«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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La crisi è acuta soprattutto a Firenze, come dimostrano i risultati elettorali: Bettino Ricasoli e Ubaldino Peruzzi, «padri della patria», vincono di misura e solo per ballottaggio, in elezioni con il 60 per cento di astenuti. L'affluenza fu scarsa in tutto il paese: su mezzo milione di elettori, minoranza privilegiata fra ventidue milioni di italiani, meno di 300 mila andarono alle urne; però a Firenze, su quasi 11 mila elettori (e 120 mila abitanti), i voti non raggiunsero i quattromila, e di questi una metà appena andò ai candidati del governo. Le previsioni ottimistiche della prefettura erano smentite proprio nella città, che da pochi mesi ospitava il primo re d'Italia...
Ma Firenze aveva accolto come «una tazza di veleno» lo scomodo onore di diventare la capitale provvisoria del regno, finché s'aspettava la liberazione di Roma. Se aveva ricevuto Vittorio Emanuele con molti applausi, assisteva senza entusiasmo all'invasione di diecimila funzionari, in gran parte piemontesi «al parlare ostrogoto», che avevan subito fatto raddoppiare o triplicare gli affitti. Ed il trasferimento della capitale era avvenuto nelle circostanze politiche e morali più infelici: per quella Convenzione di settembre, che la Sinistra denunciava (a torto) come la rinuncia a Roma; suscitando la sanguinosa protesta ed il tenace rancore dei torinesi e l'avversione del re, che subito dopo i fatti di Torino aveva dimesso i ministri tosco-emiliani e restituito il governo ai subalpini.
La politica internazionale
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