scriveva poesie, e stava per partire volontario cogli Ulani. Tre mesi fa ne aveva dieci e mi chiamava zia Patricia, e piangeva quando mi congelavano, e voleva venire in frigo con me. Non è vero, caro? Oh, mille scuse. E cinque mesi fa, non solo non era nato, ma non era neppure lontanamente in programma; c' era suo padre, il colonnello, ma io parlo di quando era solo tenente, era nella Quarta Legione Mercenari, e ad ogni disgelo aveva un nastrino di più e qualche capello di meno. Mi faceva la corte, in quel modo buffo che usava allora: per otto disgeli, mi fece la corte ... si direbbe che i Tho5rl ce l' abbiano nel sangue, in questo, posso dirlo, si rassomigliano tutti. Non hanno ... come dire? non hanno un' idea molto seria del rapporto di tutela ... (la voce di Patricia prosegue in dissolvenza) pensi che perfino il Capostipite, il Patriarca .... Subentra nitida e vicina la voce di Lotte, rivolta al pubblico. LOTTE Avete sentito? ecco, così è fatta, quella ragazza. Non ha ... non ha ritegno. È vero che io sono ingrassata: non sto in frigo, io. Lei no, lei non ingrassa, lei è eterna, incorruttibile, come l' amianto, come il diamante, come l' oro. Ma le piacciono gli uomini, ed in specie i mariti altrui. È una smorfiosa eterna, una civetta incorruttibile. Mi appello a voi, signori: non ho ragione di non poterla soffrire? (Sospiro) ... e lei piace agli uomini, alla sua venerabile età: questo è il peggio. Sapete bene come sono gli uomini, Tho5rl o non Tho5rl, e gli intellettuali più degli altri: due sospiri, due occhiate in quel certo modo, due ricordi di infanzia, e la trappola scatta. Alla lunga, poi, chi si trova nei guai è lei, si capisce, che dopo un mese o due si trova tra i piedi dei cascamorti un po' stagionati .... No, non crediate che io sia così cieca o così sciocca: mi sono accorta anch' io che, questa volta, con mio marito, ha cambiato tono, si è fatta mordace, tagliente. Si capisce: c' è un altro uomo all' orizzonte. Ma voi non avete assistito a quegli altri risvegli. Era roba da scorticarla! E poi, e poi ... non sono mai riuscita ad avere delle prove, a coglierli sul fatto, ma siete proprio sicuri, voi, che tra il "tutore" e la ragazza tutto si sia sempre svolto alla luce del sole? In altre parole, (con forza) che tutti gli scongelamenti siano stati regolarmente registrati sul libretto personale? Io no. Io non ne sono sicura. (Pausa. Conversazione confusa con rumore di fondo). Ma questa volta c' è del nuovo, l' avrete notato anche voi. È semplice: c' è un altro uomo all' orizzonte, un uomo più giovane. Le piace la carne fresca alla giovinetta! Sentitela: non è una che sa quello che vuole? (Voci). Oh, non credevo che si fosse già a questo punto. Dalle voci di fondo emergono le voci di Baldur e di Patricia. BALDUR ... un' impressione quale non ho mai provato. Non avrei mai creduto possibile trovare riunito in una persona sola il fascino dell' eternità e quello della giovinezza. Mi sento davanti a lei come davanti alle Piramidi, eppure lei è così giovane e così bella! PATRICIA Sì, signore ... Baldur, si chiama lei, non è vero? Sì, Baldur. Ma tre sono i miei doni, non due. L' eternità, la giovinezza e la solitudine. E quest' ultima è il prezzo che paga chi osa quanto io ho osato. BALDUR Ma quale mirabile esperienza! Passare a volo dove gli altri strisciano, poter comparare di persona costumi, eventi, eroi a distanza di decenni, di secoli! Quale storico non proverebbe invidia? ed io, che della storia mi proclamavo cultore! (Con slancio improvviso) Mi faccia leggere il suo diario. PATRICIA Come sa .... Voglio dire, cosa le fa pensare che io tenga un diario? BALDUR Dunque lo tiene! Ho indovinato! PATRICIA Sì, lo tengo. Fa parte del programma, ma nessuno lo sa, neppure Tho5rl. E nessuno può leggerlo: è in cifra, anche questo fa parte del programma. BALDUR Se nessuno può leggerlo, a cosa serve? PATRICIA Serve a me. Mi servirà dopo. BALDUR Dopo cosa? PATRICIA Dopo. Quando sarò arrivata. Allora conto di pubblicarlo: penso che non avrò difficoltà a trovare un editore, perché è un diario intimo, un genere che va sempre. (Con voce sognante) Conto di dedicarmi al giornalismo, sa? E di pubblicare i diari intimi di tutti i potenti della terra della mia epoca, Churchill, Stalin, ecc..C' è da fare un mucchio di quattrini. BALDUR Ma come li possiede, lei, questi diari? PATRICIA Non li possiedo mica. Li scriverò io. Su episodi autentici, naturalmente. Pausa. BALDUR Patricia! (Altra pausa). Mi prenda con lei. PATRICIA (ci pensa su; poi molto freddamente) Non sarebbe una cattiva idea, così in astratto. Ma non deve credere che basti entrare nel frigo: bisogna farsi fare le iniezioni, seguire il corso di addestramento .... Non è tanto semplice. Poi, mica tutti hanno il fisico adatto .... Certo, sarebbe carino avere un compagno di viaggio come lei, così vivo, così appassionato, così ricco di temperamento .... Ma non è fidanzato, lei? BALDUR Fidanzato? Lo ero. PATRICIA Fino a quando? BALDUR Fino a mezz' ora fa; ma ora ho incontrato lei, e tutto è cambiato. PATRICIA Lei è un lusingatore, un uomo pericoloso. (La voce di Patricia cambia bruscamente, non è più lamentosa e languida, ma netta, energica, tagliente) Ad ogni modo, se le cose stanno come lei mi dice, ne potrebbe nascere una combinazione interessante. BALDUR Patricia! Perché indugiare? Partiamo: fugga con me. Non nel futuro: nell' oggi. PATRICIA (freddamente) Appunto, ci stavo pensando anch' io. Ma quando? BALDUR Ora, subito. Attraversiamo la sala e via. PATRICIA Nonsenso. Li avremmo subito tutti alle calcagna, lui in testa. Lo guardi: è già in sospetto. BALDUR Quando allora? PATRICIA Stanotte. Mi segua bene. A mezzanotte tutti se ne vanno, e loro mi ricongelano e mi rimettono in naftalina. È una faccenda più spiccia del risveglio, un po' come i subacquei, sa bene, in su bisogna andare piano, ma l' immersione può essere rapida. Mi ficcano nel frigo e attaccano il compressore senza tanti complimenti: ma per le prime ore io resto abbastanza soffice e ritorno facilmente alla vita attiva. BALDUR E allora? PATRICIA E allora è semplice. Lei se ne va con gli altri, accompagna a casa la sua ... quella ragazza, insomma; poi ritorna qui; si introduce nel giardino, entra dalla finestra della cucina .... BALDUR ... ed è fatta! Due ore ancora, due ore ed il mondo è nostro! Ma mi dica, Patricia, non avrà rimpianti? Non si pentirà di avere interrotto per me la sua corsa verso i secoli futuri? PATRICIA Guardi, giovanotto, avremo del tempo in abbondanza per parlare di queste belle cose se il colpo riesce. Ma prima bisogna che riesca. Ecco, se ne stanno andando; riprenda il suo posto, si congedi civilmente e cerchi di non fare sciocchezze. Sa, mica per niente, ma mi seccherebbe sprecare l' occasione. Voci degli invitati che se ne vanno, rumore di seggiole spostate. Frammenti di frasi: _ Al prossimo anno! _ Buonanotte, se così posso dire .... _ Andiamo Robert, non credevo che fosse così tardi. _ Baldur, andiamo, hai l' onore di accompagnarmi. Silenzio. Poi voce di Lotte, rivolta al pubblico. LOTTE ... così, se ne andarono tutti. Peter ed io restammo soli, con Patricia, cosa che non è mai gradevole per nessuno dei tre. Non lo dico per via di quella antipatia che vi ho descritto poc' anzi, in modo forse un po' impulsivo; no: è una situazione obiettivamente spiacevole, fredda, falsa, piena di imbarazzo per tutti. Parlammo un po' del più e del meno, poi ci salutammo, e Peter rimise Patricia nel frigo. Gli stessi rumori dello scongelamento, ma invertiti ed accelerati. Sospiro, sbadiglio. Chiusura-lampo dell' involucro. Si mette in moto il metronomo, poi la pompa, i fischi, ecc.. Rimane in moto il metronomo, il cui ritmo gradualmente si fonde con quello più lento di un orologio a pendolo. Suonano l' una, l' una e mezza, le due. Si sente il rumore di un' auto che si avvicina, ferma, sbatte lo sportello. Abbaia un cane lontano. Passi sulla ghiaia. Una finestra si apre. Passi sul pavimento di legno che scricchiola sempre più vicino. Si apre il portello del frigo. BALDUR (sottovoce) Patricia, sono io! PATRICIA (voce confusa ed attutita) Tmglimrm lm mvolmcrm! BALDUR Coooooome? PATRICIA (un po' più distintamente) Tagliare l' involucro! Rumore del taglio. BALDUR Ecco fatto. E adesso? Che cosa debbo fare? Lei mi deve perdonare, ma non sono pratico, sa, è la prima volta che mi capita .... PATRICIA Oh, il più è fatto, adesso me la cavo da sola. Mi dia solo una mano per uscire di qui dentro. Passi. "Piano", "Sst", "Da questa parte". Finestra. Passi sulla ghiaia. Lo sportello dell' auto. Baldur accende il motore. BALDUR Siamo fuori, Patricia. Fuori dal gelo, fuori dall' incubo. Mi pare di sognare: da due ore vivo in un sogno. Ho paura di svegliarmi. PATRICIA (freddamente) Ha accompagnato a casa la sua fidanzata? BALDUR Chi, Ilse? L' ho accompagnata, sì. Mi sono congedato da lei. PATRICIA Che dice, congedato? Definitivamente? BALDUR Sì, non è stato difficile come temevo, solo una piccola scenata. Non ha neppure pianto. Pausa, l' auto è in moto. PATRICIA Giovanotto, non mi giudichi male. Mi pare che qui sia giunto il momento di una spiegazione. Lei mi deve capire: in qualche modo dovevo pur uscirne. BALDUR ... e si trattava solo di questo? Di uscirne? PATRICIA Solo di questo. Di uscire dal frigo e di uscire da casa Tho5rl. Baldur, sento che le devo una confessione. BALDUR Una confessione è poco. PATRICIA Altro non le posso dare; e non è neppure una bella confessione. Sono veramente stanca: gelo e sgelo, gelo e sgelo, a lungo andare è faticoso. Poi c' è dell' altro. BALDUR Altro? PATRICIA Altro, sì. Le visite di lui, di notte. A trentatré gradi, appena tiepida, che non potevo difendermi in nessun modo. E siccome io stavo zitta, per forza! lui magari si immaginava .... BALDUR Povera cara, quanto deve aver sofferto! PATRICIA Una vera seccatura, lei non ne ha un' idea. Una noia da non dirsi. Rumore dell' auto, che si allontana. LOTTE ... Così finisce questa storia. Io qualcosa avevo capito, e quella notte avevo sentito anche degli strani rumori. Ma sono stata zitta: perché avrei dovuto dare l' allarme? Mi pare che così sia meglio per tutti. Baldur, poveretto, mi ha raccontato ogni cosa: pare che Patricia, oltre a tutto, gli abbia anche chiesto dei quattrini, per andare non so dove, a ritrovare un suo coetaneo che sta in America; in frigo anche lui, naturalmente. Lui, Baldur, che si riconcilii o no con Ilse, non importa poi gran cosa a nessuno, neppure a Ilse medesima. Il frigo, lo abbiamo venduto. Quanto a Peter, vedremo.

Storie naturali 1966