«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Al rito, seguito da un rinfresco presso il più elegante albergo della capitale, intervennero numerosi esponenti di Cinecittà. (Petrini ha tra l'altro diretto Sylva Koscina nel film I quattro cantoni). Qualcuno, pare, riferì alla sposina che Meroni avrebbe assistito alle nozze nascosto in un angolo della chiesa; è certo, comunque, che il matrimonio entrò immediatamente in crisi.
Cristiana Petrini, rivestita con abiti firmati da maghi dell'alta moda, cominciò a tornare sempre più di frequente presso la nomade roulotte della madre ed a Milano si esibì anche come indossatrice. Alla fine si decise ad abbandonare il marito, rinunciando ad un avvenire agiato e invidiabilissimo, per raggiungere Meroni. Il calciatore, trasferito nel frattempo al Torino disse all'allenatore Nereo Rocco: «Le comunico, prima che lei lo apprenda da altri, che vivo con una donna che considero mia moglie. Talvolta le leggi del cuore sono diverse da quelle scritte nei codici. Stia certo, comunque, della serietà della mia condotta» ; lo stesso Rocco presentò quindi al bizzarro campione un amico sacerdote, che lo convinse a rivolgersi al tribunale ecclesiastico per ottenere l'annullamento del matrimonio di Cristiana «rato ma non consumato».
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