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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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Anche il '67 sarà un anno pirandelliano. Si è appena ricordato il trentesimo anniversario della morte, ora ricorre il centenario della nascita. Ma Pirandello può fare a meno di celebrazioni, ormai è di casa sui nostri palcoscenici. E non ci s'accontenta delle sue opere più note. Lo Stabile di Genova, che già vanta un'esemplare edizione di Ciascuno a suo modo, ha messo in scena ieri sera al Carignano Non si sa come. È uno degli ultimi lavori di Pirandello, anzi l'ultimo rappresentato lui vivente, ma poi quasi mai ripreso.

Come altri drammi dello stesso periodo, Non si sa come ha avuto sinora rarissimi allestimenti sia perché Marta Abba, che ne custodisce i diritti, li concede soltanto a ragion veduta, sia perché si ritiene, non a torto, che esso appartenga a una fase di stanchezza, o di ripiegamento, della fantasia pirandelliana. Se questa ritroverà il colpo d'ala negli incompiuti Giganti della montagna, qui è ancora impastoiata da una smania quasi furibonda di ragionamenti. Senza volerlo, lo ammetteva l'autore stesso affermando che Non si sa come era il suo «lavoro più forte, certo quello che affronta il problema più grave: quello della volontà, della responsabilità» .

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