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POESIE

Autore: MICHELSTAEDTER, Carlo - Editore: - Anno: 1905 - Categoria: letteratura

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Tutta la forza dal tuo seno, o terra, il sole ha tratto che salendo avvampa, e l'estate trionfa. Due volte l'erba ti recise avaro il prudente bifolco, e già le fronde onde tutta t'ammanti, per il continuo ardor si fan perdute. Ed alla notte gli astri all'orizzonte per i vapor rosseggiano più grandi quasi la vita per più forza gravi come un'aura di morte. Ma se i fiori onde prossima l'aurora del giorno estremo anelava l'adolescente Aprile vento estivo ha dispersi, sotto le fronde si matura il frutto e il bifolco gioisce. Ahi, la promessa della primavera in questo picciol frutto si rinserra ed il tempo procede per il giro d'altri inverni e di nuove primavere. Ma alla notte sui vertici ricolmi passa il nembo e pel cielo s'accavalla la nera massa delle nubi, e lungi livida luce rompe la tenèbra e pei piani rivela in nuovo aspetto messi ondeggianti ed alberi ricurvi e pei monti corruschi nuove forme ed in cielo più mondi e nuova vita ogni volta diversa, mentre lungi nuova voce rimbomba e intorno e in alto si spande e ancor dai monti riecheggia. E a destra e a manca e presso e da lontano riappar la nuova luce, e come il cielo nel diverso bagliore si trasmuta, così la terra la livida faccia in nuova congiunzion sembra mutare, mentre presso e lontano, oscuro o chiaro romba il nuovo fragore senza posa. Qual nuova speme, anima solitaria, qual si ridesta al diffuso baglior speme sopita? Dal diffuso baglior verrà la Luce mai veduta? e dal rombo vorticoso la Voce squillerà che non udisti? Ecco la terra ancora si congiunge coi nuovi mondi in alto, e la striscia di fuoco ecco dirompe la tenebra, ed io stesso abbacinato nel vortice di fuoco sono avvolto. Sospesa a quella luce è la mia vita un attimo od un tempo senza fine, che fra il lampo ed il tuono non si vive. - Ora scoppia la vita e s'apre il frutto del mio tanto aspettar, ora la gioia intera e il possesso dell'universo, ora la libertà ch'io non conosco, ora il Dio si rivela, ora è la fine. Ma scroscia il tuono che m'assorda ... io vivo e famelico aspetto ancor la vita. Altri lampi, altri tuoni, ed il mistero in benefica pioggia si dissolve.

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