«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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La Cina sta attraversando una crisi di estremismo, che avrà anche la sua ragione, ma rimane sempre potenzialmente pericolosa, specie se collegata alla rapidissima ascesa di Pechino nel rango nucleare. L'America e la Russia, che Pechino colloca, rispettivamente, tra gli «aggressori imperialisti» e i «traditori revisionisti», a loro volta si sentono minacciate dalla Cina; e si comportano come se veramente fosse operante la collusione sovietico-americana denunciata dai cinesi. È innegabile, infatti, l’esistenza della «tacita intesa» fra Mosca e Washington: molto tacita, però, ed entro limiti assai ristretti.
La guerra del Vietnam impedisce all'Unione Sovietica di varcare questi limiti; e cosi rimane paralizzata quella distensione che si era incamminata ai tempi di Kennedy e di Kruscev, e che tuttora è la grande speranza della pace mondiale. Il contraccolpo più rilevante delle preoccupazioni asiatiche di Mosca e Washington si fa sentire in Europa, dove ambedue le super-potenze desiderano avere un retroterra sicuro e tranquillo. La situazione, in sé, sarebbe ottima; ed ottima pure la conseguenza, ossia che gli europei tutti, occidentali ed orientali, dovrebbero prendere in mano i propri interessi, naturalmente non ignorando il ruolo capitale che spetta sempre alla Russia e all'America.
La politica internazionale
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