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Penombre

Autore: Praga, Emilio - Editore: - Anno: 1864 - Categoria: letteratura

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Cara progenie del mio bicchiere, fumi e baldorie, nebbie e preghiere; urne fantastiche piene di fiori, piene di musiche, piene d'amori ; cara progenie, donde il volo dolcissimo innalzate? Urne fantastiche, ov'è l'orto gentil che vi ha colmate? Quando gorgoglii nel teschio mio, o santa origine del santo oblio, come un intingolo della massaia quando i fittabili tornan dall'aia ; quando gorgoglii è tutto tuo l'ingegno, o a poco a poco, come un intingolo, ti fai bollente del mio cranio al foco? Ah, solitario se tu lavori, se non t'aiutano i miei dolori; se cacci l'anima dal suo canile, come dal rischio si caccia un vile; se, ubbriacandomi come un idiota, conquisto i meriti di un'arma vuota, e posso credermi una locanda dove un incognito vive e comanda; ah, solitario ospite mio color di giglio e rosa, se cacci l'anima, l'anima cieca, e abbietta, e dolorosa; se, ubbriacandomi, mi ribello al destin che me la diede, e posso credermi senza marchio alla fronte, e ceppi al piede... venga l'obbrobrio dell'uomo sobrio, venga il disprezzo del genere umano! venga l'inferno del padre eterno, vi scenderò col mio bicchiere in mano!

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