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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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Ma vediamo, nei limiti del possibile, le cose più da vicino. L'argomento, prima di tutto. Che è, fra storia e leggenda, la rievocazione di un monarca realmente esistito: Baharam V, re dell'Iran dal 421 al 439. I primi e gli ultimi capitoli, pur immersi in iridescenti fantasie, ce ne danno un'immagine abbastanza veridica. Egli è il sovrano saggio e prode, destinato forse a sopravvivere in altre plaghe come un semidio, ma coi piedi ben saldi sulla terra: eccolo dunque a caccia, col suo arco infallibile, eccolo perdere il regno e riconquistarlo con la forza del giusto. Né mancano vicende ancor più vicine alla cronaca: la sua guerra vittoriosa col Gran Khan dei cinesi, la sua accortezza nello scoprire e condannare a morte un ministro infedele.

Tutto questo, però, non è che la cornice: l'introduzione e l'epilogo di un mito che ha nella parte centrale gli incanti di un favoloso delirio. E si tratta degli incontri di Baharam V con le sue sette spose: una indiana, una bizantina, una dell'Asia centrale, una della Slavonia, una dell'Occidente, una cinese, una Iraniana. Ognuna delle quali ha per dimora un padiglione di colore diverso e accoglie lo sposo-signore raccontandogli una novella.

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