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La ricerca delle radici

Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1981 - Categoria: letteratura

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Il mondo poetico di Giuseppe Gioacchino Belli non ha nulla di olimpico. Nasce dal basso: l' autore, con fedeltà ossessiva in tutta la sua enorme opera, non prende quasi mai la parola, ma trascrive, fino all' illusionismo acustico, le voci della plebe di Roma, ed attraverso queste convoglia al lettore una ben definita visione del mondo. Nei sonetti che riportiamo, scritti nei primi decenni dell' Ottocento, c' è l' atto creativo, conglobato col Peccato Originale in un raccourci anacoluto, barocco e tragico; la morte di un asino stroncato dalla fatica; la decrepitudine deserta di Letizia Bonaparte; la desolazione della campagna romana. I temi preferiti del Belli sono tre, la religione, il sesso e la morte, ma dalla loro varia combinazione egli estrae un' infinità di effetti. Non c' è aspetto dell' animo umano che questo poeta saturnino, ribelle fino all' eversione nei suoi versi, funzionario retrivo nella vita, non abbia ritratto. Soprattutto il sonetto "Se more" mi pare indimenticabile. Riproduce un motivo caro ai romantici, e al Belli in specie: "la pietà, nascosta sotto il riso, per gli esseri inferiori, avviliti, degradati" (G. Vigolo). Anche qui si ricava una severa lezione morale da un capovolgimento: l' uomo, qui, è crudele e stupido "come le bestie", è un balbuziente mentale, incoerente e feroce; l' asino muore una morte da martire.

Perché non siamo felici

La ricerca delle radici 1981