«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Un lettore ci scrive: «Leggo che a Roma è stato bandito dall'lnps un concorso per l'assunzione di ben 700 impiegati di ruolo. Dato che questo Ente ha un bilancio largamente deficitario (quest'anno pare che il passivo si aggiri sui 350 miliardi) mi parrebbe doveroso che il nostro governo intervenisse presso gli alti dirigenti dell'lnps (superpagati, superpensionati, superliquidati) invitandoli a sospendere ogni nuova assunzione di personale o ad adottare una rigida politica di economie. In concreto, come primi provvedimenti, suggerirei: — obbligare il personale In servizio ad una maggiore assiduità sul lavoro; — abolire le "ore straordinarie" durante le quali viene effettuato il lavoro che potrebbe essere invece eseguito senza alcun sacrificio durante l'orario d'ufficio: — fare in modo che il cosiddetto "premio di operosità" (ironia dei termini!) sia elargito soltanto a quei pochissimi che per rendimento e disciplina lo meritano; — negli uffici di Roma la prima ora è dedicata alla lettura del giornale; alle 9 il personale si reca al bar per il caffè, alle 11 nuovamente al bar per uno spuntino o per l'aperitivo. Tutto questo nelle aziende private non accade: Imporre pertanto un'adeguata disciplina; — ridurre l'organico eliminando gradualmente i poltroni, gli inetti ed i profittatori che, oltre a tutto, sono di cattivo esempio per la parte sana del personale. L'Intervento, che invoco, del governo mi pare doveroso perché è lo Stato (ossia noi poveri contribuenti) che è chiamato a sanare i deficit di questi deleteri centri di potere che sono divenuti gli Enti parastatali; mentre penso di aver diritto di esporre queste mie idee in qualità di buon contribuente e per aver operosamente lavorato oltre 40 anni in aziende bancarie di importanza nazionale ove il rendimento e la disciplina sul lavoro vengono giustamente pretesi. Sono vostro abbonato da oltre un quarantennio.
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