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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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Ma Firenze aveva accolto come «una tazza di veleno» lo scomodo onore di diventare la capitale provvisoria del regno, finché s'aspettava la liberazione di Roma. Se aveva ricevuto Vittorio Emanuele con molti applausi, assisteva senza entusiasmo all'invasione di diecimila funzionari, in gran parte piemontesi «al parlare ostrogoto», che avevan subito fatto raddoppiare o triplicare gli affitti. Ed il trasferimento della capitale era avvenuto nelle circostanze politiche e morali più infelici: per quella Convenzione di settembre, che la Sinistra denunciava (a torto) come la rinuncia a Roma; suscitando la sanguinosa protesta ed il tenace rancore dei torinesi e l'avversione del re, che subito dopo i fatti di Torino aveva dimesso i ministri tosco-emiliani e restituito il governo ai subalpini.

Quella frattura aveva indebolito la Destra «storica», già divisa da particolarismi municipali e regionali, dalle aspre lotte delle consorterie e da implacabili avversioni personali Ne era danneggiato il prestigio del governo di fronte alla prova delle elezioni: preparate del resto con una inefficienza propagandistica ed una inesperienza, che oggi ci sembrano incredibili.

La politica internazionale