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L'altrui mestiere

Autore: Levi, Primo - Editore: - Anno: 1985 - Categoria: letteratura

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Come Francesco Berni ha osato scrivere versi in lode della peste e degli orinali, così oserei affermare che anche l' inflazione ha avuto almeno un merito, quello di chiarire a tutti quanto vale un milione: cifra che ormai, a differenza dai tempi del signor Bonaventura, è alla portata di quasi tutte le borse. In effetti, la nostra capacità di rappresentazione è scarsa, e chi voglia o debba farci capire quanto grandi sono le cose molto grandi, e quanto piccole le piccole, urta contro una nostra antica sordità, oltre che contro l' insufficienza del comune linguaggio. Se ne sono resi conto da sempre i divulgatori di scienze quali l' astronomia e la fisica nucleare, ed hanno cercato di compensare questa insufficienza ricorrendo al paradosso ed alla proporzione: se il sole fosse ridotto alla grandezza di una mela ... se un miliardo di anni fosse compresso a un giorno ... Il valore didattico di questi artifizi può variare entro limiti molto ampi, e dipende soprattutto dalla loro eleganza: se questa manca, rinasce nel lettore lo stesso senso di frustrazione che aveva provato nel leggere i dati nudi. Sfidando questi pericoli, un anziano scienziato olandese ha imboccato con baldanza giovanile la strada del paradosso, della folgorazione comparativa oltre il limite dell' assurdo, mosso dal desiderio di mostrare quanto strano sia l' universo intorno a noi, anche negli aspetti la cui stranezza è velata dall' abitudine. In un libro pubblicato diversi anni fa, ma tuttora attuale, R. Houwink (uno fra i più noti studiosi del mondo nel campo dei polimeri e della gomma) si è concesso il divertimento di raccogliere qualche centinaio di curiosità tratte dall' astronomia, dalla fisica delle particelle, dalla biologia, dall' economia; è "il libro dei dati bizzarri" ("The odd book of data", Elsevier, Amsterdam 1965), che ci ammonisce fin dall' introduzione di porre mente agli ordini di grandezza: i nanosecondi, di cui si discorre ormai con troppa disinvoltura a proposito dei calcolatori, sono unità di tempo brevi; ce ne sono tanti in un secondo, quanti sono i secondi in trent' anni. L' astronomia è il dominio dei "numeri astronomici", e tutti sappiamo, almeno qualitativamente, che le stelle sono molte, ma è ben più eloquente, e più facile da ricordare, l' immagine di Houwink: solo nella nostra galassia, ogni essere umano che "se ne volesse andare" avrebbe la scelta di trenta sistemi solari. Vedere una stella cadente ci sembra uno spettacolo piuttosto raro, e ci stupiamo quando ci si dice che la maggior parte di queste "stelle" sono in realtà granelli metallici o pietrosi più piccoli di un grano di miglio; eppure la Terra ne riceve ogni giorno 15000 tonnellate: se questa invisibile "pioggia secca", che probabilmente è proseguita costante da quando il nostro pianeta esiste, non fosse continuamente dilavata dalle piogge, avrebbe costituito uno strato di polvere cosmica spesso venti metri. Siamo altrettanto incapaci di concepire l' enormità degli astri quanto la piccolezza delle particelle: perciò ci è d' aiuto sapere che un cucchiaino d' acqua di mare contiene tante molecole quanti cucchiaini d' acqua sono contenuti nell' oceano Atlantico. Gli elettroni ruotano intorno ai nuclei atomici con velocità dieci volte più alta di quella dei missili lanciati dall' uomo, ma quando un conduttore della sezione di un millimetro quadrato è percorso da una corrente di un ampere, la velocità di avanzamento degli elettroni è risibile: 25 centimetri all' ora, assai inferiore al progredire di una coda davanti allo sportello di un ufficio postale. Che diametro hanno questi elettroni? È pressoché inutile citare cifre al profano: è più pittoresco dirgli che se Noè, nel 3000 a.C., avesse incominciato a infilare elettroni su un filo, uno al secondo per otto ore di lavoro al giorno, oggi la collanina sarebbe lunga due decimi di millimetro. È noto che i vegetali crescono attingendo il carbonio di cui hanno bisogno non dalla terra, ma dall' aria, e precisamente sfruttando l' anidride carbonica presente in tracce nell' atmosfera, ma è stupefacente apprendere che il carbonio così fissato ogni anno, che è poi il solo disponibile come alimento per gli animali e per l' uomo, è quaranta volte più abbondante del carbonio che in ugual tempo viene estratto dalle miniere di carbon fossile. Che l' avvenire dell' umanità risieda in ultima analisi nel modo (razionale, irrazionale o folle) in cui si coltivano i campi e si alleva il bestiame, risulta da alcuni dati illuminanti. Per ogni essere umano, esistono cinque ettari di terra emersa, ma di questi uno è troppo freddo per essere sfruttato, uno è troppo montagnoso, uno troppo sterile ed uno troppo arido; rimane un solo ettaro a testa, ma di questo, oggi, solo mezzo è coltivato. Un singolo agricoltore americano produce circa 100 kg di cereali all' ora (ma non ci viene detto con quali investimenti); per raggiungere questo risultato occorrono 17 agricoltori cileni, 24 pachistani e 50 giapponesi: non sono riportati dati di confronto per l' Italia e gli altri paesi europei. Una vacca danese produce ogni anno il decuplo del proprio peso in latte; una vacca indiana solo il doppio, ma, poiché è molto magra, in assoluto essa dà un decimo del latte della prima. È probabile che certe coincidenze numeriche non siano casuali: si calcola che sulla superficie di un pascolo fertile il peso dei batteri esistenti per ogni ettaro sia uguale al peso del bestiame che il pascolo può mantenere. Un centimetro cubo di questo suolo contiene un numero di microrganismi paragonabile alla popolazione umana del mondo: la quale, sufficientemente costipata, troverebbe posto nel lago Windermere, in Inghilterra (press' a poco, nel nostro lago d' Orta). A scorno dei seguaci della macrobiotica, ed a consolazione degli affamati, apprendiamo che 17 volontari, negli Stati Uniti, sono stati alimentati per parecchi mesi unicamente con cibi ottenuti per sintesi, cioè per via chimica, escludendo i prodotti di origine vegetale ed animale; al termine dell' esperimento tutti i soggetti erano in ottima salute. Basterebbe quindi una fabbrica di modeste dimensioni per alimentare una grande città. La notizia ci rassicura solo in parte; si desidererebbe conoscere l' esito di un esperimento di maggior durata, perché le malattie da carenza si manifestano lentamente. Visto attraverso le lenti di Houwink, il nostro corpo acquista tratti surreali, ora etere ora creta. Una signora che appoggi il suo peso su un tacco a spillo esercita sul terreno una pressione pari a quella di un generatore di vapore ad alta pressione; la corrente d' aria che attraversa il nostro naso in una normale inspirazione corrisponde a un vento "forza due" della scala Beaufort; ma le energie in gioco nei "servizi ausiliari" (negli organi di senso e di comunicazione) sono incredibilmente basse. La somma dell' energia spesa da un uomo medio per parlare tre ore al giorno per tutta la sua vita basterebbe appena a scaldare una tazza di tè, e l' energia che si potrebbe ricavare da un pisello che cada dall' altezza di tre centimetri, se totalmente convertita in energia luminosa, basterebbe a stimolare il nervo ottico di tutti gli esseri umani che sono esistiti finora. Il nostro cervello è l' oggetto più complesso che esista nell' universo, ma per il suo funzionamento non occorre più energia che per una lampadina da 100 watt. A questa affermazione possiamo aggiungere che, proprio come per la lampadina, la maggior parte di questa energia va dissipata in calore; la quota che viene effettivamente utilizzata per le operazioni mentali è minima, e non mi risulta che sia stata finora misurata. Ognuno dei dati tratti dal campo dell' economia è un piccolo elettroshock. Un dollaro investito all' interesse composto del 4 per cento nell' anno della nascita di Cristo varrebbe oggi quanto 100000 globi terrestri d' oro massiccio. Del resto, è ormai improprio riferirsi all' oro come alla sostanza preziosa per eccellenza: il plutonio vale trenta volte di più, ed i neutroni un milione di volte. Tuttavia, se mi è lecito un intervento personale, mi permetterei di sconsigliare una tesaurizzazione di questi due materiali; il plutonio è radioattivo e assai tossico, ed i neutroni sarebbero un pessimo investimento perché hanno un tempo di dimezzamento di circa sedici minuti. È come dire che chi comperasse un chilogrammo di neutroni se ne troverebbe 500 grammi dopo un quarto d' ora, 250 grammi dopo mezz' ora, 125 dopo 45 minuti e così via. La nostra civiltà dei consumi è in realtà una civiltà degli sprechi. Un impiegato d' ufficio "produce" oggi 2 kg di carta straccia al giorno, che contengono più calorie di quante ne occorrano per il sostentamento suo e di sua moglie. Nei paesi industrializzati, gli autocarri che si mandano a rottame non hanno perduto più dell' uno per mille del loro peso. Costa all' incirca lo stesso, in termini d' inchiostro e rispettivamente di carburante, un chilometro scritto con una penna a sfera e un chilometro percorso in automobile, se si trascurano i compensi del guidatore e dello scrittore. Il libro riporta circa duecento notizie di questo tipo. Ce n' è di eleganti, di frivole, di grottesche, ma nessuna è inutile: tutte sono intese a farci capire il mondo in cui viviamo, cioè a fornircene un' idea concreta; ma in molti casi "capire" vuol dire invece rendersi conto che di alcuni oggetti e fenomeni non ci è concesso costruirci un' immagine (lo stesso avviene per Dio secondo alcune religioni). La nostra fantasia ha le nostre dimensioni, e non le possiamo imporre di superarle. Anche la fisica classica ha le nostre dimensioni; per discendere nel cuore degli atomi, o per salire negli spazi intergalattici, occorre un' altra fisica, in cui l' intuizione non soccorre più, anzi impedisce. Per i profani come noi, l' unico strumento che ci consenta di gettare un' occhiata al di là dei nostri confini sono i "dati strani". Non sono scienza, ma stimolo ad acquistarla.

Il salto della pulce

L'altrui mestiere 1985