FIABE E LEGGENDE
Autore: Praga, Emilio - Editore: - Anno: 1884 - Categoria: letteratura
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- I miei giorni in un sogno dileguano; son già lungi, ben lungi i più belli! Come un volo - di uccelli - che emigrano e che solo - precipita in mar. Li ricorda? sa forse l'Oceano se le piume avean d'oro lucenti, se eran belli - i concenti - di lagrime degli uccelli - che ha visti annegar? I miei giorni in un sogno dileguano!.. Presto un gobbo di meno avrà il mondo; e in un buco - profondo - ma piccolo qualche bruco - la terra di più! O natura, se nascono i salici dalle salme dei gobbi, ah perdio! così torci - tu il mio - che mi veggano rane e sorci - guardando all'insù... Mi ameranno: il tranquillo rigagnolo spargerò d'ombre tremule e fresche; degli amici - alle tresche - di foglie cantatrici - un idillio farò. Chi sa! forse l'amore oltre il tumulo ai mutati viventi non falla: qualche errante - farfalla - può nascere qualche amante - che il gobbo sognò! - Così cantava Olimpio il gobbo strano: E intanto i ceruli monti lontani scotean la nebbia dai dorsi immani, e un rezzo tiepido giunto - in quel punto sapendo niente - dall'Orïente, dalle piramidi, dai templi eccelsi, scotea fra i gelsi, modestamente, l'ultime gocciole che, lente lente, cadean sui prati, simili a lagrime d'occhi - malati. Fiocchi - di lana parean le nuvole, e una campana lontana - al dubbio del viatore dicea: tre ore . " Veh, un gobbetto! Oh il bel gobbetto Dal più folto di un boschetto questo grido a un tratto uscì. E il gobbetto, il bel gobbetto, cessò il canto e impallidì. " Oh per Bacco! dentro il sacco porti un putto, porti un pacco, o una tromba da suonar? Oh per Bacco! giù quel sacco, lo vogliamo esaminar ". Ed ecco dal folto compare un bel volto, e un altro lo segue, da un'iride avvolto di lunghi capelli che sembrano d'or: son due giovinette che usciron dal folto, soffuse le guance di vago rossor. Han fior sulla vesta, han fior sulla testa, li han forse cosparsi per irne a una festa? Van forse a un altare per farsi adorar? Han fior sulla testa, han fior sulla vesta, e il povero Olimpio sta muto a guardar. " Belle dame - dice poi - i tesor del sacco mio se volete esaminar, le padrone siete voi; ma lasciate ch'io v'osservi che son ossa e che son nervi che vi occorre di slacciar. Con quegli occhi celestiali, con quel labbro, con quel crine, con quel seno ammaliator, so che molti e molti mali si pon fare, e esperte siete, ché già punto entrambe avete questo povero mio cor. Ma però se occulte piaghe, se dolorò senza lamenti non vi basta di crear; né il pensier vi rende paghe che ridendo assassinate, e che sempre, ove passate, resta un'anima a pregar; che, di notte, a voi pensando, chi vi ha viste alla mattina ha l'inferno al capezzal; e, alla coltrice parlando, può giocarsi il posto in cielo, e infelice e bieco e anelo, come l'angelo del mal, risvegliarsi il giorno dopo pien di affanno e di memorie qual chi riede da lontan; se non bastano allo scopo per cui Dio vi ha poste in terra queste vittime di guerra già cadute o che cadran; se il piacer già in voi ne langue, e vi punge il desiderio di più pratici martir; ecco il cuore ed ecco il sangue di un gobbetto innamorato... Il mio sacco è preparato, non vi resta che a ferir! ". Le giovinette risero, e dissero fra lor: "Questo gobbetto è lepido in parola d'onor! ". E volte a lui: " Sei piccolo, però ne sai di belle; a raccontar storielle dinne, chi t'insegnò? ". " Nessun, mie donne amabili: ho imparato da me; oh il sacco delle bubbole por ve lo posso ai piè ". " Deh, se ne sai, raccontane! ". " come vi garberà ". " Vieni in giardin: la vecchia addormentata è già ". Splendea la luna e al raggio umido di rugiada, per la fiorita strada la comitiva entrò. Ombrìe bizzarre Olimpio spargea col suo gobbetto, e le due donne stretto se lo tenean fra lor. Al vago lume un timido gnomo il poeta par. . . " Delle storielle il titolo prima di caminciar? ". E il gobbetto inchinandosi: " Corbellerie stupende! Saran Fiabe e Leggende di spiriti e d'amor! ".
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