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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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Una vivace contesa spartisce da tempo in due opposte schiere musicologi ed appassionati: gli uni sostengono che a Rimski spetta il merito di aver reso meglio eseguibile e rappresentabile il Boris, scritto con mano inesperta dal pur geniale Mussorgski; gli altri opinano che Rimski ha gravemente deteriorato l'originale, secondo finalità accademiche e commerciali. La verità sta nel mezzo: e lo si constatò sin dalla primavera del '40, quando le rappresentazioni fiorentine appagarono l'attesa messianica, di cui il Boris primigenio appariva circonfuso.

Nel suo Boris numero tre Sciostakovic ha scrupolosamente tenuto fede alle armonie di Mussorgski, travisate dalle professorali preoccupazioni di Rimski; ed ha ripristinato nella loro penetrante integrità quegli incisi che Rimski aveva offuscato, piegandoli alle consuetudini melodrammatiche del tempo. Quanto alla strumentazione — effettivo punto debole dell'originale mussorgskiano, e riscattato dal magistero di Rimski — Sciostakovic ha agito su prospettive individuali, con una punta di polemica anti-rimskiana e, più oltre, anti-wagneriana. Il suo strumento è nervosamente asciutto, stringato, ridotto all'essenziale, a tratti quasi cameristico. E lascia immutati i termini del dissidio storico tra le due precedenti versioni: difficilmente, il terzo Boris troverà le vie del repertorio.

La politica internazionale