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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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Smarrimento e divisioni nella classe dirigente, numero ed energia combattiva nei nemici del Risorgimento, assenteismo e qualunquismo dei ceti borghesi, cui apparteneva tutto il potere politico, estraneità delle masse: le elezioni del 1865 sembrano denunciare debolezze inquietanti nel giovane Regno. Eppure, malgrado le strutture improvvisate ed ancora fragili, malgrado la difficoltà di fondere i sudditi di sette principati in una nazione compatta e moderna, lo Stato italiano era più solido di quanto giudicassero i malevoli, che ne predicavano imminente lo sfacelo.

Ne sono una prova quelle stesse elezioni, che i nemici della causa nazionale non riuscirono a vincere, pur godendo di piena libertà. Di fronte ad oppositori numerosi, ma discordi ed in fondo dubbiosi di sé, i partiti liberali e patriottici erano le sole forze vive del paese, le uniche pronte ad ogni sacrificio. La classe dirigente protagonista del Risorgimento costituiva una élite tra le migliori mai espresse da una nazione moderna. L'Unità era una conquista definitiva: meno di un anno dopo, avrebbe superato con successo le prove tremende di Custoza e di Lissa.

La politica internazionale