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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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Il dramma è avvenuto ieri mattina. Il Rosso, che abita in via Cordero di Pamparato 6 con la moglie, prof. Ada Cresto – insegnante di lettere alla media Nigra – da quattro anni era capostazione principale allo scalo ferroviario di San Paolo, dopo aver prestato servizio al quadrivio Zappata. Ma nell’ottobre scorso aveva dovuto sospendere l’attività per motivi di salute: depressione psichica. Dopo Natale si era trasferito con la moglie a Chiusa di San Michele, in Val di Susa, dove i genitori – Giovanni, 80 anni, e Maria Lanfranco, di 76 – possiedono una casetta. Il cambiamento d’aria e la vicinanza dei familiari sembravano aver alleviato i disturbi del Rosso, che consistevano specialmente in una tormentosa insonnia.

Ieri mattina il capostazione non si era alzato all’ora solita, pur non manifestando un particolare stato d’animo. Anzi, sembrava più allegro. La moglie gli portò la colazione, poi scese al pianterreno per correggere i temi degli allievi e tener compagnia ai suoceri. Alle 12.30 la professoressa salì al primo piano per chiedere al marito se desiderasse qualcosa. Lo trovò esanime sul letto intriso di sangue. Per terra, sul tappeto, c’era una pistola calibro 6.35: il proiettile, entrato dalla tempia sinistra, aveva trapassato la massa cerebrale ed era andato a conficcarsi in una parete. Né la moglie né i genitori del capostazione avevano udito lo sparo: è probabile che, per attutire la detonazione, l’uomo abbia tenuto la testa sotto le coperte.

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