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«La Stampa» 2 (04/01/1967)

Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali

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Anche ieri i vigili del fuoco hanno scandagliato il Po per cercare il corpo di Renata Visconti, ma senza trovarlo. Per tutto il giorno la madre si è disperata e ha pianto: «Non la vedrò mai più» . L'altro ieri, quando le avevano detto che si temeva che la figlia si fosse tolta la vita, si era ribellata alla notizia: «Non è vero. Renata è felice, non ha nessun motivo per uccidersi». Le avevano mostrato il biglietto della ragazza: «Non cercatemi. Mi sono buttata nel Po. Odio vivere».

Non soltanto la madre, ma tutti credevano che Renata fosse felice e non avesse preoccupazioni. Aveva 19 anni ed era graziosa. Cameriera presso un'ottima famiglia, era trattata con affetto. Le piaceva la città, e non sentiva troppo la nostalgia per il paese, Morabaruzzo. Vi andava per le ferie, a Natale portava qualche regalo alla madre e ai fratellini. Gentile, suscitava subito simpatia, sembrava una ragazza senza problemi. Era fidanzata con Paolo Rosas, 22 anni, che abita in una pensione di via Silvio Pellico 5, operaio. Uscivano assieme due, tre volte la settimana: al cinema o a ballare. Poi, lui era andato militare e lei lo aveva aspettato. Il Rosas è ritornato a Torino lo scorso agosto. «Ci siamo rivisti — dice — siamo usciti ancora assieme, ma non parlavamo di sposarci. Forse ora eravamo più amici che innamorati».

La politica internazionale