;

«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento


Ma non c'è da illudersi. E le forze di polizia non si illudono sulla fruttuosità, almeno per il momento, dell'operazione. Centinaia di carabinieri perlustrano gli ovili, interrogano i pastori, si spingono fin dentro le grotte di cui è ricca la montagna della Barbagia: la casa del delitto è stata nuovamente ispezionata nella speranza che qualche impronta lasciata dai banditi, o qualche vecchia carta del fabbro ucciso, suggeriscano una ragionevole ipotesi di ricerca.

Nessuna utile indicazione è però emersa finora sull’identità degli assassini e sui fatti ai quali l’esplosione di violenza è da connettere. Si fanno delle ipotesi, più o meno fondate: si dice che Francesco Pire, di recente, aveva fatto confidenze ai carabinieri sui retroscena della malavita locale e che la strage (che ha voluto fra le vittime anche un bimbo innocente) sia un nuovo, terribile, monito dei banditi. Gli inquirenti hanno ermato 300 persone e le interrogano per ritrovare i due bimbi amici del povero Michele (uno pare abbia 9 anni, l’altro 11) che la sera del delitto erano andati nella casa del fabbro per assstere allo spettacolo televisivo “Scala reale”. I criminali, entrati nell’abitazione, allontanarono i due piccoli; poi fecero fuoco sulle vittime. I bimbi, dunque, videro in volto gli assassini e potrebbero riconoscerli: finora, però, questi preziosi testimoni non sono sati rintracciati anche se Ollolai ha soltanto 3000 abitanti.

La politica internazionale