«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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A Londra, l'amicizia tra Lord Harewood e Patricia Tuckwell si approfondiva, riscaldata dai comuni interessi musicali. Poi. Miss Tuckwell diveniva segretaria del patrizio, assistendolo nelle sue innumerevoli attività culturali (egli è fra l'altro presidente della «British Italian Society» e sincero amico del nostro Paese). Con l'inizio del '64, Lady Harewood, consapevole ormai dei rapporti fra il marito e l'affascinante collaboratrice — lasciava il tetto coniugale portando con sé i tre figli, tutti maschi. Come rivelava il comunicato di ieri, nel luglio di quell'anno Patricia Tuckwell metteva al mondo, nella abitazione di Lord Harewood, un bambino, cui veniva imposto il nome Mark.
La presenza di questa creatura rende certa la concessione del divorzio a Lady Harewood. Qualche difficoltà potrebbe sorgere in seguito, perché, secondo una legge del 1772, Lord Harewood non potrebbe sposarsi senza il consenso della regina. Questo perché sono parenti, la madre di Harewood, morta lo scorso anno, era zia di Elisabetta. La regina, nella sua veste di capo della Chiesa anglicana, potrebbe essere costretta a negare l'approvazione: ma Lord Harewood potrebbe allora notificare il suo proposito al «Consiglio privato» dello Stato e sposarsi liberamente dopo un anno. Oggi, vari giornali chiedono la abrogazione dell'antica legge, che, come nell'attuale caso, può porre il sovrano in una difficile situazione.
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