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Storie naturali

Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1966 - Categoria: letteratura

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PROLOGO Porta che si apre e richiude; entra il poeta. SEGRETARIA Buongiorno, maestro. POETA Buongiorno, signorina. Bella giornata, eh? La prima dopo un mese di pioggia. Peccato dover stare in ufficio! Il programma per oggi? SEGRETARIA Non c' è molto: due carmi conviviali, un poemetto per il matrimonio della contessina Dimitròpulos, quattordici inserzioni pubblicitarie, e un cantico per la vittoria del Milan, domenica scorsa. POETA Roba da poco: in mattinata finiamo tutto. Ha già attaccato il Versificatore? SEGRETARIA Sì, è già caldo. (Lieve ronzio). Possiamo cominciare anche subito. POETA Se non ci fosse lui .... E pensare che lei non ne voleva sapere! Ricorda due anni fa, che fatica, che lavoro sfibrante? Ronzio. IL VERSIFICATORE Si sente in primo piano il ticchettio veloce di una macchina da scrivere. POETA (fra sé, annoiato e frettoloso) Uff! qui non si finisce mai. E che lavori, poi! Mai un momento di libera ispirazione. Carmi nuziali, poesia pubblicitaria, inni sacri ... nient' altro, tutta la giornata. Ha finito di copiare, signorina? SEGRETARIA (continua a battere a macchina) Un momento. POETA Si sbrighi, perbacco. SEGRETARIA (continua a battere con violenza per pochi secondi, poi estrae i fogli di macchina) Ecco. Un attimo solo, per rileggere. POETA Lasci stare, rileggo poi io, farò io le correzioni. Adesso metta in macchina un altro foglio, due veline, spazio due. Le detterò direttamente, così facciamo prima: i funerali sono dopodomani, e non possiamo perdere tempo. Anzi, guardi, metta in macchina quella carta intestata listata a lutto, sa bene, quella che abbiamo fatto stampare per la morte dell' arciduca di Sassonia. Veda di non fare errori, così magari evitiamo la copiatura. SEGRETARIA (esegue: passi, fruga in un cassetto, mette i fogli in macchina) Pronti. Detti pure. POETA (liricamente, ma sempre con fretta) "Compianto in morte del marchese Sigmund von Ellenbogen, prematuramente scomparso". (La segretaria batte). Ah, dimenticavo. Guardi che lo vogliono in ottave. SEGRETARIA In ottave? POETA (sprezzante) Sì, sì, ottave con la rima e tutto. Sposti il marginatore. (Pausa: sta cercando l' ispirazione) Mmm ... ecco, scriva: Nero il ciel, buio il sole, aridi i campi Son senza te, marchese Sigismondo .... (La segretaria batte). Si chiamava Sigmund, ma devo pur chiamarlo Sigismondo, capisce, se no addio rime. Accidenti a questi nomi ostrogoti. Speriamo che me lo passino. Del resto, ho qui l' albero genealogico, ecco .... "Sigismundus", sì, siamo a posto. (Pausa). Campi, lampi .... Mi dia il rimario, signorina. (Consultando il rimario) "Campi: lampi, accampi, scampi, crampi, rampi ..." cosa diavolo sarà questo "rampi"? SEGRETARIA (efficiente) Voce del verbo "rampare", immagino. POETA Già: le trovano tutte. "Cialampi" ... no, è dialettale. "Avvampi". (Liricamente) "O popolo di Francia, avampi, avampi!" ... Ma no, che cosa sto dicendo! "Stampi". (Meditabondo) ... poiché, prima che un altro se ne stampi .... (La segretaria batte poche battute). Ma no, aspetti, è solo un tentativo. Neanche, un tentativo: è una idiozia. Come si fa a stampare un marchese? Via, cancelli. Anzi, cambi foglio. (Con collera improvvisa) Basta! Butti via tutto. Ne ho abbastanza di questo sporco mestiere: sono un poeta, io, un poeta laureato, non un mestierante. Non sono un menestrello. Vada al diavolo il marchese, l' epicedio, l' epinicio, il compianto, il Sigismondo. Non sono un versificatore. Su, scriva: "Eredi von Ellenbogen, indirizzo, data, eccetera: Ci riferiamo alla Vostra pregiata richiesta per un compianto funebre, in data eccetera, di cui Vi ringraziamo sinceramente. Purtroppo, per sopravvenuti urgenti impegni, ci troviamo costretti a declinare l' incarico ...". SEGRETARIA (interrompe) Mi perdoni, maestro, ma ... non può declinare l' incarico. C' è qui agli atti la nostra conferma d' ordine, la ricevuta dell' anticipo ... c' è anche una penalità, non ricorda? POETA Già, anche la penalità: siamo ben combinati. Poesia! Puh, è una galera, questa. (Pausa: poi, con brusca decisione) Mi chiami il signor Simpson al telefono. SEGRETARIA (sorpresa e contrariata) Simpson? L' agente della NATCA? Quello delle macchine per ufficio? POETA (brusco) Sì, lui. Non ce n' è mica un altro. SEGRETARIA (compone un numero al telefono) Il signor Simpson, per favore? ... Sì, attendo. POETA Gli dica che venga qui subito, con i prospetti del Versificatore. Anzi, no, me lo passi: gli voglio parlare io. SEGRETARIA (sottovoce, di malavoglia) Vuole comprare quella macchina? POETA (sottovoce, più calmo) Non metta su codesto broncio, signorina, e non si cacci in capo idee sbagliate. (Suadente) Non si può restare indietro, lei lo capisce benissimo. Bisogna tenere il passo coi tempi. Dispiace anche a me, glielo assicuro, ma a un certo punto bisogna pure decidersi. Del resto, non abbia preoccupazioni: il lavoro per lei non mancherà mai. Ricorda, tre anni fa, quando abbiamo comperato la fatturatrice? SEGRETARIA (al telefono) Sì, signorina. Mi passa il signor Simpson, per favore? (Pausa). Certo, è urgente. Grazie. POETA (continuando, sottovoce) Ebbene: come si trova oggi? Ne potrebbe fare a meno? No, non è vero? È uno strumento di lavoro come un altro, come il telefono, come il ciclostile. Il fattore umano è e sarà sempre indispensabile, nel nostro lavoro; ma abbiamo dei concorrenti, e perciò dobbiamo pure affidare alle macchine i compiti più ingrati, più faticosi. I compiti meccanici, appunto .... SEGRETARIA (al telefono) È lei, signor Simpson? Attenda prego. (Al poeta) Il signor Simpson al telefono. POETA (al telefono) È lei, Simpson? Salute. Senta: lei ricorda, vero, quel preventivo che mi aveva sottoposto ... aspetti ... verso la fine dell' anno scorso? ... (Pausa). Sì, precisamente, il Versificatore, quel modello per impieghi civili: lei me ne aveva parlato con un certo entusiasmo ... veda un po' se può rimetterci le mani sopra. (Pausa). Eh, sì, capisco: ma ora forse i tempi sono maturi. (Pausa). Ottimo: sì, è piuttosto urgente. Dieci minuti? Lei è molto gentile: l' attendo qui, nel mio ufficio. A presto. (Appende il ricevitore; alla segretaria) È un uomo straordinario, Simpson: un rappresentante di classe, di una efficienza rara. Sempre a disposizione dei clienti, a qualunque ora del giorno o della notte: non so come faccia. Peccato che abbia poca esperienza nel nostro ramo, se no .... SEGRETARIA (esitante; via via più commossa) Maestro ... io ... io lavoro con lei da quindici anni ... ecco, mi perdoni, ma ... al suo posto non farei mai una cosa simile. Non lo dico mica per me, sa: ma un poeta, un artista come lei ... come può rassegnarsi a mettersi in casa una macchina ... moderna finché vuole, ma sarà sempre una macchina ... come potrà avere il suo gusto, la sua sensibilità ... Stavamo così bene, noi due, lei a dettare e io a scrivere ... e non solo a scrivere, a scrivere sono capaci tutti: ma a curare i suoi lavori come se fossero i miei, a metterli in pulito, a ritoccare la punteggiatura, qualche concordanza, (confidenziale) anche qualche errorino di sintassi, sa? Può capitare a tutti di distrarsi .... POETA Ah, non creda che io non la capisca. Anche da parte mia è una scelta dolorosa, piena di dubbi. Esiste una gioia, nel nostro lavoro, una felicità profonda, diversa da tutte le altre, la felicità del creare, del trarre dal nulla, del vedersi nascere davanti, a poco a poco, o d' un tratto, come per incanto, qualcosa di nuovo, qualcosa di vivo che non c' era prima .... (Freddo ad un tratto) Prenda nota, signorina: "come per incanto, qualcosa di nuovo, qualcosa di vivo che non c' era prima, puntini": è tutta roba che può servire. SEGRETARIA (molto commossa) È già fatto, maestro. Lo faccio sempre, anche quando lei non me lo dice. (Piangendo) Lo conosco, il mio mestiere. Vedremo se quell' altro, quel coso, saprà fare altrettanto! Suona un campanello. POETA Avanti! SIMPSON (alacre e gioviale; leggero accento inglese) Eccomi: a tempo di primato, no? Qui c' è il preventivo, qui c' è l' opuscolo pubblicitario, e qui le istruzioni per l' uso e la manutenzione. Ma non è tutto: anzi, manca l' essenziale. (Teatrale) Un momento! Rivolto alla porta) Avanti, Giovanni. Spingilo qui dentro. Attento allo scalino. (Al poeta) Fortuna che siamo al pianterreno! (Rumore di carrello in avvicinamento). Eccolo qui, per lei: il mio esemplare personale. Ma a me non serve, per il momento: siamo qui per lavorare, no? GIOVANNI Dov' è la presa? POETA Qui, dietro la scrivania. SIMPSON (tutto d' un fiato) Duecentoventi volt, cinquanta periodi, vero? Perfetto. Ecco qui il cavo. Attento, Giovanni: sì, lì sul tappeto andrà benissimo, ma lo si può sistemare in un qualunque angolo; non vibra, non scalda e non fa più fruscio di una lavatrice. (Pacca su una lamiera). Gran bella macchina, solida. Fatta senza economia. (A Giovanni) Grazie, Giovanni, vai pure. Ecco le chiavi, prendi l' auto e torna in ufficio; io starò qui tutto il pomeriggio. Se qualcuno mi cerca, fammi chiamare qui. (Al poeta) Lei permette, non è vero? POETA (con un certo imbarazzo) Sì, certo. Ha ... ha fatto bene a portarsi dietro l' apparecchio: io non avrei osato chiederle di disturbarsi tanto. Magari sarei venuto io. Ma ... non sono ancora deciso sull' acquisto: lei capisce bene, volevo più che altro farmi un' idea concreta della macchina, delle sue prestazioni, e anche ... rinfrescarmi la memoria sul prezzo ... SIMPSON (interrompe) Senza impegno, senza impegno, che diamine! Senza il minimo impegno da parte sua. Una dimostrazione gratuita, in sede di amicizia: ci conosciamo da tanti anni, no? E poi, non ho dimenticato certi servizi che lei ci ha reso, quello slogan per la nostra prima calcolatrice elettronica, la Lightning, ricorda? POETA (lusingato) E come no! Non ci arriva la ragione, Ma ci arriva l' elettrone. SIMPSON Già, proprio quello. Quanti anni sono passati! Ha avuto tutte le ragioni a tenere alto il prezzo: ci ha reso il decuplo di quanto è costato. Quel che è giusto è giusto: le idee si pagano. (Pausa: ronzio crescente del Versificatore che si sta riscaldando) .... Ecco, si sta riscaldando. Fra pochi minuti, quando si accende la lampadina spia, si potrà cominciare. Intanto, se permette, le dirò qualcosa sul funzionamento. Prima di tutto, sia ben chiaro: questo non è un poeta. Se lei cerca un poeta meccanico vero e proprio, dovrà aspettare ancora qualche mese: è in fase di avanzata progettazione presso la nostra casa madre, a Fort Kiddiwanee, Oklahoma. Si chiamerà The Troubadour, "Il trovatore": una macchina fantastica, un poeta meccanico heavy-duty, capace di comporre in tutte le lingue europee vive o morte, capace di poetare ininterrottamente per mille cartelle, da -100ä a +200ä centigradi, in qualunque clima, e perfino sott' acqua e nel vuoto spinto. (Sottovoce) È previsto il suo impiego nel progetto Apollo: sarà il primo a cantare le solitudini lunari. POETA No, non credo che farà al caso mio: è troppo complicato, e del resto io lavoro raramente in trasferta. Sto quasi sempre qui, nel mio ufficio. SIMPSON Certo, certo. Glielo accennavo solo a titolo di curiosità. Questo, vede, non è che un Versificatore, e come tale dispone di minore libertà: ha meno fantasia, per così dire. Ma è quello che ci vuole per lavori di routine, e d' altronde, con un po' d' esercizio da parte dell' operatore, è capace di veri prodigi. Questo è il nastro, vede? Normalmente, la macchina pronuncia le sue composizioni e simultaneamente le trascrive. POETA Come una telescrivente? SIMPSON Esattamente. Ma, se occorre, ad esempio in casi di urgenza, la voce si può disinserire: allora la composizione diventa rapidissima. Questa è la tastiera: è simile a quella degli organi e delle Linotype. Qui in alto (scatto) si imposta l' argomento: da tre a cinque parole per lo più bastano. Questi tasti neri sono i registri: determinano il tono, lo stile, il "genere letterario", come si diceva una volta. Infine, questi altri tasti definiscono la forma metrica. (Alla segretaria) Si avvicini, signorina, è meglio che veda anche lei. Penso che sarà lei a manovrare la macchina, vero? SEGRETARIA Non imparerò mai. È troppo difficile. SIMPSON Sì, tutte le macchine nuove fanno questa impressione. Ma è solo una impressione, vedrà: fra un mese la userà come si guida l' auto, pensando ad altro, magari cantando. SEGRETARIA Io non canto mai, quando sono sul lavoro. (Suona il telefono). Pronto? Sì. (Pausa). Sì, è qui: lo passo subito. (A Simpson) È per lei, signor Simpson. SIMPSON Grazie. (Al telefono) Sono io, sì. (Pausa). Ah, è lei, ingegnere: (Pausa). Come? si inceppa? Scalda? Spiacevole, veramente. Mai visto un caso simile. Ha controllato il pannello indicatore? (Pausa). Certo, non tocchi nulla, ha perfettamente ragione: ma ho tutti i montatori fuori, è una vera disdetta. Non può aspettare fino a domani? (Pausa). Eh sì, naturale. (Pausa). Certo, è in garanzia, ma anche se non lo fosse ... (Pausa). Guardi, sono qui a due passi: un minuto, salto su un taxi e sono da lei. (Attacca il ricevitore; al poeta, frettoloso e nervoso) Mi perdoni: devo scappare. POETA Nulla di grave, spero? SIMPSON Oh no, nulla: una calcolatrice, una sciocchezza; ma sa bene, il cliente ha sempre ragione. (Sospira) Anche quando è un dannato pignolo, e fa correre dieci volte per niente. Guardi, facciamo così: io le lascio l' apparecchio, a sua completa disposizione. Lei dia un' occhiata alle istruzioni, e poi provi, si sbizzarrisca. POETA E se lo guasto? SIMPSON Non abbia paura. È molto robusto, foolproof, dice l' opuscolo originale americano: "a prova di pazzo" ... (con imbarazzo: si è accorto della "gaffe") ... sia detto senza offesa, lei mi intende. C' è anche un dispositivo di blocco in caso di falsa manovra. Ma vedrà, vedrà come è facile. Sarò qui fra un' ora o due: arrivederci. (Esce). Pausa: ronzio distinto del Versificatore. POETA (legge borbottando l' opuscolo) Voltaggio e frequenza ... sì, siamo a posto. Impostazione argomento ... dispositivo di blocco ... è tutto chiaro. Lubrificazione ... sostituzione del nastro ... lunga inattività ... tutte cose che potremo vedere dopo. Registri ... ah ecco, questo è interessante, è l' essenziale. Vede, signorina? sono quaranta: qui c' è la chiave delle sigle. EP, EL (elegiaco, immagino: sì, elegiaco, infatti), SAT, MYT, JOC (cos' è questo JOC? Ah sì, jocular, giocoso), DID .... SEGRETARIA DID? POETA Didascalico: molto importante. PORN .... (La segretaria sobbalza). "Messa in opera": non sembra, ma è di una semplicità estrema. Lo saprebbe usare un bambino. (Sempre più entusiasta) Guardi: basta impostare qui l' "istruzione": sono quattro righe. La prima per l' argomento, la seconda per i registri, la terza per la forma metrica, la quarta (che è facoltativa) per la determinazione temporale. Il resto lo fa tutto lui: è meraviglioso! SEGRETARIA (con sfida) Perché non prova? POETA (in fretta e furia) Sicuro, che provo. Ecco: LYR, PHIL (due scatti); terza rima, endecasillabi (scatto); secolo xvii. (Scatto. A ogni scatto, il ronzio della macchina si fa più forte e cambia tono). Via! Segnale di cicala: tre segnali brevi e uno lungo. Scariche, disturbi, indi la macchina si mette in moto con scatti ritmici, simili a quelli delle calcolatrici elettriche quando eseguono le divisioni. VERSIFICATORE (voce metallica fortemente distorta) Bru bru bru bru bru bru bru bru bru endi " " " " " " " " " acro " " " " " " " " " endi Bla bla bla bla bla bla bla bla bla acro " " " " " " " " " enza " " " " " " " " " acro Forte scatto; silenzio, solo il ronzio di fondo. SEGRETARIA Bel risultato! Fa solo le rime; il resto deve mettercelo lei. Che cosa le dicevo? POETA Be' , non è che la prima prova. Forse avrò fatto qualche sbaglio. Un momento. (Sfoglia l' opuscolo) Mi lasci un po' vedere. Ah ecco, che sciocco! Avevo proprio dimenticato il più importante: ho impostato tutto salvo l' argomento. Ma riparo subito. "Argomento": ... che argomento gli diamo? "Limiti dell' ingegno umano". Scatto, cicala: tre segnali brevi e uno lungo. VERSIFICATORE (voce metallica, meno distorta di prima) Cerèbro folle, a che pur l' arco tendi? A che pur, nel travaglio onde se' macro Consumi l' ore, e dì e notte intendi? Mentì, mentì chi ti descrisse sacro Il disio di seguire conoscenza, E miele delicato il suo succo acro. Forte scatto; silenzio. POETA Andiamo meglio, no? Mi faccia dare un' occhiata al nastro. (Leggendo) ... "nel travaglio onde se' macro" ... "il disio di seguire conoscenza" ... Non c' è male, in fede mia: conosco diversi colleghi che non se la caverebbero meglio. Oscura ma non troppo, sintassi e prosodia in ordine, un po' ricercata, sì, ma non più di quanto si addica a un discreto secentista. SEGRETARIA Non vorrà mica sostenere che questa roba è geniale. POETA Geniale no, ma commerciabile. Più che sufficiente per ogni scopo pratico. SEGRETARIA Posso vedere anch' io? "Chi ti descrisse sacro" ... mmm ... "e miele delicato il suo succo acro". "Succo acro". Acro. Mai sentito: non è mica italiano, questo. Acre, si dice. POETA Sarà una licenza poetica. Perché non dovrebbe farne? Anzi, aspetti: c' è un capoverso, qui, proprio nell' ultima pagina. Ecco, senta che cosa dice: "Licenze. Il Versificatore possiede l' intero lessico ufficiale del linguaggio per cui è stato progettato, e di ogni vocabolo impiega le accezioni normali. Quando alla macchina si richiede di comporre in rima, o sotto qualsiasi altro vincolo di forma, ...." SEGRETARIA Che significa "vincolo di forma"? POETA Mah, ad esempio l' assonanza, l' allitterazione, eccetera. "... sotto qualsiasi altro vincolo di forma, essa ricerca automaticamente fra i vocaboli registrati nel lessico, sceglie per primi i più adatti come senso, e attorno ad essi costruisce i versi relativi. Se nessuno di tali vocaboli si presta, la macchina ricorre alle licenze, e cioè deforma i vocaboli ammessi, o ne conia dei nuovi. Il grado di "licenziosità" del componimento può essere determinato dall' operatore, mediante la manopola rossa che si trova a sinistra, all' interno del carter". Vediamo: .... SEGRETARIA Eccola, è qui dietro, un po' nascosta. È graduata da uno a dieci. POETA (continua a leggere) "Esso" .... Esso che cosa? Ho perduto il filo. Ah sì, il grado di licenziosità: in italiano suona un po' strano. "Esso viene normalmente limitato entro due-tre gradi della scala: al massimo di apertura si ottengono esiti poetici notevoli, ma utilizzabili solo per effetti speciali". Affascinante, non le pare? SEGRETARIA Uhm ... si immagini un po' dove si andrebbe a finire: una poesia fatta tutta di licenze! POETA Una poesia fatta tutta di licenze ... (Punto da curiosità puerile) Senta: lei pensi quello che vuole, ma io vorrei proprio provare. Siamo qui per questo, no? Per renderci conto dei limiti dell' apparecchio, per vedere come se la cava. A cavarsela con i temi facili sono buoni tutti. Vediamo un po': intuito ... fortuito, circuito: no, è troppo facile. Incudine: solitudine, abitudine. Alabastro: no, no, disastro, giovinastro, eccetera. Ah, ecco ... (alla macchina, con gioia maligna) "Il Rospo" (scatto), ottava, ottonari (scatto); genere ... DID, sì, facciamo DID. SEGRETARIA Ma è un tema ... un po' arido, mi pare. POETA Non tanto quanto sembra: Victor Hugo, per esempio, ne ha cavato del buono. La manopola rossa a fondo corsa ... ecco fatto. Via! Cicala: tre segnali brevi e uno lungo. VERSIFICATORE (voce metallica stridula; meno veloce del solito) Fra i batraci eccovi il rospo Brutto eppure utile anfibio. (Pausa, disturbi; voce distorta: "anfibio polibio fastidio invidio eccidio clodio maclodio iodio radio armadio stadio ..." in dissolvenza fra rantoli. Silenzio: poi riprende con fatica) Nelle prode sta nascospo, Al vederlo tremo e allibio. Verrucoso ha il ventre e il dospo, Ma divora i vermi, cribbio! (Pausa; poi, con evidente sollievo) Vedi come in turpi veli La virtù spesso si celi. SEGRETARIA Ecco: ha avuto quel che voleva. È francamente detestabile, fa venire la nausea. Un vilipendio: è contento, adesso? POETA È un vilipendio, ma ingegnoso. Interessantissimo. Ha notato come si è ripreso nel distico finale, quando si è sentito fuori dei guai? Umano, proprio. Ma torniamo agli schemi classici: licenze limitate. Vogliamo provare con la mitologia? Mica per capriccio, solo per controllare se la cultura generale è quella vantata nell' opuscolo. A proposito, cosa aspetta Simpson a tornare? ... Vediamo ... ecco: "I sette a Tebe" (scatto); MYT (scatto); verso libero (scatto); xix secolo. Via! Cicala: tre segnali brevi e uno lungo. VERSIFICATORE (voce cavernosa) Era duro, quel sasso, come i cuori Dello stuolo gigante. Mai fu veduta maggiore contesa. e per primi Troncarono l' attesa: Tuona la terra sotto i loro passi, Ne freme il mare e ne rimbomba il cielo. POETA Che gliene pare? SEGRETARIA Un po' generico, no? E quei due buchi che ha lasciati? POETA Ma scusi: li conosce, lei, i nomi dei Sette a Tebe? No, vero? Eppure ha la laurea in lettere, e quindici anni di pratica professionale. Neppure io, d' altronde. Più che normale, che la macchina abbia lasciato i due buchi. Ma osservi: sono due spazi sufficienti a ospitare due nomi di quattro sillabe, o uno di cinque e uno di tre, come la maggior parte dei nomi greci. Vuole prendere il dizionario mitologico, per favore? SEGRETARIA Eccolo. POETA (cercando) Radamanto, Sèmele, Tisbe ... ecco qui; "Tebe, i Sette a": vuol vedere che due nomi ce li facciamo entrare? Guardi: "Ippomedonte e Capaneo per primi"; "Ippomedonte e Anfiarao per primi"; "Polinice ed Adrasto per i primi"; e si potrebbe continuare. Non c' è che da scegliere. SEGRETARIA (poco convinta) Già. (Pausa). Le posso chiedere un favore? POETA Dica. Di che si tratta? SEGRETARIA Vorrei dare anch' io un tema alla macchina. POETA Ma certo, s' immagini. Provi pure: ci tengo, anzi. Ecco, si segga qui, al mio posto: la manovra la conosce già. Sedie spostate. SEGRETARIA "Tema libero". Scatto. POETA Tema libero? E nessun' altra informazione? SEGRETARIA Nessuna. Voglio vedere cosa succede. Via! Cicala: tre segnali brevi e uno lungo. VERSIFICATORE (voce sonante, da "Prossimamente " al cinema) Una ragazza da portare a letto .... La segretaria caccia uno strillo acuto, come se avesse visto un topo, e manovra l' interruttore; forte scatto, la macchina tace. POETA (in collera) Ma che le prende? Ridia subito la corrente: non vorrà mica sfasciare tutto! SEGRETARIA Mi ha offesa! Allude a me, quel ... coso! POETA Ma via! Che cosa diavolo glielo fa pensare? SEGRETARIA Non c' è altre ragazze, qui dentro. È di me che parla. È un villano e uno scostumato. POETA Si calmi, su, non mi faccia l' isterica. Lo lasci dire. È una macchina, lo ha dimenticato? Da una macchina, mi pare, non c' è niente da temere: almeno, sotto questo aspetto. Sia ragionevole, via: levi le mani dall' interruttore. Mi pareva avviato così bene! Oh, brava. Scatto; di nuovo cicala: tre segnali brevi e uno lungo. VERSIFICATORE (voce c. s.) Una ragazza da portare a letto: Non c' è nulla di meglio, mi hanno detto. Non mi dispiacerebbe far la prova, Per me sarebbe un' esperienza nuova: Ma per lei, poveretta, che tortura! Quest' intelaiatura è troppo dura. Ottone, bronzo, ghisa, bachelite: Tende la mano ed incontra una vite; Tende le labbra ed incontra una brossa; Mi stringe al seno, e si prende la scossa. Scatto; silenzio. SEGRETARIA (sospira) Poverino! POETA Vede? Lo ammetta, via: è turbata anche lei. Una freschezza, una spontaneità che .... Io questa macchina la compero. Non me la lascio scappare. SEGRETARIA (sta rileggendo il testo) ... ghisa, bachelite: Tende la mano ed incontra una vite; Tende le labbra ed incontra una brossa .... Sì, sì, è divertente. Simula bene ... simula bene il comportamento umano. "... ed incontra una brossa": che cos' è una brossa? POETA Una brossa? Mi faccia controllare. Già, "brossa". Non lo so. Vediamo il dizionario: "Broscia", brodo allungato e insipido. "Brozza", pustola, bitorzolo. No, non c' è proprio: chissà che cosa ha voluto dire. Campanello. SEGRETARIA (va ad aprire) Buonasera, signor Simpson. POETA Buonasera. SIMPSON Eccomi di ritorno: ho fatto presto, vero? Come andiamo con le prove? Soddisfatto? E lei, signorina? POETA Non c' è male, in verità; discreto. A proposito, guardi un po' anche lei questo testo: c' è una parola strana, che non riusciamo a comprendere. SIMPSON Vediamo: "... per me sarebbe una esperienza ... " POETA No, più giù; ecco, qui in fondo: "ed incontra una brossa". Non ha senso; anche nel vocabolario non c' è, abbiamo controllato. Solo per curiosità, sa: non è una critica. SIMPSON (leggendo) "Tende le labbra ed incontra una brossa; mi stringe al seno, e si prende la scossa". (Con bonaria indulgenza) Oh sì, è presto spiegato. È gergo di officina: in ogni officina, sa bene, finisce col nascere un gergo particolare. È il gergo dell' officina dove è nato. Nella sala di montaggio della NATCA Italiana, qui da noi a Olgiate Comasco, dicono "brosse" alle spazzole metalliche. Questo modello è stato montato e collaudato a Olgiate, e può avere orecchiato il termine. Anzi, ora che ci penso: non lo ha orecchiato, gli è stato insegnato. POETA Insegnato? E perché: SIMPSON È una innovazione recente: vede, a tutti i nostri apparecchi (anche a quelli della concorrenza, beninteso) può capitare un guasto. Ora, i nostri tecnici hanno pensato che la soluzione più semplice è quella di condizionare le macchine a conoscere il nome di tutte le proprie parti: così, in caso di avaria, sono in grado di richiedere direttamente la sostituzione del pezzo difettoso. Infatti, il Versificatore contiene due spazzole metalliche, due brosse, insomma, calettate sugli alberini porta-nastro. POETA Ingegnoso, davvero. (Ride) Speriamo di non averne bisogno, di questa facoltà dell' apparecchio! SIMPSON Ha detto "speriamo"? Devo dedurne ... che lei ... insomma, che le sue impressioni sono state favorevoli? POETA (a un tratto si fa molto riservato) Non ho ancora deciso. Favorevoli e non favorevoli. Se ne potrà parlare, ma ... solo col preventivo alla mano. SIMPSON Desidera forse fare qualche altra prova? Su qualche tema veramente impegnativo, che si presti a uno svolgimento conciso e brillante? Perché sono questi, sa, i test più convincenti. POETA Aspetti, mi faccia pensare. (Pausa). Per esempio .... Ah, ecco, signorina, si ricorda quella richiesta ... mi pare che sia del novembre: quella richiesta del signor Capurro .... SEGRETARIA Capurro? Un attimo, cerco la scheda. Ecco qui, Capurro cavalier Francesco, Genova. Richiedeva un sonetto, Autunno in Liguria. POETA (severo) Richiesta mai evasa? SEGRETARIA Sì, certo. Abbiamo risposto chiedendo una dilazione. POETA E poi: SEGRETARIA E poi ... sa bene, con tutto il da fare che abbiamo avuto sotto le feste .... POETA Già. È così che si perdono i clienti. SIMPSON Vede? L' utilità del Versificatore si dimostra da sé. Pensi: ventotto secondi per un sonetto; il tempo di pronunziarlo, naturalmente, perché il tempo per la composizione è impercettibile, qualche microsecondo. POETA Dunque, dicevamo .... Ah sì, Autunno in Liguria, perché no? SIMPSON (con blanda ironia) Così unisce l' utile al dilettevole, non è vero? POETA (urtato) Ma no! È solo una prova pratica: vorrei metterlo al mio posto, in un caso concreto, di ordinaria amministrazione, come ce ne capitano tre o quattrocento all' anno. SIMPSON Certo, certo: scherzavo. Allora: imposta lei? POETA Sì, credo di avere ormai imparato. Autunno in Liguria (scatto); endecasillabi, sonetto (scatto); EL (scatto); anno 1900 più o meno 20. Via. Cicala: tre segnali brevi e uno lungo. VERSIFICATORE (voce calda e ispirata; poi sempre più concitata e affannosa) Mi piace riandare questi antichi Vicoli freschi, dai selciati sfatti, Grevi all' autunno dell' odor dei fichi E del muschio annidato negli anfratti. Seguo il cammino cieco dei lombrichi, Seguo i segreti tràmiti dei gatti, Calco vestigia di lontani fatti, Di gesti spenti, di pensieri matti, Di monaci, di bravi e di monatti, E mi tornano a mente, contraffatti, Ricordi di fuggevoli contatti Con eretici e con autodidatti Due connessioni si sono bruciatti Siamo bloccatti sulla rima in "atti" E siamo diventatti mentecatti Signor Sinsone affrettati combatti Vieni da me con gli strumenti adatti Cambia i collegamenti designatti Ottomilaseicentodiciassatti Fai la riparazione. Tante gratti. Forte ronzio, fracasso, fischi, disturbi, scrosci. POETA (gridando per farsi udire) Che diavolo sta succedendo? SEGRETARIA (molto spaventata, saltella per la camera) Aiuto, aiuto, fuma. Adesso prende fuoco. Scoppia! Bisogna chiamare l' elettricista. No, i pompieri. Il pronto soccorso. Io me ne vado! SIMPSON (anche lui è nervoso) Un momento. Calma, per favore. Si calmi, signorina: si segga qui in poltrona, stia zitta e non mi faccia girare la testa. Può essere una cosa da niente; a ogni buon conto (scatto), ecco, togliamo la corrente, così si è sicuri. (Cessa il fracasso). Vediamo ... (armeggia con strumenti metallici) una certa pratica ormai me la sono fatta, di questi arnesi ... (armeggia) nove volte su dieci è un incidente da poco, che si ripara con gli attrezzi in dotazione .... (Trionfante) Ecco, non ve l' avevo detto? Tutto qui: un fusibile. POETA Un fusibile? Dopo neanche mezz' ora di funzionamento? Non è molto rassicurante. SIMPSON (piccato) I fusibili sono lì per questo, no? La questione è un' altra: manca lo stabilizzatore di tensione, ed è indispensabile. Non che lo avessi dimenticato: ma sono rimasto senza, e non volevo privare lei della possibilità di provare l' apparecchio. Del resto, mi arriveranno a giorni. Come vede, funziona benissimo ugualmente, ma è alla mercé dei salti di tensione, che non ci dovrebbero essere, ma ci sono, specie in questa stagione e a quest' ora, come lei mi insegna. A me pare, invece, che questo episodio avrebbe dovuto eliminare ogni suo dubbio sulle possibilità poetiche dell' apparecchio. POETA Non capisco. A cosa vuole alludere? SIMPSON (più blando) Forse le è sfuggito: non ha sentito come mi ha chiamato? "Signor Sinsòne, affrettati, combatti". POETA Ebbene? Sarà una licenza poetica: non sta scritta sul libretto, la faccenda del meccanismo delle licenze, del grado di licenziosità, eccetera? SIMPSON Eh no, vede. C' è ben altro. Ha alterato il mio nome in "Sinsone" per ragioni precise. Dovrei anzi dire che lo ha rettificato: perché (con orgoglio) "Simpson" si ricollega etimologicamente a Sansone, nella sua forma ebraica di "Shimshòn". La macchina non poteva saperlo, naturalmente: ma in quel momento di angoscia, sentendo aumentare rapidamente l' amperaggio, ha provato il bisogno di un intervento, di un soccorso, e ha stabilito un legame fra il soccorritore antico e il moderno. POETA (con profonda ammirazione) Un legame ... poetico! SIMPSON Certo. Se non è poesia questa, che cos' altro lo è? POETA Sì ... sì, è convincente, non c' è nulla da dire (Pausa). E ... (con finto imbarazzo) venendo adesso a questioni più terrene, più prosaiche ... vogliamo rivedere un poco quel suo preventivo? SIMPSON (radioso) Volentieri. Ma, purtroppo, c' è poco da rivedere, sa. Conosce gli americani: con loro non si contratta. POETA Duemila dollari, non è vero, signorina? SEGRETARIA Ehm, veramente ... non ricordo, ecco, non ricordo .... SIMPSON (ride cordialmente) Lei vuole scherzare. Duemilasettecento, CIGenova, imballo al costo, più dogana 12 %: completo di accessori, consegna in quattro mesi, salvo casi di forza maggiore. Pagamento a mezzo apertura di credito irrevocabile; garanzia dodici mesi. POETA Sconti per i vecchi clienti? SIMPSON No, proprio non posso, mi creda: mi giocherei il posto. Sconto del 2% rinunciando a metà della mia provvigione: è tutto quanto posso fare per lei. POETA Lei è proprio un duro. Via, oggi non mi va di discutere: passi qui l' ordinazione, è meglio che io la firmi subito, prima che cambi idea. Stacco musicale. POETA (al pubblico) Posseggo il Versificatore ormai da due anni. Non posso dire di averlo già ammortizzato, ma mi è diventato indispensabile. Si è dimostrato molto versatile: oltre ad alleggerirmi di buona parte del mio lavoro di poeta, mi tiene la contabilità e le paghe, mi avvisa delle scadenze, e mi fa anche la corrispondenza: infatti, gli ho insegnato a comporre in prosa, e se la cava benissimo. Il testo che avete ascoltato, ad esempio, è opera sua.

Angelica Farfalla

Storie naturali 1966