Doveri dell'uomo
Autore: Mazzini, Giuseppe - Editore: - Anno: 1860 - Categoria: filosofia
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Ma lo Stato, il Governo - istituzione legittima soltanto quando è fondata sopra una missione d' educazione e di progresso oggi ancora fraintesa - ha debito solenne verso voi che potrà facilmente compiere se sarà un giorno Governo Nazionale davvero, di Popolo libero ed Uno. Una vasta serie d'aiuti potrà scendere allora dal Governo al Popolo, che risolverebbe il problema sociale senza spogliazioni, senza violenze, senza manomettere la ricchezza acquistata anteriormente dai cittadini, senza suscitare quell'antagonismo tra classe e classe ch'è ingiusto, immorale, fatale alla Nazione e che ritarda in oggi visibilmente il progresso francese. E aiuti potenti sarebbero: L'influenza morale esercitata a pro delle Associazioni coll'approvazione manifestata pubblicamente dagli agenti governativi, colla frequente discussione sul loro principio fondamentale nell'Assemblea, colla legalizzazione data a tutte le Associazioni volontarie costituite sulle basi accennate più sopra: Miglioramenti nelle vie di comunicazione e abolizione di quanto inceppa ora il trasporto dei prodotti: Istituzione di magazzini o luoghi di deposito pubblici, dai quali, accertato il valore approssimativo delle merci consegnate, si rilascerebbe un documento o bono simile a un biglietto bancario, ammesso alla circolazione e allo sconto, tanto da render capace l' Associazione di poter continuare nei suoi lavori e di non essere strozzata dalla necessità d'una vendita immediata e a ogni patto: Concessione dei lavori che bisognano allo Stato, data eguaglianza di patti, alle Associazioni: Semplificazione delle forme giudiziarie, oggi rovinose e spesso inaccessibili al povero: Facilità legislative date alla mobilizzazione della proprietà fondiaria: Mutamento radicale nel sistema dei tributi pubblici: sostituzione d'un solo tributo sul reddito all'attuale, complesso, dispendioso, sistema di tributi diretti e indiretti; e sanzione data al principio che la vita è sacra - che senza vita, non essendo possibile lavoro, né progresso né doveri, il tributo non può cominciare che dove il reddito supera la cifra di danaro necessario alla vita: Ma v'ha di più. L'incameramento o appropriazione dei possedimenti ecclesiastici - atto ch'or non giova discutere, ma che è inevitabile ogni qual volta la Nazione s'assuma una missione d'educazione e di progresso collettivo porrà nelle mani dello Stato una somma di ricchezza più vasta che altri non pensa. Or ponete che a questo s'aggiunga il valore rappresentato dalle terre, dissociabili e fertilissime, tuttavia incolte - il valore rappresentato dagli utili delle vie ferrate e da altre pubbliche imprese, la cui amministrazione dovrà concentrarsi nello Stato - il valore rappresentato dalle proprietà territoriali appartenenti ai comuni(14),
il valore rappresentato dalle successioni collaterali , che al di là del quarto grado dovrebbero ricader nello Stato - ed altri, ch'è inutile enumerare. Ponete che di tutto questo immenso cumulo di ricchezze si formi un FONDO NAZIONALE consacrato al progresso intellettuale ed economico di tutto quanto il paese. Perché una parte considerevole di quel fondo non si trasformerebbe, colle precauzioni richieste a impedirne lo sperpero, in un fondo di credito da distribuirsi, con un interesse dell'uno e mezzo o del due per cento, alle Associazioni volontarie operaie, costituite sulle norme indicate più sopra, e che porgerebbero sicurezza di moralità e di capacità? Quel capitale dovrebb'essere sacro al lavoro dell'avvenire e non d'una sola generazione. Ma la vasta scala delle operazioni assicurerebbe compenso alle perdite, di tempo in tempo inevitabili. La distribuzione di quel credito dovrebbe farsi non dal Governo, né da un Banco Nazionale Centrale; ma, invigilante il Potere Nazionale, da Banchi locali amministrati da Consigli Comunali elettivi . Senza sottrarre alla ricchezza attuale delle varie classi, senza attribuire a una sola il ricavato dei tributi che, chiesti a tutti i cittadini, deve erogarsi a benefizio di tutti, l'insieme degli atti qui suggeriti, diffondendo il credito per ogni dove, accrescendo e migliorando la produzione, costringendo l'interesse del danaro a scemare gradatamente, affidando il progresso e la continuità del lavoro al zelo e all'utilità di tutti i produttori, sostituirebbe a una cifra di ricchezza, concentrata in poche mani e imperfettamente diretta, la nazione ricca, maneggiatrice della propria produzione e del proprio consumo(15).
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