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Doveri dell'uomo

Autore: Mazzini, Giuseppe - Editore: - Anno: 1860 - Categoria: filosofia

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Il rimedio alle vostre condizioni non può trovarsi in organizzazioni generali, arbitrarie, architettate di pianta da uno o altro intelletto, contraddicenti alle basi universali adottate nel viver civile e impiantate subitamente per vie di decreti. Noi non siamo quaggiù per creare l'Umanità, ma per continuarla: possiamo e dobbiamo modificarne, ordinare meglio gli elementi costitutivi; non possiamo sopprimerli. L'Umanità è e sarà sempre ribelle a disegni siffatti. Il tempo che voi spendereste intorno a quelle illusioni, sarebbe dunque tempo perduto. Non può trovarsi in aumenti di salarii imposti dall'autorità governativa, senz'altri cangiamenti che aumentano i capitali: l'aumento delle spese di salarii, cioè l'aumento delle spese di produzione, trascinerebbe il rincarimento dei prodotti, la diminuzione del consumo e quella quindi del lavoro per gli operai. Non può trovarsi in cosa alcuna che cancelli la libertà , consacrazione e stimolo del lavoro: né in cosa alcuna che diminuisca i capitali, strumenti del lavoro e della produzione. Il rimedio alle vostre condizioni è l'unione del capitale e del lavoro nelle stesse mani. Quando la società non conoscerà distinzione fuorché di produttori e consumatori o meglio quando ogni uomo sarà produttore e consumatore - quando i frutti del lavoro, invece di ripartirsi tra quella serie d'intermediari che, cominciando dal capitalista e scendendo sino al venditore a minuto, accresce sovente del cinquanta per cento il prezzo del prodotto, rimarranno interi al lavoro - le cagioni permanenti di miseria spariranno per voi. Il vostro avvenire è nella vostra emancipazione dalle esigenze d'un capitale arbitro in oggi d'una produzione alla quale rimane straniero. I1 vostro avvenire materiale e morale . Guardatevi intorno. Ovunque voi trovate il capitale e il lavoro riunito nelle stesse mani - ovunque i frutti del lavoro sono non foss'altro, ripartiti fra quanti lavorano, in ragione del loro aumento, in ragione dei loro benefizi all'opera collettiva - voi trovate diminuzione di miseria e a un tempo aumento di moralità. Nel Cantone di Zurigo, nell'Engadina, in molte altre parti della Svizzera dove il contadino è proprietario, e terra, capitale, lavoro, sono congiunti in un solo individuo - in Norvegia, nelle Fiandre, nella Frisia Orientale, nell'Holstein, nel Palatinato Germano, nel Belgio, nell'isola di Guernesey sulle coste inglesi - è visibile una prosperità comparativamente superiore a quella di tutte l'altre parti d'Europa dove manca al coltivatore la proprietà della terra. Una razza d'agricoltori popola quelle contrade notabili per onestà, dignità, indipendenza e modi schiettamente leali. Le abitudini dei lavoranti nelle miniere di Cornwal in Inghilterra come quelle dei navigatori Americani che trafficano colla China e sono addetti alla pesca delle balene, fra i quali è in vigore la partecipazione agli utili dell'impresa, sono riconosciuti, da documenti ufficiali, migliori che non quelle dei lavoranti sottomessi unicamente alla legge del salario predeterminato. Il lavoro associato, il riparto dei fratti del lavoro, ossia del ricavato della vendita dei prodotti, tra i lavoranti in proporzione del lavoro compiuto e dal valore di quel lavoro; è questo il futuro sociale. In questo sta il segreto della vostra emancipazione. Foste schiavi un tempo: poi servi: poi assalariati: sarete fra non molto, purché il vogliate, liberi produttori e fratelli nell'associazione. Associazione libera, volontaria, ordinata su certe basi da voi medesimi, tra uomini che si conoscono e s'amano e si stimano l'un l'altro, non forzata, non imposta dall'autorità governativa, non ordinata senza riguardo ad affetti e vincoli individuali, tra uomini considerati non come esseri liberi e spontanei, ma come cifre e macchine produttrici. Associazione amministrata con fratellanza repubblicana da vostri delegati e dalla quale potrete, volendo, ritirarvi: non soggiacente al dispotismo dello Stato e d'una gerarchia costituita arbitrariamente e ignara dei vostri bisogni e delle vostre attitudini. Associazione di nuclei formati a seconda delle vostre tendenze, non come vorrebbero gli autori dei sistemi ch'io vi accennai, di tutti gli uomini appartenenti a un dato ramo d'attività industriale o agricola. Il concentramento di tutti gl'individui addetti, nello Stato o anche in una sola città, ad un'arte in una sola società produttrice, ricondurrebbe l'antico tirannico monopolio delle Corporazioni, renderebbe i produttori arbitri dei prezzi a danno dei consumatori; darebbe forma legale all'oppressione delle minoranze; esilierebbe l'operaio malcontento da ogni possibilità di lavoro, e sopprimerebbe ogni necessità di progresso spegnendo ogni rivalità di lavoro, ogni stimolo alle invenzioni. L'Associazione tentata timidamente e in circostanze sfavorevoli in Francia negli ultimi venti anni, poi in Inghilterra e nel Belgio, e coronata di successo dovunque fu tentata con fermo volere e spirito di sagrificio, contiene il segreto di tutta una trasformazione sociale che dovrebbe, in virtù delle vostre tradizioni e dell'iniziativa di progresso sociale che fu sempre in voi, compirsi in Italia. E questa trasformazione, emancipandovi dalla schiavitù del salario , avviverebbe a un tempo, a pro di tutte le classi, la produzione e migliorerebbe lo stato economico del paese. Oggi, il capitalista tende generalmente a guadagnare quanto più può per ritirarsi dall'arena del lavoro: sotto l'ordinamento dell'associazione, voi non tendereste che ad accertare la continuità del lavoro, cioè della produzione. Oggi, il capo, direttore dei lavori, fatto tale non da una speciale attitudine ma dal suo trovarsi fornito di capitali, è spesso improvvido, avventato, incapace: una associazione, diretta da delegati, invigilata da tutti i suoi membri, non correrebbe rischi siffatti. Oggi, il lavoro è spesso diretto verso la produzione d'oggetti superflui , non necessari : mercé l'ineguaglianza capricciosa e ingiusta delle retribuzioni, i lavoranti abbondano in un ramo, fanno d'attività e difetto in un altro; l'operaio, limitato a una mercede determinata , non ha motivo per consacrare all'opera sua tutto lo zelo del quale è capace, tutta l'attività colla quale ei potrebbe moltiplicare o migliorare i prodotti. E l' associazione porrebbe evidentemente rimedio a queste ed altre cagioni il perturbazione o d'inferiorità nella produzione. Libertà di ritirarsi, senza nuocere all' associazione - eguaglianza dei socii nell'elezione d'amministratori a tempo o meglio soggetti a revoca - ammessione, posteriormente alla fondazione, senza esigenza di capitale da versarsi e costituzione d'un prelevamento, a pro del fondo comune, sui benefizi dei primi tempi - indivisibilità, perpetuità del capitale collettivo, - retribuzione per tutti, eguale alla necessità della vita, - riparto degli utili a seconda della quantità e della qualità del lavoro di ciascuno - son queste le basi generali che voi, se volete far opera di avvenire per l'elemento al quale appartenete, dovrete dare alle vostre associazioni. Ciascuna di queste basi, quella segnatamente che riguarda la perpetuità del capitale collettivo, vincolo e pegno d'emancipazione tra voi e la generazione futura, meriterebbe un capitolo. Ma un lavoro speciale sulle associazioni operaie non entra nell'economia del presente scritto. Forse, se Dio mi presta ancora qualche anno di vita, io lo farò separatamente e con amore per voi. Intanto, abbiate certezza che l'indicazione di quelle norme è in me frutto d'esame meditato e severo e merita attenta considerazione da voi. Ma il capitale? Il capitale primo col quale potrà iniziarsi l' associazione? Da dove ritrarlo? È grave questione; né io posso qui trattarla come vorrei. Ma vi accennerò sommariamente il dovere vostro e l'altrui. La prima sorgente di quel capitale sta in voi, nelle vostre economie, nel vostro spirito di sagrificio. Io so la condizione dei più tra voi; pur non manca a taluni la possibilità, per ventura di lavoro non interrotto o meglio retribuito, di raccogliere, economizzando, fra diciotto o venti, la piccola somma che vi basterebbe a iniziare il lavoro per vostro conto. E dovrebbe sostenervi in questa economia la coscienza di compiere un solenne dovere e di meritare l'emancipazione invocata. Potrei citarvi associazioni industriali, or potenti di mezzi, che s'iniziarono in Inghilterra col versamento d'un soldo per giorno da un certo numero di operai. Potrei ripetervi parecchie storie di sagrifici eroicamente durati in Francia ed altrove da nuclei di operai, oggi possessori di capitali considerevoli, simili a quella sulla quale troverete alcuni particolari in calce a questo volumetto. Non v'è quasi difficoltà che una volontà ferma mantenuta dalla coscienza di fare il bene, non superi. Voi potete contribuire coi vostri risparmi e dare al piccolo fondo primitivo un aiuto in danaro o un po' di materiale o qualche stromento da lavoro. Potete, mercé una condotta che frutti stima, raccogliere piccoli imprestiti da parenti o compagni, i quali diventerebbero semplicemente azionisti nell'associazione e non riceverebbe l'ammontare del loro imprestito che sugli utili dell'impresa. Per molte delle vostre industrie, nelle quali il prezzo delle materie prime è tenue, il capitale richiesto per iniziare il lavoro indipendente è piccola cosa. Lo avrete volendo. E sarà meglio per voi se la formazione di quel piccolo capitale sarà tutta vostra, frutto del sudore della fronte o del credito che avrete, operando bene, acquistato. Come le Nazioni serbano meglio la libertà che conquistarono col loro sangue, le vostre associazioni troveranno migliore e più prudente profitto dal capitale raccolto nella veglia e nell'economia che non da quello largito d'altra sorgente. È legge di cose. Le associazioni operaie che, in Parigi, nel 1848, ebbero, al loro fondarsi, sovvenzioni governative, prosperarono assai meno di quelle che formarono il capitale primitivo col sagrificio. Ma perch'io, amandovi davvero e non adulando servilmente a debolezze che sono o possono essere in voi, vi consiglio il sagrificio non scema il dovere in altrui. Gli uomini che le circostanze hanno forniti di ricchezze, dovrebbero intenderlo: dovrebbero intendere che la vostra emancipazione è parte d'un disegno di Provvidenza, e che si compirà inevitabilmente o con essi o contr'essi. Parecchi tra quelli uomini, o segnatamente gli uomini di fede repubblicana, intendono questo fin d'ora; e tra essi, se darete loro prove di volontà e d'onesto intelletto, troverete aiuti all'impresa. Essi potranno - e lo faranno appena s'avvedranno che la tendenza all' associazione è, non capriccio d'un'ora ma fede di maggioranza tra voi - spianarvi le vie del credito, sia con anticipazioni, sia fondando Banchi che accreditino il lavoro futuro; la forza collettiva degli operai, sia ammettendovi a partecipazione nei benefizi delle loro imprese, stadio intermedio fra il presente e l'avvenire, dal quale raccogliereste probabilmente il piccolo capitale che occorre all'associazione indipendente. Nel Belgio più che altrove esistono già, sotto nome di Banchi d'anticipazione o di Banchi del Popolo, istituzione siffatte. Nella Scozia è dato da parecchi Banchi credito a ogni uomo di nota probità che impegni l'onore e presenti mallevadore un'altro individuo d'onestà egualmente specchiata. E l'ammessione degli operai alla partecipazione negli utili è norma adottata con successo da parecchi Capi d'arte(13).

DOVERI DELL'UOMO