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Trasparenze

Autore: Praga, Emilio - Editore: - Anno: 1878 - Categoria: letteratura

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III

E or già comincia ad esser bianco il crine, e più spessa sul core cade la neve... - Svaniron le larve, il sogno sparve. Quante stoltezze in questa vita grama, quanto, quanto dolore! E come tutto è fumo, e la mestizia e la letizia! Candida, tu, consolatrice e il biondo crin d’un fanciullo al mondo restate a me; la sorella e la madre son lungi - e lungi è il padre! Pur versi il soffio creatore a questo ingegno infermo, angelo tutelar dì e notte chino sul mio destino! Tu ancor mi adduci, solitario e mesto, alla chiesetta, all'ermo del colle, alle fontane, ai boschi queti, sacri ai poeti. Mi affacci ancora ai burroni sognanti elfi, gnomi e giganti; mi insegni il blando linguaggio dei fiori e i miti dei colori. Leghi il mio spirto al carro di Boote con sottil filo d'oro; mi fai pensoso davanti allo stagno, immobil lagno! Tutto che in terra fulge o soffre od ama, nell'onta o nel decoro, tu mi assimili, o Musa, e me ne fai e ditirambi e lai! Amo, per Te, la bellezza gentile del sesso femminile: amo, per Te, la pulce insidiosa, e il moscherin che su un verso si posa. Amo la casa mia, penso al deserto, all'oasi ed ai ghiacciai... ho ancor sogni bizzarri alle mie notti... e crudi e cotti. I crudi sono quelli che non sono; gli altri, o Musa, li sai!... Oh! come fumo è tutto, e la letizia, e la mestizia!... Candida, tu, consolatrice, e il biondo crin di un fanciullo, al mondo restate a me... la sorella e la madre son lungi - e lungi è il padre! Dicembre 1873.

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