«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Vista sotto questo angolo, la vita di Ruby appare come un seguito di errori di cui l'ultimo è stato gigantesco e catastrofico: aver ucciso Oswald non lo ha trasformato agli occhi del mondo in un eroe, nel vendicatore di Jacqueline e di Caroline Kennedy, ma ha fatto invece di lui l'uomo più sospettato d'America. Ha passato gli ultimi mesi della sua vita negando di aver mai conosciuto Oswald, d'aver mai conosciuto Tippit, il poliziotto ucciso da Oswald, asserendo d'essere riuscito ad entrare nel posto di polizia di Dallas per una serie di circostanze fortunate e non grazie alla complicità di qualche poliziotto. A due riprese ha chiesto anche di essere sottoposto a un test con la macchina della verità, ma la sua richiesta non è mai stata accolta.
La difficoltà della sua situazione e l'interesse che il suo secondo processo avrebbero potuto avere si spiegano facilmente: sono state avanzate da varie parti teorie per spiegare l'uccisione di Kennedy con un complotto. Queste teorie oggi — a differenza di quanto avveniva tre anni fa — vengono ampiamente riportate dai giornali americani, anche se non condivise dai più seri. In ognuna di esse il ruolo di Ruby è sempre quello del sicario incaricato di impedire a Oswald o di discolparsi o di rivelare le cose che sapeva.
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