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Le Fate d'Oro

Autore: Perodi, Emma - Editore: - Anno: 1905 - Categoria: letteratura

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C’era una volta un mercante ricco, ma ricco. Tutti gli invidiavano le sue ricchezze, la fortuna che aveva, la bella prole. Ma le disgrazie, che sono comuni a tutti i mortali, colpirono ben presto il po- vero mercante. Una burrasca fece naufra- gare tutti i bastimenti che aveva in mare, carichi di merci; poi un incendio distrusse il suo fondaco; infine una malattia tre- menda, che nessuno riuscì a conoscere, gli portò via a uno a uno tutti i figliuoli, tutte le nuore, tutti i nipoti, e non gli rimase che una nipotina chiamata Sgricciolina. Di tutte le sue ricchezze costui non ave- va salvato altro che un abito da regina di teletta di oro a gigli d'argento; e via via che Sgricciolina cresceva, il mercante le faceva vedere il vestito, dicendole: - Questo lo serberò per darti la dote. - Sgricciolina non capiva neppure quel che il nonno volesse dire, e cresceva a vi- sta d'occhio, bella e buona, che era un piacere. Ora, un giorno si sparse la voce che il Re di Francia menava in isposa la figlia del Re di Portogallo, e preparava regali da sbalordire per la Principessa. Non c'erano perle abbastanza grosse per farle il vezzo, brillanti abbastanza belli per comporle la corona, nè stoffe preziose degne di essere portate da lei. Il mercante lo sentì dire: pensò al suo bel vestito di teletta d'oro, e benchè fosse vecchio, stravecchio, volle mettersi in cam- mino per andare a vendere al re di Fran- cia la stoffa preziosa a gigli d'argento. Un re gliela avrebbe pagata da re, e Sgricciolina avrebbe avuto una bella dote. Abbracciò Sgricciolina, le raccomandò di essere buona, di star sempre in casa ad aspettarlo, e andò via. Cammina, cammina, arrivò finalmente alla Corte del Re di Fran- cia il giorno avanti le nozze; ma le guardie non volevano introdurlo alla presenza del sovrano. - Il Re ha già comprato tutti i re- gali; il Re non vuole essere disturbato. - Ma il mercante tanto insistè, che fu ammesso a udienza; e appena ebbe spiegata davanti agli occhi del sovrano la sua ma- gnifica stoffa, il Re ne rimase incantato: or- dinò che la Principessa non dovesse vestire altro abito il giorno seguente, che era quello delle nozze, e disse al mercante di sce- gliere quel che voleva nel suo tesoro, in compenso del tessuto prezioso che gli aveva portato. Il mercante, che era vecchio e che non poteva portare tanto peso di monete, scelse un brillante bellissimo; e, tutto con- tento, pensando alla sua Sgricciolina e alla dote che le aveva assicurato, si mise in cammino per tornare a casa. Lasciamo il mercante per la strada e torniamo alla Corte del Re di Francia. Furono subito chiamate dieci sarte per ordine del Re, e tutte e dieci lavorarono l'intera notte a tagliare, imbastire, cucire e guarnire l'abito della Principessa, sicchè all'alba era pronto. Ma appena le came- riere lo misero addosso alla Principessa, questa cadde in terra fulminata. Furono chiamati tutti i medici, gli scienziati della Corte per farla rinvenire: il Re era di- sperato; prometteva mari e monti a chi gli avesse richiamato in vita la sposa; ma per quanto facessero a nessuno riuscì. Allora furono sospese le feste; il Re volle che la sua sposa fosse messa, vestita com'era, in una cassa di cristallo, e subito diede ordine che le guardie montassero a cavallo e gli portassero vivo o morto il mercante. L’abito della Principessa doveva es- sere avvelenato, e doveva averle cagionato la morte. Le guardie raggiunsero il mercante in un’osteria dove s'era fermato per passare la notte; lo condussero alla presenza del Re, lo sottoposero alla tortura, lo minac- ciarono della morte se non confessava il suo delitto; ma il vecchio, sempre impas- sibile, rispondeva: - Giuro per la mia Sgricciolina che sono innocente. - Tu hai fatto il male, devi cono- scere anche il rimedio. - Sono innocente! Sono innocente! - Nonostante tutte quelle proteste, il Re dove, sopra un mucchio di foglie secche, passò la notte. Il moscone, posato sopra una frasca, le fece lume col suo chiarore. A giorno Sgricciolina riprese il suo fa- gotto, e via dietro al moscone. Quando venne la sera incontrò in mezzo a un bosco un’altra vecchina nuda bruca come la prima, e più grinzosa, se era pos- sibile. Sgricciolina le dette il secondo vestito per riscaldarla, e la vecchina, che basiva dal freddo, le disse appena potè parlare: - Giacchè sei una buona ragazza, ti voglio aiutare. Eccoti una boccetta d'olio; basta che tu unga il palmo delle mani della sposa del Re di Francia, perchè quella da morta ritorni viva. - E che me ne importa se la sposa del Re di Francia, è morta? Io cerco il mio nonno. - Prendi la boccetta e cammina notte e giorno. - La sera la fanciulla trovò una terza vecchina intirizzita dal freddo, e anche a quella dette il terzo vestito. - Giacchè sei una buona ragazza, - disse la vecchina - ti voglio aiutare. Pren- di quest'anello con un ametista. Basta che tu rivolti la pietra dal lato del palmo della mano, perché tu veda senz’essere veduta. - Sgricciolina non voleva l'anello. - Cerco il mio nonno, e che m'im- porta d'essere invisibile? - Prendilo e te ne troverai molto contenta. - Sgricciolina ringraziò e s'incamminò, sempre dietro al moscone, finchè non ar- rivò alla città dov'era la Corte del Re di Francia. Lì il moscone si fermò, e andò a po- sarsi in vetta alla torre del palazzo reale, dove splendeva come una stella. Sgricciolina non si mosse per tutta la notte dalla piazza, davanti al palazzo; e la mattina, appena aprirono le porte, voltò l'anello e vi s'introdusse. Gira, rigira per le stanze, per le sale, passava in mezzo alla gente senza esser vista, ma non le riusciva di trovare la torre dove era murato il suo nonno. Che fece allora Sgricciolina? Andò nelle cu- cine reali, guardò e osservò; vide final- mente che uno sguattero empiva un pa- niere di roba da mangiare e diceva al cuoco: - Porto il desinare al vecchio. - Sgricciolina si sentì battere il cuore; si mise alle calcagna dello sguattero, e salì, salì, passò corridoi, stanze, soffitte, e final- mente arrivò davanti a un foro praticato nella muraglia. Lo sguattero consegnò il desinare al prigioniero, e Sgricciolina vide da quel foro il suo nonno, diventato scarno da far pietà, con una barba lunga che lo copriva tutto, le unghie lunghe un braccio e gli occhi infossati dal piangere. Aspettò che lo sguattero fosse andato via, e poi rivoltò l'anello, mise il visino al buco e chiamò: - Nonno! - Il vecchio si scosse, chiuse gli occhi e non rispose. - Nonno! - ripetè Sgricciolina. Il vecchio, pur sentendosi chiamare, stava sempre zitto, ma piangeva. Alla terza chiamata socchiuse gli oc- chi, e mandò un grido. Allora Sgricciolina volle sapere per- chè l’avevano rinchiuso nella torre, ed il nonno glielo disse. - State tranquillo, - osservò la nipo- tina - che il mezzo di salvarvi ce l'ho io. Domani la Principessa ritornerà in vita, e voi sarete libero. – Rivoltò l'anello, diventò di nuovo in- visibile, ritraversò corridoi, scese scale, uscì fuori sulla piazza e si mise ad aspettare il passaggio del Re, che in quel giorno ap- punto doveva partire per la guerra. Quando lo vide uscire dal palazzo, Sgricciolina si gettò in ginocchio e lo sup- plicò di lasciarla mezz'ora soltanto nella stanza della Principessa morta, chè se dopo mezz'ora non le avesse reso la vita, doveva sottoporla, come impostora, a qualsiasi sup- plizio. Il Re fermò il cavallo, dette ordine che fosse rimessa la partenza a un altro giorno, e tornò al palazzo con Sgricciolina. - Bada, - le disse con faccia se- vera - se tu m'inganni ti faccio tagliar la testa. - Sgricciolina sorrise e fu lasciata sola nella stanza dove, su un piedistallo d'oro massiccio, riposava la cassa di cristallo contenente il corpo della Principessa. Sgricciolina alzò il coperchio, tolse alla Principessa tutti gli anelli che aveva nelle dita, e le unse il palmo delle mani con l'unguento della vecchina. A un po' per volta la morta incomin- ciò a batter le palpebre, ad alzare le braccia, a muover le gambe, finchè si alzò, sor- rise e andò alla presenza del Re suo sposo. Non si può dire la gioia del Re e le feste che furono fatte a Sgricciolina. Il Re voleva che rimanesse alla Corte, voleva crearla prima dama della Regina; ma Sgricciolina ricusò, e, come ricompensa, chiese la liberazione del nonno, che le fu subito concessa. Fu fatto lo sposalizio con gran pompa, e ci assistettero pure Sgricciolina e il nonno; e dopo, felici e contenti e carichi di regali, tornarono a casa loro. Ma allo sposalizio c'era pure un altro Re d'un paese vicino, che si commosse tanto al racconto di quel che aveva fatto Sgricciolina per salvare il nonno, che poco dopo andò a chiederla in moglie, e si spo- sarono e furono felici e contenti. E termina così la mia novella Ditene, se vi pare, una più bella.

9 - La Regina delle Api.

Le Fate d'Oro