«La Stampa» 2 (04/01/1967)
Autore: AA. VV. - Editore: Italiana Editrice S.p.A. - Anno: 1967 - Categoria: giornali
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Thant l'ha detto con serena e forte semplicità: «Una nazione potente come gli Stati Uniti dovrebbe prendere l'iniziativa nella ricerca della pace e dimostrare uno spirito illuminato e umanitario» . Ed ha aggiunto che gli Stati Uniti sono in una posizione tale da potersi permettere una azione che ponga termine all'estensione e all'intensificazione della guerra, «sì da rovesciare la marea nel senso della pace» . Washington però, anche se aspira alla pace, non la intende nel senso di Thant; perciò ha riconfermato immediatamente, il 31 dicembre, la propria posizione, cioè che non cesserà i bombardamenti senza una contropartita, la riduzione delle attività militari del Vietnam Settentrionale.
Siamo così in una posizione bloccata, sul piano militare e su quello politico: nessuna delle due parti può vincere o perdere la guerra, nessuna è disposta a muoversi verso un compromesso. Il danno diretto lo subisce il popolo vietnamita, che continua ad essere martirizzato, fino a venire minacciato — come ripete Thant — nella propria identità e sopravvivenza. Ma un danno non meno grave è sopportato dall'intera situazione internazionale, per gli inevitabili riflessi del conflitto vietnamita sui rapporti tra le Grandi Potenze.
La politica internazionale
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