«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Nel suo Boris numero tre Sciostakovic ha scrupolosamente tenuto fede alle armonie di Mussorgski, travisate dalle professorali preoccupazioni di Rimski; ed ha ripristinato nella loro penetrante integrità quegli incisi che Rimski aveva offuscato, piegandoli alle consuetudini melodrammatiche del tempo. Quanto alla strumentazione — effettivo punto debole dell'originale mussorgskiano, e riscattato dal magistero di Rimski — Sciostakovic ha agito su prospettive individuali, con una punta di polemica anti-rimskiana e, più oltre, anti-wagneriana. Il suo strumento è nervosamente asciutto, stringato, ridotto all'essenziale, a tratti quasi cameristico. E lascia immutati i termini del dissidio storico tra le due precedenti versioni: difficilmente, il terzo Boris troverà le vie del repertorio.
Nella sequenza dei quadri questa edizione attinge alla primissima e inedita stesura del Boris, la capitale, drammatica scena – ignorata anche da Rimski – in cui l’innocente sulla piazza di Mosca, accusa lo zar di assassinio: scena che la censura zarista proibì, e che il teatro Bilscioi di Mosca, pur fedelissimo all’edizione di Rimski, ha ora nuovamente inserito. Per contropartita, pratiche quanto opinabili considerazioni di brevità hanno indotto a sopprimere, nello spettacolo di stasera, sia la scena tra Marina e il gesuita Rangoni, sia le pittoresche canzoni della nutrice nella sala del trono.
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