;

«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

Scarica XML completo Vedi l'intero documento Cerca nel documento Struttura del documento


Ma, in genere, nessuno protesta: ogni gioco, si sa, comporta la sua parte di imprevisto. C'è una frasetta che è diventata un ritornello, è in voga da tre o quattro anni, fin da quando gli americani erano soltanto dei «consiglieri» e avevano, tra i sudvietnamiti, esclusivamente compiti di comando e di guida. Spesso, costringevano i «Governativi » a non rispondere alle provocazioni di quelli del Fronte, e qualcuno, magari, in un'imboscata, ci lasciava la pelle. «Sorry about that» diceva l'americano, scusami per quello che è successo. Da allora, sorry about that è diventato quasi il motto di questa «stupida guerra», come la chiamano i combattenti. Si dice quando ti mandano in avanscoperta, quando la tua artiglieria sbaglia calcolo e ti tira addosso, quando il tuo compagno muore, quando mamasan, il numero 10, ti imbroglia sulla tariffa, quando la fanciulla dagli occhi a mandorla è troppo avida di soldi e troppo parca di effusioni, quando il mondo è carogna: «Scusa per quello che è successo». Un po' di ironia aiuta. La prostituzione ha assunto, ed era impresa difficile, stante l'antichità dell'istituto, nuove forme; un giorno andando alla base di Bien Hoa, rimasi meravigliato dalla miriade di baracche che issavano lo stesso cartello: «Car wash», si lavano automobili. Poiché la motorizzazione ha raggiunto più che modesti traguardi, e si circola soprattutto in cyclos, traballanti carrozzini spinti da smilzi e volenterosi pedalatori, poiché questa è la patria delle lambrette e delle vespe, adibite a tutti gli usi, non capivo questa così diffusa necessità di nitore. «Raisonable price», prezzo ragionevole, aggiungevano alcuni, e infatti, con due o tremila lire, i conducenti di camion dell'U S. Army, potevano trovare un servizievole individuo che lucidava i parafanghi, e una sorridente signora disposta a rendere piacevole la sosta.

Tanto la 0 taxi-girl, che fa ballare lo shake ai militari in libera uscita, e accumula risparmi, come l'affarista, che va a spasso in Mercedes e apre conti nelle banche svizzere, versano il loro obolo ai vietcong, perché desiderano andare d'accordo con tutti. Il dollaro termina così una parte dell'avventuroso viaggio in Oriente.

La politica internazionale