La ricerca delle radici
Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1981 - Categoria: letteratura
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Le storie di Giacobbe costituiscono il primo volume del ciclo "Giuseppe e i suoi fratelli" di Thomas Mann. Io credo che esso sia il più alto frutto letterario di questo secolo: nutre il lettore, lo sazia, con prodigalità mirabile, senza stanchezza, per tutte le sue duemila pagine; vi si intrecciano la poesia, la sapienza e l' ironia, in modulazioni sempre nuove. Eppure, il ciclo non è altro che lo svolgimento dei capitoli 25__50 del libro della "Genesi". È nota la "beffa" di Giacobbe ai danni di Esaù: ancora una volta è la vittoria del debole e astuto contro il robusto e sciocco, tema caro alle favole di tutti i tempi, in certo modo la rivincita di Remo e di Abele contro i loro fratelli violenti, ma qui affiorano altri temi remoti e solenni. In realtà, ci avverte l' autore, "nessuno fu ingannato, nemmeno Esaù": tutti i personaggi di questo episodio (e dell' intero libro) vivono la loro vicenda ed insieme la rivivono. Ravvisano nel presente un passato mitico: ogni cosa che avviene è una replica, una conferma, È già avvenuta infinite volte. Il Diluvio compare in tutte le mitologie perché ogni popolo ha riconosciuto in una sua singola catastrofe una precedente catastrofe, lontana nel tempo, che a sua volta ne ripeteva una ancora più lontana, e così via all' infinito, fino agli albori dell' umanità. Così qui Isacco muore veramente, ma insieme recita ritualmente la sua morte: o meglio, la morte di un altro Isacco-Jizchak; ed Esaù è realmente ingannato, ma insieme recita la parte dell' ingannato. L' autore ci avverte che in questo libro "parliamo di persone che non seppero sempre precisamente chi esse fossero", e che hanno un modo diverso dal nostro di dire "io".
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