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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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Ma l'ha impressa nel Daddi: l'adulterio ha ridestato in costui la memoria di un delitto — l'uccisione di un coetaneo — compiuto da ragazzo, e che era rimasto sepolto nel suo inconscio. È la seconda volta che gli succede. E se è accaduto a lui, può accadere a tutti, anche a sua moglie Bice, che pure è donna onestissima. Qui è la radice della folle gelosia del Daddi, che è poi il bisogno di sapere, per placarsi, che Bice è colpevole. E lo è, in qualche modo. Ne ha lei stessa la folgorante rivelazione confessando di avere tradito in sogno il marito.

Qui il dramma ha ancora un guizzo, ma tardivo. Si era già spento prima, soffocato nelle sue spire artificiose, lasciando viva e lancinante soltanto l'angoscia, veramente esistenziale, che spinge il Daddi a confessare la sua colpa, anche a Giorgio, e a cercare nella rivoltella del marito offeso la propria punizione. Un colpo di pistola: dovrebbe esserne scossa ogni società che pone sullo stesso piano adulterio e omicidio, che concede a un sesso ciò che nega all'altro («La donna è un'altra cosa» urla Giorgio). Ma è un’impressione d'oggi: questi problemi erano estranei a Pirandello, preso com'era dai suoi dubbi metafisici nei quali qualcuno ha voluto ravvisare, non senza fraintendimenti, un riaccostamento alla religione cattolica.

La politica internazionale