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ABRAKADABRA STORIA DELL'AVVENIRE

Autore: Ghislanzoni, Antonio - Editore: A. BRIGOLA e C. EDITORI - Anno: 1884 - Categoria: letteratura

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All'alzarsi del sipario, tutti i palchi erano stipati di spettatori. Solo il palco al numero sette di prima fila si vedeva coperto dal riparatore(26),

ed era ovvio, il supporre che dietro quello si nascondeva la cinica figura dell'ex-capo di Sorveglianza. Il dramma non era che una indigesta e gaglioffa parodia dell'avvenimento della giornata, colle solite invettive ai consorti, ai tiranni, agli uomini della reazione. Abilmente riprodotti a mezzo delle maschere guttaperche sfilavano sulla scena i principali attori del dramma cittadino. Il Gran Proposto e il Barone Torresani ricomparivano in ogni atto per raccogliere le invettive del palco scenico, e quelle più irriverenti e chiassose della platea. La produzione sortì l'esito che era da attendersi: fanatismo completo ... Ma al momento in cui gli autori comparivano per la ducentesima volta al proscenio, il velario riparatore che copriva il palco numero sette si alzò improvvisamente, mettendo allo scoperto la sarcastica figura del Torresani. - Signori e signore! - gridò il barone colla sua voce rantolosa e vibrata; - abbiate la compiacenza di fermarvi un istante per ascoltare la protesta di un libero cittadino! Tutti gli sguardi si volsero al palco di prima fila, e i cinquantamila spettatori ammutirono come un sol muto. - Signori e signore - riprese il Torresani nel generale silenzio; - nella mia qualità di ex-ministro di Sorveglianza pubblica io non poteva attendermi dagli autori del nuovo dramma delle allusioni o delle apostrofi gentili. A queste non intendo rispondere; io le ho ascoltate con indicibile compiacenza, le ho raccolte come un glorioso attestato di onoratezza. L'onore di un Capo di Sorveglianza, o altrimenti Questore, è posto sotto la salvaguardia dell'odio generale, ed io mi glorio di essere esecrato. Ciò che mi preme rettificare è una circostanza storica del dramma, la quale, se fosse accolta come veritiera, mi pregiudicherebbe grandemente sotto l'aspetto finanziario. Nell'ultimo atto, l'autore si è piaciuto di farmi appiccare ad un fico. Come vedete, io non mi sono appiccato, e vi giuro che non intendo appiccarmi. Ma in quella vece aprirò domani un grandioso negozio di salumeria in via dei Ghiotti al numero 10. Colgo questa occasione per fare un po' di réclame al mio Stabilimento, e augurando a tutti il miglior appetito, vi abbasso le mie salutazioni più affettuose. - No! no! - grida una voce dalla platea; - nessun cittadino onesto metterà il piede nel tuo negozio; nessun onesto mangerà il salame della questura! - Mi importa assai degli onesti! - mormora il Torresani riabbassando il velario riparatore. - Purché i ladri onorino la mia bottega, in due mesi diverrò milionario. Così parlando, il sarcastico vecchietto sovrappose al proprio volto una maschera-guttaperca al sembiante del drammaturgo Scalvoni, e lanciandosi destramente nell'atrio, si fece largo tra la folla plaudente fino alla volante che lo attendeva sulla piazza. Lasciamo che egli se ne vada pe' fatti suoi, e poniamoci sulle orme di altri personaggi più meritevoli e simpatici.

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