«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Diremmo, anzi, il contrario, perché dà prova di straordinaria vitalità un teatro che va a cercare il proprio repertorio dove sa di trovarlo, ossia dove si è rivelato un certo numero di autori che interpretano le contraddizioni della nostra epoca. Saunders, Pinter, Osborne sono stati portati a Parigi quando avevano appena iniziato la loro carriera a Londra, da un giovane regista francese, Claude Régy, che era anche lui alle prime armi, e vi sono stati portati con una scelta di interpreti e con una fantasia di messinscena che ha superato spesso l'interpretazione originale inglese. Basta ricordare, a questo proposito, la eccezionale bravura di Delphine Seyrig e di Jean Rochefort in La prochaine fois je vous le chanterai di James Saunders all'Antoine.
Ed è proprio questa una delle ragioni che impediscono di dire che il teatro è in crisi in Francia: ci sono decine di teatri a Parigi, centinaia nelle province, e tutti, buono o cattivo che sia il loro repertorio, danno spettacoli eccellenti. Si tratti di Molière alla Comédie Francaise o di Zoo Story interpretato da Laurent Terzieff, di La dame de Chèz Maxim con Zizi Jeanmaire o di Grandeur et décadence de la ville de Mahagonny di Bertolt Brecht al Teatro Nazionale Popolare, recitazione e regia sono sempre di qualità superiore. Perfino le mediocri commedie di André Roussin e degli altri autori di boulevard, banali rifacimenti di trame vecchie di mezzo secolo, si possono qualche volta sopportare in virtù dell'ottima interpretazione.
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