Penombre
Autore: Praga, Emilio - Editore: - Anno: 1864 - Categoria: letteratura
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Sunt lacrimae rerum. Rideva la lampada, dai candidi ceri specchiando l'orpello nei lunghi bicchieri; la tavola, piena di trilli argentini, ridea col profumo dei fiori e dei vini; le gonne di seta, nell'ombra compresse, con lunghi bisbigli ridevano anch'esse. E Lisa, una pallida dall'occhio di foco, parlava del molto concesso nel poco; ed Emma, una bruna dall'occhio profondo, parlava dei bimbi che vengono al mondo; e Nina, una fragile dal senno maturo, parlava dei baffi di un capo-tamburo. Ma, l'ultimo bacio, coll'ultima tazza, versato sul crine di un'ebra ragazza, io stavo cogli occhi rivolti a uno stuolo di larve leggiere che andavano a volo; sorgeano, svanivano, cantandomi allato, cantandomi i canti del tempo passato. - Rammenti ? Rammenti ? - dicevano insieme, poi tutte mutavano le sillabe estreme: - Io sono la coltrice del letto infantile... - E noi siam le gioie dei giorni d'aprile.. - Son io la locanda dei queti villaggi... - Io son la valigia dei garruli viaggi... - Rammenti ?...la cattedra son io della scuola... - Io son del giardino la memore aiuola... - Noi siamo le cabale dell'alta lavagna... - Noi siam le domeniche passate in campagna... - E noi dell'inverno le notti vegliate... - E noi, noi le vergini dal cielo invocate! - Rammenti ?...Rammenti ?... la seggiola io sono, la seggiola bella, più bella di un trono, in cui dietro l'umile cortina distesa, fra i vaghi riflessi che veggonsi in chiesa, la candida infanzia capì la madonna, la buona, la santa, la povera nonna! - Oh angosce, oh trasporti dell'anima mia! E i sogni sfumavano, la nenia svania... La tavola piena di trilli argentini ridea col profumo dei fiori e dei vini; e Nina, una fragile dal senno maturo, parlava dei baffi di un capo-tamburol
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