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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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La stagione teatrale che finisce in questi giorni, a parte qualche riesumazione di opere classiche, da Racine a Feydeau, è stata dominata dai lavori dei giovani scrittori arrabbiati inglesi: Saunders, Pinter, Osborne. Nella stagione precedente, invece, erano stati alcuni giovani commediografi americani, come Edward Albee, che avevano avuto la parte migliore sulle scene parigine. Dovremmo allora concludere che c'è crisi nel teatro di Francia?

Diremmo, anzi, il contrario, perché dà prova di straordinaria vitalità un teatro che va a cercare il proprio repertorio dove sa di trovarlo, ossia dove si è rivelato un certo numero di autori che interpretano le contraddizioni della nostra epoca. Saunders, Pinter, Osborne sono stati portati a Parigi quando avevano appena iniziato la loro carriera a Londra, da un giovane regista francese, Claude Régy, che era anche lui alle prime armi, e vi sono stati portati con una scelta di interpreti e con una fantasia di messinscena che ha superato spesso l'interpretazione originale inglese. Basta ricordare, a questo proposito, la eccezionale bravura di Delphine Seyrig e di Jean Rochefort in La prochaine fois je vous le chanterai di James Saunders all'Antoine.

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