«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Secondo il rapporto Warren Jack Ruby era un uomo profondamente alienato dalla società in cui viveva e con alle spalle un passato di fallimenti e di miseria. Per lui, secondo questa interpretazione, uccidere Oswald è stato un atto di violenza gratuito, compiuto a prescindere da ogni considerazione di interesse personale, un modo estremo e pazzesco per assumere — Jack Ruby, un gangsterino violento e sfortunato, disprezzato più o meno da quanti lo conoscevano — la parte di un eroe.
Ruby ha spiegato lo stato d'animo in cui si trovava quando seppe dell'uccisione ili Kennedy a varie riprese e a modo suo eloquentemente. Ha detto di non riuscire a sopportare l'idea che Jacqueline Kennedy tornasse a Dallas per rivivere l'orrore dell'uccisione del marito, come testimone nel processo contro Oswald. Ha detto di aver quasi perso la ragione pensando alla figlia di Kennedy, Caroline, rimasta senza il padre. Ha detto che il giorno della morte di Kennedy era talmente angosciato da «non riuscire a smetter e di piangere».
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