«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Poi, un giovedì — il 1° novembre 1962 — durante le prove del G.P. del Messico il dramma: Ricardo muore davanti ai genitori e al fratello, uscendo di pista a 200 all'ora al volante di una Lotus. Pedro rimane solo. I suoi lo lasciano libero di decidere: proseguire in uno sport a volte così crudele o abbandonare. Pedro continua, l'anno dopo è lui a gareggiare nella corsa messicana. Deve abbandonare quasi subito. Poi un lungo elenco di successi nelle granturismo e nei prototipi e dei mediocri piazzamenti nella Formula 1, ora interrotti dalla vittoria in Sud Africa. Rodriguez, come premio per questa affermazione, sarà assunto dalla Cooper-Maserati per l'attuale stagione sportiva. Sarà la «spalla» di un altro giovane, l'austriaco Rìndt. Un riconoscimento che premia le doti e il coraggio di un vero appassionato dell'auto: non un «professionista» che corre perché questo è il suo mestiere, ma un «gentleman» miliardario, che avrebbe potuto appendere da tempo casco e guanti al classico chiodo.
Si sono così delineate le formazioni che prendono parte alla Formula 1 del '67. La Brabham si, avvale del suo «patron», quel Jack Brabham che l'anno scorso sì laureò campione del mondo a 40 anni, e del neozelandese Denis Hulme. Per la BRM Stewart, diventato caposquadra in seguito al trasferimento di Graham Hill alla Lotus, e Mike Spence, ai quali forse si aggiungerà Piers Courage, uno degli assi della «nouvelle vague» della formula 3. Nell'American Eagle, Dan Gurney verrà affiancato dal «vecchio» Richie Ginther, lasciato libero dalla Honda. La Casa giapponese, com'è noto, ha assunto Surtees come pilota-collaudatore. Alla Lotus i nomi illustri di Clark e Hill, mentre la McLaren, oltre che sullo stesso McLaren, pare possa contare sul redivivo Phil Hill.
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