«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Di che cosa dispongono i parroci per vivere? C'è anzitutto la «congrua» cioè il contributo statale se i loro Introiti non raggiungono il mezzo milione annuo. L'integrazione non spetta quindi a chi dispone già di questo cespite e comunque non supera mai le 35 mila lire mensili corrisposte ai preti privi di qualsiasi altra entrata.
Con 35 mila lire il parroco deve provvedere a sé e a tutto quanto occorre per la chiesa. All'assegno (decurtato delle marchette per la Previdenza, se a 70 anni vorrà avere una povera pensione e finalmente la mutua) si aggiungono i «diritti di stola», che sono le tariffe pagate dai parrocchiani per funerali e matrimoni. Infine c'è l'Introito delle Messe di suffragio e la carità della gente che, non sempre, si fa carico delle condizioni del parroco. Il quale dovrebbe anche mantenere il sacrestano (che esige da solo uno stipendio tra le 35 e le 50 mila lire) e la perpetua.
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