I sogni dell'anarchico
Autore: Mioni, Ugo - Editore: - Anno: 1922 - Categoria: letteratura
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Passano i mesi, lunghi, durante i quali egli gira di qua, di là, organizzando le masse, destando entusiasmo, esercitando i giovani, esortandoli a fare anche il maggior sacrificio per la patria. E Milano risorge. Le sue mura? I nostri petti. Abbiamo costruito una novella città; la vogliamo chiamare Alessandria, in onore del nostro duce supremo, Alessandria non ha bisogno di mura; e se mura devono essere, la circonderemo di paglia. I nostri petti saranno anche a lei mura. La Chiesa e l'Italia combattono la battaglia decisiva, per la libertà, per la vita. Se Alessandro non vince non potrà più ritornare a Roma e maledetti apostati, infami e vili creature imperiali, profaneranno la maggior basilica; sulla tomba del Pescatore mani sacrileghe offriranno la gran vittima, e l'Italia sarà per sempre schiava dell'invasore. Alla lotta, per la tede e per l'Italia. Egli comprende, che quest'i due concetti non possono venir separati; che l'Italia ha bisogno della fede per la sua vera grandezza; che solo la religione del Cristo la può rendere grande; che la sola fede riempie i cuori di nobili palpiti; che non vi può essere vero amore di patria senza vero, sentito, intenso amore alla Chiesa. Egli sente che la religione è la scintilla che accende i cuori di amore all'Italia. Alessandro, Alessandro! Tutti inneggiano al Papa. E' nel suo nome che si vuole combattere, è nel suo nome che si spera di vincere. O questa fertile pianura lombarda; questa terra così ricca; questa madre così buona; questa nutrice amorosa di propri figli! Tu non impinguerai il forestiero! O queste belle città, nelle quali freme una grande vita cittadina; queste ingenti fucine di liberi spiriti! Libertà, libertà! Distruggiamole e moriamo tutti sotto le loro rovine, piuttosto di vederle asservite allo straniero; queste chiese, create dalla pietà degli avi; belle chiese dove dal pergamo c'insegnano nel nostro dolce idioma natio assieme all'amore di Dio anche l'amore a quella libertà che è il dono più prezioso del Signore, noi vi difenderemo! Alessandro, Alessandro! Pietro vince in Alessandro! Il mercenario, la maledetta creatura dell'imperatore teutone, non profanerà queste chiese; il suo nome non vi verrà mai fatto. Noi in comunione coll'antipapa? Mai! Viva Alessandro! Il carroccio! Costruiamo il carroccio! Lo condurremo con noi, e noi, la compagnia della morte, lo difenderemo coi nostri petti'! Sacro carroccio, simbolo d'i cittadina libertà! Pianteremo su di te le nostre bandiere; alta sopra tutte sventolerà quella di sant'Ambrogio. Sant'Ambrogio, sant'Ambrogio! Milano, Milano! Le opere di Dio per le mani dei milanesi! Date fiato alle vostre trombe. Le odano i governatori che egli ha lasciato in Lombardia e riferiscano a lui, che Milano risorge, che abbiamo rifabbricato il carroccio.
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