«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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È facile intuire che sono in gioco, con interessi di natura politica e sociale valori economici e finanziari colossali. È anche in gioco la soluzione di problemi cronici o ritenuti tali. La povertà di aree per le industrie viene invocata puntualmente, da anni, come giustificazione dell'esodo di stabilimenti e della mancanza di nuove iniziative. Ma il vecchio piano regolatore, quello che doveva essere rifatto dagli urbanisti, prevedeva una tale utilizzazione del territorio genovese da far posto a case per otto milioni di abitanti. Era follia coprire valli e colline di edifici, creando una città mostruosa, priva di fonti di lavoro: non ci sono dubbi. E doppiamente inspiegabile appare il ritardo nel lavoro di stesura del nuovo piano, concepito appunto per equilibrare l'uso degli spazi fra porto, industrie, servizi e residenze.
La preparazione era cominciata nel 1963, con intendimenti innovatori sottoscritti dall'amministrazione comunale di centro-sinistra: analisi della realtà socioeconomica ed urbanistica, delle tendenze in atto e delle previsioni di sviluppo, formulazione di alcune ipotesi. Prevista una città di un milione di abitanti nel 1985, si era arrivati a quattro proposte diverse, così sintetizzabili: a) sviluppo secondo le vecchie tendenze, con accentuamento del carattere residenziale di Genova e ricerca di aree al di là dell'Appennino; b) incremento dell'edilizia a ponente, a corona del progettato porto di Voltri, e tentativo di riequilibrare la città di oggi, facendone però una città di servizi; c) estensione del porto a tutta la costa di ponente fino a Voltri, incorporando l'attuale aeroporto (da trasferire su un altro punto della costa ligure) e ottenendo una potenzialità di traffici pari a quella che oggi ha Rotterdam. In più: nuove aree industriali e creazione di una città di 200 mila abitanti sulle colline di ponente. Proposta d): sviluppo portuale meno generoso, nuova città sul tratto di costa di ponente rimasto libero, totale ristrutturazione della Valpolcevera per farne una grande area industriale direttamente saldata al porto.
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