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Penombre

Autore: Praga, Emilio - Editore: - Anno: 1864 - Categoria: letteratura

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Come è bella la sera in mezzo ai monti! Te ne ricordi?... ti ricordi quando si vagheggiava i rapidi tramonti, e tornavamo a braccio, e sussurrando: come è bella la sera in mezzo ai monti? O pace, o solitudine, o dolcezze! Tu appoggiavi i piedini al focolare, ed io la testa fra le tue carezze; e il lieto grillo era il nostro compare: o pace, o solitudine, o dolcezze! Chi, chi di noi più puri e più beati in quei giorni d'affetto e di mistero? Ti ricordi i progetti inargentati dal vago argento che maschera il vero? Chi, chi di noi più puri e più beati? Tu prevedevi un serto alle mie chiome, io per te meditavo un paradiso; tu inghirlandavi d'alloro il mio nome, io d'amor sempiterno il tuo sorriso... tu prevedevi un serto alle mie chiome! O sante gioie, o speranze divine! Che ce ne resta, o mia donna, a quest'ora? Ma non è tutto, non è tutto spine l'oggi, se, uniti, sussurriamo ancora: o sante gioie, o speranze divine! Rifioriran, mia mesta giovinetta, rifioriranno quei tempi d'amore; e tu lo sai, dagli angeli protetta, tu che sei buona, e che preghi il Signore; rifioriran, mia mesta giovinetta! Nessun ci toglie un angolo di terra dove, esperti del cuore e della vita, dimenticar degli uomini la guerra, e prepararci insieme alla partita! Nessun ci toglie un angolo di terra. O pace, o solitudine, o dolcezze! Ti rivedrò seduta al focolare, sognerò ancora fra le tue carezze; e il lieto grillo ci sarà compare: o pace, o solitudine, o dolcezze!

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