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Storie naturali

Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1966 - Categoria: letteratura

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Le prime osservazioni sull' ordinamento delle cellule epiteliari della tenia risalgono al 1905 (Serrurier). Flory fu però il primo a intuirne l' importanza ed il significato, e lo descrisse in una lunga memoria del 1927, corredata da nitide fotografie in cui per la prima volta il cosiddetto "mosaico di Flory" fu reso visibile anche ai profani. Come è noto, si tratta di cellule appiattite, di forma irregolarmente poligonale, disposte in lunghe file parallele, e caratterizzate dal ripetersi a intervalli variabili di elementi simili, in numero di qualche centinaio. Il loro significato fu scoperto in circostanze singolari: il merito non ne va ad un istologo né a uno zoologo, ma ad un orientalista. Bernard W. Losurdo, docente di assiriologia presso la Michigan State University, in un periodo di forzata inattività dovuta appunto alla presenza del fastidioso parassita, e mosso pertanto da interesse puramente occasionale, ebbe sott' occhio casualmente le fotografie di Flory. Alla sua esperienza professionale non sfuggirono tuttavia alcune singolarità che nessuno fin allora aveva colto: le file del mosaico sono costituite da un numero di cellule che varia entro limiti non troppo larghi (da 25 a 60 circa); esistono gruppi di cellule che si ripetono con frequenza molto alta, quasi fossero associazioni obbligate; infine (e fu questa la chiave dell' enigma) le cellule terminali di ogni fila sono disposte talvolta secondo uno schema che si potrebbe definire ritmico. Fu indubbiamente una circostanza fortunata che proprio la prima fotografia di cui il Losurdo ebbe ad occuparsi presentasse uno schema particolarmente semplice: le ultime 4 cellule della prima fila erano identiche alle ultime 4 della terza; le ultime 3 della seconda fila erano identiche alle ultime 3 della quarta e della sesta; e così di seguito, secondo lo schema ben noto della terza rima. Occorreva tuttavia un grande coraggio intellettuale per fare il passo successivo, e cioè per formulare l' ipotesi che l' intero mosaico non fosse rimato in puro senso metaforico, ma costituisse nulla meno che una composizione poetica, e convogliasse un significato. Il Losurdo ebbe questo coraggio. La sua opera di decifrazione fu lunga e paziente, e confermò la intuizione originaria. Le conclusioni a cui lo studioso pervenne si possono riassumere brevemente così. Il 15% circa degli individui adulti di Tenia Solium sono portatori di un mosaico di Flory. Il mosaico, quando esiste, è ripetuto identico in tutte le proglottidi mature, ed è congenito: è quindi un carattere peculiare di ogni singolo individuo, paragonabile (l' osservazione è del Losurdo stesso) alle impronte digitali dell' uomo od alle linee della sua mano. Esso consta di un numero di "versi" variabile da una decina fino a duecento e più, talora rimati, altre volte meglio definibili come prosa ritmica. Nonostante l' apparenza, non si tratta di una scrittura alfabetica; o, per meglio dire (e qui non sapremmo fare meglio che citare il Losurdo medesimo), "è una forma di espressione insieme altamente complessa e primitiva, in cui si intrecciano, nello stesso mosaico e talora nello stesso verso, la scrittura alfabetica con la acrofonetica, l' ideografica con la sillabica, senza regolarità apparente, come se vi si ripercuotesse in forma compendiaria e confusa l' antichissima dimestichezza del parassita con la cultura del suo ospite nelle sue varie forme; quasi che il verme abbia attinto, insieme coi succhi dell' organismo dell' uomo, anche una parcella della sua scienza". Non molti mosaici sono stati decifrati finora dal Losurdo e dai suoi collaboratori. Ve ne sono di rudimentali e frammentari, scarsamente articolati, che il Losurdo chiama "interiettivi". Sono i più difficili da interpretare, ed esprimono per lo più soddisfazione per la qualità o la quantità dell' alimento, o disgusto per qualche componente del chimo meno gradito. Altri si riducono ad una breve frase sentenziosa. Il seguente, già più complesso ma di lezione dubbia, viene inteso come il lamento di un individuo in stato di sofferenza, che si sente prossimo alla espulsione: "Addio, dolce riposo e dolce dimora. Non più dolce per me, poiché il mio tempo è giunto. Ho tanta stanchezza sulle (...): deh, lasciatemi così, dimenticato in un angolo, in questo calore buono. Ma ecco, è veleno ciò che era alimento, ove era pace è collera. Non indugiare, poiché non sei più gradito: distacca i (...) e discendi nell' universo nemico". Alcuni mosaici sembrano alludere al processo riproduttivo, ed ai misteriosi amori ermafroditi del verme: "Tu io. Chi ci separerà, poiché siamo una carne? Tu io. Mi specchio in te e vedo me stesso. Uno e molteplice: ogni mio membro è ordine e gioia. Uno e molteplice: la luce è morte, la tenebra è immortale. Vieni, sposo contiguo, stringiti a me quando l' ora suona. Vengo, ed ogni mio (...) canta al cielo". "Ho rotto la (membrana?) ed ho sognato il sole e la luna. Mi sono attorto a me stesso, e mi ha accolto il firmamento. Vuoto il passato, la virtù di un istante, la progenie innumerevole". Ma di gran lunga più interessanti sono alcuni mosaici di livello palesemente più elevato, in cui viene adombrato l' orizzonte nuovo e conturbante dei rapporti affettivi fra il parassita e l' ospite. Ne citiamo alcuni fra i più significativi. "Siimi benigno, o potente, e ricordati di me nel tuo sonno. Il tuo cibo è il mio cibo, la tua fame è la mia fame: rifiuta, deh, l' acre aglio e la detestabile (cannella?) Tutto procede da te: i soavi umori che mi dànno vita, ed il tepore in cui giaccio e lodo il mondo. Possa io mai perderti, o mio ospite generoso, o mio universo. Quale per te l' aria che attingi e la luce che godi, tale sei tu per me. Viva tu a lungo in salute". "Parla, e ti ascolto. Vai, e ti seguo. Medita, e ti intendo. Chi più fedele di me? Chi meglio di me ti conosce? Ecco, io mi giaccio fiducioso nei tuoi visceri oscuri, e irrido alla luce del giorno. Udite: tutto è vano, fuorché un ventre pieno. Tutto è mistero, fuorché il (...)" "La tua forza mi penetra, la tua gioia discende in me, la tua collera mi (increspa?), la tua fatica mi mortifica, il tuo vino mi esalta. T' amo, uomo sacro. Perdona le mie colpe, e non distogliere da me la tua benevolenza". Il motivo della colpa, che qui è appena accennato, affiora invece con curiosa insistenza in alcuni fra i mosaici più evoluti. È notevole, afferma il Losurdo, che questi ultimi appartengano quasi esclusivamente ad individui di dimensioni ed età ragguardevoli, che avevano resistito tenacemente ad una o più terapie espulsive. Ne citiamo l' esempio più noto, che ha ormai varcato i limiti della letteratura scientifica specializzata ed è stato accolto in una recente antologia di letteratura straniera, suscitando l' interesse critico di un pubblico ben più vasto. "... ti dovrò dunque chiamare ingrato? No, poiché ho trasceso, e pazzamente mi sono indotto a infrangere i limiti che Natura ci ha imposti. Per vie recondite e mirabili ero giunto a te; per anni, in religiosa adorazione, avevo attinto alle tue fonti vita e sapienza. Non dovevo rendermi palese: questo il nostro triste destino. Palese ed infesto: di qui la tua collera giusta, o signore. Ohimè, perché non ho desistito? Perché ho rifiutato la savia inerzia dei miei avi? "Ma ecco: come giusto il tuo sdegno, così giusta era la mia pur empia audacia. Chi non lo sapeva? Le nostre parole silenziose non trovano ascolto presso di voi, semidei superbi. Noi, popolo senz' occhi né orecchie, non troviamo grazia presso di voi. "Ed ora me ne andrò, perché lo vuoi. Andrò in silenzio, secondo il nostro costume, incontro al mio destino di morte o di trasfigurazione immonda. Non chiedo che un dono: che questo mio messaggio ti raggiunga, e venga da te meditato e inteso. Da te, uomo ipocrita, mio simile e mio fratello". Il testo è indubbiamente notevole, con qualsiasi criterio lo si giudichi. A titolo di pura curiosità, dobbiamo riferire che il desiderio estremo dell' autore è andato vano. Infatti il suo ospite involontario, un oscuro impiegato di banca di Dampier (Illinois), rifiutò recisamente di prenderne visione.

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