«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Situazione chiara, alla Ferrari: Bandini, Amon e — quando possibile — Scarflotti e Parkes si alterneranno al volante delle rosse dodici cilindri. Le monoposto italiane non hanno partecipato al Gran Premio del Sud Africa. Il motivo è semplice: da un lato, i nuovi motori a 48 valvole non sono ancora a punto, dall'altro bisogna soprattutto seguire in questi giorni la preparazione dei prototipi che ai primi di febbraio dovranno rinnovare sul circuito di Daytna il grande duello con le Ford. La Ferrari è azienda di dimensioni limitate, i miracoli non si possono fare.
Proprio per l'assenza delle vetture del costruttore modenese e la mancanza dei modelli '67 fra le macchine che hanno preso il via, la corsa sudafricana ha un valore relativo sul piano tecnico. C'è la confortante conferma della Cooper-Maserati, che, dopo un avvio faticoso, aveva ben concluso la stagione '66 vincendo In Messico con Surtees. A Johannesburg il motore (12 cilindri di 3000 cmc, 370 cv a 9500 giri) e il telaio erano gli stessi dello scorso anno. Verranno rinnovati per la prossima prova, il Gran Premio di Montecarlo, in programma il 7 maggio. Allora si vedranno in lizza anche le nuove Lotus con i motori Cosworth-Ford a otto cilindri, le Brabham con l'8 V della Buick, le Honda con sospensioni modificate e motore potenziato e le BRM con il nuovo 12 cilindri (il 16 cil. ad H si è dimostrato troppo debole).
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