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Storie naturali

Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1966 - Categoria: letteratura

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"Cladonia rapida"

La recente scoperta di un parassita specifico delle automobili, a stretto rigore non dovrebbe stupire. A chiunque consideri l' estrema capacità di adattamento che la vita manifesta sul nostro pianeta, non può che apparire naturale l' esistenza di un lichene altamente specializzato, il cui substrato unico ed obbligatorio è costituito dalle strutture esterne ed interne degli autoveicoli. S' impone come ovvio il raffronto con gli altri ben noti parassiti caratteristici delle abitazioni umane, degli abiti e delle navi. La sua scoperta, o meglio la sua comparsa (poiché non è pensabile che il lichene esistesse inosservato) si localizza con notevole precisione negli anni 1947-4.. Essa è probabilmente da mettere in relazione con l' avvento degli smalti gliceroftalici in sostituzione degli smalti alla nitrocellulosa nella rifinitura delle carrozzerie; nei quali smalti, impropriamente detti "sintetici", non a caso sono presenti radicali grassi e il residuo del glicerolo. Il lichene delle auto (Cladonia rapida) differisce dagli altri licheni principalmente per l' estrema sua velocità di accrescimento e di riproduzione. Mentre i ben noti licheni crostosi delle rocce presentano velocità di accrescimento che raramente superano il millimetro-anno, la Cladonia rapida dà luogo alle caratteristiche macchie, del diametro di vari centimetri, entro il giro di pochi mesi, specialmente su veicoli esposti a lungo alla pioggia, e mantenuti in locali umidi e male illuminati. Le macchie sono grigio-brune, rugose, spesse da uno a tre millimetri, ed in esse è sempre ben visibile, al centro, il nucleo originario di infezione. È assai raro che le macchie si presentino isolate: a meno di trattamenti drastici, esse invadono in poche settimane l' intera carrozzeria, con un meccanismo di disseminazione a distanza che è tuttora mal compreso. È stato tuttavia notato che l' infezione è particolarmente intensa e florida sulle superficie tendenzialmente orizzontali (tetto, cofano, parafanghi), sulle quali le macchie tondeggianti si presentano spesso distribuite secondo schemi curiosamente regolari. Questo ha fatto pensare ad un meccanismo di proiezione delle spore, il cui impianto sarebbe favorito dalla posizione orizzontale del substrato. L' infezione non è limitata alle parti smaltate. Si osservano talora macchie (peraltro atipiche) anche su parti meno esposte, sul telaio, all' interno del baule, sul pavimento e sui sedili. Quando il lichene raggiunge determinati organi interni, si osservano sovente disturbi vari a carico della locomozione e della funzionalità generale dell' autoveicolo: precoce logorio degli ammortizzatori (segnalazione di R. J. Coney, proprietario, Baltimora); ostruzione dei tubi olio freni (varie officine di riparazione in Francia e Austria); grippaggio acuto e simultaneo dei quattro cilindri (Voglino, titolare autorimessa, Torino); ed inoltre, difficoltà di messa in moto, frenata a strappi, scarsa ripresa, gioco allo sterzo, ed altre irregolarità che spesso, da riparatori poco accorti, vengono riferite ad altre cause, e curate di conseguenza, con risultati drammatici. In un caso, per ora isolato ma preoccupante, è stato coinvolto il proprietario di un autoveicolo, che ha dovuto ricorrere a cure mediche per una diffusa e tenace infezione da Cladonia sul dorso delle mani e sull' addome. Da osservazioni svolte in varie autorimesse e posteggi all' aria libera, è lecito concludere che la propagazione del lichene avviene in prevalenza de proche en proche, ed è favorita dall' estremo sovraffollamento dei parcheggi. Il caso di vetture infettate a distanza, ad opera del vento o attraverso un "portatore" umano, non è documentato con certezza, e appare comunque assai raro. In occasione del recente Salone dell' auto di Tangeri è stato discusso (relatore Al Maqrizi) il problema dell' immunità, che s' è dimostrato ricco di imprevedibili ed appassionanti addentellati. Secondo il relatore, nessuna macchina si può considerare immune: tuttavia, nei riguardi dell' infezione da lichene, esistono due diversi tipi di ricettività, i quali si manifestano con sintomatologie nettamente diverse; macchie tondeggianti, tendenti al grigio scuro, tenacemente aderenti nel caso delle auto-maschio; macchie allungate nel senso dell' asse del telaio, brune fino al nocciola chiaro, poco aderenti, e di pronunciato odore muschiato, nel caso delle auto-femmina. Intendiamo qui alludere a quella rudimentale differenziazione sessuale, nota già da decenni ma sfuggita finora all' attenzione della scienza ufficiale, per cui, ad esempio, negli ambienti della General Motors si parla correntemente di "he-cars" e "she-cars", e a Torino le forme "il Millecento" e "la Seicento" si sono imposte contro ogni logica apparente. In realtà, secondo ricerche del Maqrizi medesimo, nella linea di montaggio della Fiat 1100 gli individui "he" sono in netta prevalenza, mentre fra le Fiat 600 sono più numerose le forme "she". Casi come quest' ultimo sono peraltro eccezionali: di norma, le forme "he" e "she" si riscontrano nelle linee di montaggio senza alcuna regolarità apparente all' infuori di quella statistica, per cui di modello, i "he-cars" hanno miglior ripresa, sono duri di molleggio, delicati di carrozzeria, più propensi alle avarie di motore e di trasmissione; le "she-cars", per contro, presentano minor consumo di carburante e di lubrificante e tengono meglio la strada, ma hanno impianto elettrico debole, e sono molto sensibili alle variazioni di temperatura e di pressione. Si tratta comunque di differenze piuttosto sottili, riconoscibili soltanto da occhi esperti. Ora, la scoperta della Cladonia rapida ha permesso la messa a punto di una tecnica rivelatoria semplice, rapida e sicura, che può essere affidata anche a personale non specializzato, e che, in pochi anni, ha consentito la raccolta di abbondante materiale di estremo interesse sia teorico che pratico. Lunghe e serie esperienze sono state condotte alla scuola di Parigi, infettando con lichene un gran numero di vetture di diverse marche. Esse hanno messo in luce che, nella scelta che prelude all' acquisto, il sesso della vettura esercita una funzione importante: i "he-cars" costituiscono il 62% delle auto acquistate da tendenze omosessuali. Le scelte degli uomini normali sono invece meno caratteristiche: essi acquistano "she-cars" in misura del 52,5%. La scelta, e la sensibilità al sesso della macchina, è generalmente inconscia, ma non sempre: almeno un quinto dei soggetti intervistati da Tarnowsky hanno dimostrato di saper distinguere fra un "he" e una "she" con maggior sicurezza che fra un gatto e una gatta. Resta infine da ricordare un curioso studio inglese sul fenomeno della collisione, esso pure condotto con la tecnica del lichene. La collisione, che statisticamente dovrebbe essere omo_ ed eterosessuale con pari frequenza, si dimostra invece eterosessuale nel 56% dei casi (media mondiale). Tale media varia sensibilmente da nazione a nazione: è del 55% negli Stati Uniti, del 57% in Italia e in Francia, del 52% nel Regno Unito e in Olanda; scende al 49% in Germania. È dunque chiaro che, in almeno un caso su dieci, si ha la sovrapposizione di una rudimentale volontà (o iniziativa) della macchina sulla volontà (o iniziativa) umana: la quale peraltro, nell' atto di guidare attraverso il traffico cittadino, deve in qualche modo essere debilitata e depressa. Molto acconciamente, a questo proposito, è stato ricordato dagli autori il "clinamen" degli epicurei. Il concetto, beninteso, non è nuovo: è stato svolto da Samuel Butler in una precoce e indimenticabile pagina di Erewhon, e, anche al di fuori della sfera sessuale, compare con significativa frequenza in molti episodi della cronaca quotidiana, banali solo in apparenza. Sia lecito a chi scrive citare qui un caso clinico, frutto di sua diretta osservazione. L' auto t026, anno di costruzione 1952, aveva subito seri danni in uno scontro avvenuto all' incrocio di corso Valdocco con via Giulio. Era stata riparata ed aveva cambiato più volte di proprietario, finché, nel 1963, fu acquistata da T. M., esercente, che percorreva quattro volte al giorno il corso Valdocco per recarsi in bottega e rincasare. Il signor T. M., all' oscuro dell' anamnesi della vettura, notò che essa, ogni volta che si avvicinava all' incrocio sopra ricordato, rallentava sensibilmente e tirava a destra; non manifestava invece irregolarità di comportamento in alcun altro punto della rete stradale. Ma non c' è utente della strada dotato di spirito di osservazione che non possa raccontare dozzine di episodi analoghi. Si tratta, come ognuno vede, di argomenti affascinanti, che hanno ridestato interesse vivacissimo in ogni parte del mondo civile sul conturbante problema della convergenza in atto fra il mondo animato e il mondo inanimato. È di pochi giorni addietro l' osservazione di Beilstein, che ha potuto dimostrare e fotografare tracce evidenti di tessuto nervoso nella tiranteria dello sterzo delle Opel-Kapitän: tema che ci ripromettiamo di trattare diffusamente in un prossimo articolo.

Storie naturali 1966