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FIABE E LEGGENDE

Autore: Praga, Emilio - Editore: - Anno: 1884 - Categoria: letteratura

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Un giorno che piovea dirottamente, (era il pallido ottobre), e i valligiani del mondo si perdean dentro la mota, un giovinetto, amico mio, bizzarro gobbo, dagli occhi stranamente neri, questi versi cantò sotto l'ombrello: - O padre eterno, se hai tempo da perdere e se non dormi nei placidi cieli, tu che ogni giorno alla turba ti sveli, padre, una volta, una sola, a me svèlati! Deh mi esaudisci e mi dona, o Signore, un po' di lusso, di calma e di amore! Voglio un giardino ove i cedri coi salici fingan le valli dell'Etna, e del Rosa; dove il colibrì, tra i fior di mimosa, canti in famiglia col gufo e la rondine; dove, coperto di un'ellera eterna, mi sembri un chiosco la casa materna. Voglio una donna cui tutte somiglino le cento donne a vent'anni sognate; voglio una donna di tempre infocate, che sia la santa, che sia la Proserpina, e vinca in arte di teneri ludi quante hai lassù schiere d'angioli nudi! Dammi la calma, la calma degli angeli quando han cenato e che in cerchio fumando, dentro le piume dell'ali soffiando globi di ambrosia da pipe di zucchero, dicon fra lor : " Siamo un capolavoro!". Deh fa' che tale io mi creda con loro! Oh schiudi, schiudi il celeste deposito dei puri olezzi, dei raggi serbati ai fiori e agli astri che ancor non son nati! Sol io non valgo una viola, una lucciola? Via! mi esaudisci e mi dona, o Signore, un po' di lusso, di calma e di amore! - Così cantava Olimpio, il gobbo strano. E la pioggia cadea, colla beata quiete degli immortali, in un monotono metro rimando sulle fronde e i ciottoli l'Iliade delle gocciole.

L'ombrello

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