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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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Tragedia borghese, secondo il regista Squarzina che ha creduto fermamente in essa al punto di rinserrarla in una moderna reggia degli Atridi, o di un Edipo, avvalendosi delle scene massicce e monumentali di Renzo Mongiardino (ma la villa ricorda più una dimora dei laghi lombardi che dei dintorni di Perugia) e datandola con i costumi, dei primi anni trenta, di Fiorella Mariani. Ma non ci sembra che la fiducia del regista nei pregi del testo sia sufficiente a rivalutare un dramma che, sebbene sia meno capzioso e arbitrario di quanto fu giudicato al suo apparire, rimane tuttavia fra i meno felici di Pirandello.

C'era poi il pericolo di una recitazione troppo concitata e precipitosa. Squarzina l'ha quasi sempre schivato, meno che nel terzo atto. E come lui, naturalmente, gli attori. Ma Alberto Lionello tocca ugualmente una delle punte più alte della sua carriera grazie ad una varietà di toni e di gesti davvero ammirevole, e non soltanto nella celebre confessione, che del dramma è il nocciolo. Un po' irrigiditi, stanno intorno a lui un'intensa Olga Villi, un misurato Ruggero De Daninos, Silvia Monelli e Graziano Giusti, tutti applauditi con molto calore da un folto pubblico. Lo spettacolo, che è nel cartellone in abbonamento dello Stabile di Torino, si replica sino al 15 gennaio.

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