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ABRAKADABRA STORIA DELL'AVVENIRE

Autore: Ghislanzoni, Antonio - Editore: A. BRIGOLA e C. EDITORI - Anno: 1884 - Categoria: letteratura

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Se quella notte fu lunga ed angosciosa per l'Albani, ciascuno di leggieri comprende che anche il Gran Proposto Berretta e il Capo di Sorveglianza Torresani non dormirono sovra un letto di rose. Quanto alla buona e sensibile Fidelia, basti sapere ch'ella vegliò fino all'alba in lacrime e preghiere. Chi all'indomani apparve più rassicurato e fidente, fu l'Albani. Nella propria coscienza egli aveva attinto il coraggio; se qualche cosa gli rimaneva ancora a temere dalla malvagità degli uomini o dalla soperchieria dei potenti, pur si sentiva agguerrito alla lotta dalla propria rettitudine e dalla inesorabilità della legge. Serena la fronte e l'occhio infiammato di febbrile impazienza, egli uscì dalla villa, e dopo aver errato alcun tempo nei quartieri più popolosi della città, si diresse verso il palazzo di Giustizia Civile La sala del Consiglio si apriva nelle ore pomeridiane, al principiare dei crepuscoli. Quando l'Albani comparve alla piccola Tribuna degli appellanti, i trecento anziani già occupavano le scranne dell'Emiciclo. I cinque Seniori, ai quali spettava esclusivamente il diritto di interrogare e di discutere, già avevano compiuto l'esame dei molti documenti ammucchiati sulla tavola. Il Gran Proposto Berretta, calmo in apparenza, ma in cuore vivamente preoccupato, era assiso, colla testa raccolta fra le mani, alla tribuna di ragione All'apparire dell'Albani, si riscosse, alzò gli occhi, ma non ardì sostenere il lampo di uno sguardo che pareva sfidarlo. I quattro compartimenti dell'anfiteatro superiore frattanto si inondavano di una folla di curiosi, avida di emozioni. Un dibattimento nel quale dovevano trovarsi di fronte due grandi notabilità della famiglia, il Proposto Terzo Berretta e il celebre inventore della pioggia artifiziale Redento Albani doveva naturalmente destare nella moltitudine il più vivo interesse. La vertenza offriva altresì una speciale attrattiva ai malcontenti di tutte le classi, ai nullabbienti, ai federati dei partiti estremi, nemici naturali di ogni autorità costituita, bramosi di scandali e impazienti di lotte. Allo scoccare dell'ora settima, il Presidente temporaneo degli Anziani annunziò l'apertura del dibattimento. Tutti i labbri ammutirono. Tutti gli sguardi si volgerò al Seniore Inquirente che dal suo seggio elevato ripetè quattro volte il nome del Gran Proposto Questi a sua volta si levò in piedi. - Cittadino Berretta - tuonò la voce dell'Inquirente - la legge ti interroga, la famiglia ti ascolta e Dio ti vede nel cuore(20).

Perchè hai tu posto il veto alla petizione di matrimonio civile inoltrata dal fratello Primo Albani in favore di Fidelia tua figlia? - Nella mia qualità di Supremo Magistrato dell'Olona - risponde il Gran Proposto con voce commossa - sento che la più rigida osservanza delle leggi mi è sacro dovere. L'Albani ha violato la legge di dilazione; nella notte del 27 settembre, egli venne a Milano furtivamente e si intrattenne parecchie ore nei giardini della Villa Paradiso. - È falso! - urlò l'Albani balzando in piedi coll'impeto del suo ardente carattere. E quel grido dell'anima concitata destò nella sala un eco tumultuoso. Il Gran Proposto si fece pallido in viso. - Cittadino Albani - riprese l'Anziano Inquirente - moderate i vostri impeti che a nulla giovano, se non forse a pregiudicarvi, quando in vostro favore non intercedano le irresistibili prove del fatto. Il cittadino Berretta ha recato sul banco della giustizia dei gravi documenti che appoggiano la sua asserzione, e noi, col vostro beneplacito, ne daremo contezza a quanti ci ascoltano. - Si leggano i documenti! - rispose l'Albani assidendosi e chinando la testa fra le mani. Al cominciare della lettura, l'attesa del pubblico era solenne e imponente il silenzio; ma appena il nome dell'ex barone Torresani autore del rapporto segreto risuonò nella sala, insorse da ogni parte un mormorio sinistro e provocante. Un Capo di sorveglianza pubblica non era meno detestato sotto il fraterno regime della Unione, che nol fossero un secolo addietro un prefetto di polizia od un questore. L'Albani, che ascoltava con angoscia impaziente, appena fu esaurita la lettura di quel primo documento, si rialzò dal suo seggio, e tutti notarono con meraviglia come il di lui volto, poco dianzi allibito dalla collera, esprimesse calma e fiducia. - Onorevoli Seniori, onorevoli Anziani, onorevolissimi cittadini e fratelli - parlò l'Albani con ferma voce - i voti del mio cuore sono appagati, ciò che io ardentemente desiderava si è avverato; il rapporto del cittadino Torresani mi apre l'unica via sulla quale mi sarà dato di raccogliere a mia giustificazione delle prove assolute. In detto rapporto si afferma che nei giardini della Villa Paradiso io mi trattenni colla figlia del Gran Proposto, Orbene: se il padre di Fidelia acconsente, io eleggo a termine impreteribile di assoluzione o di condanna, la pubblica testimonianza di quell'angelo di luce e di bontà, di quella santa creatura, inaccessibile alla menzogna, che porta il nome di Fidelia ... Il suo verdetto mi sarà sacro, ed io mi appresto ad ascoltarlo col sorriso nel volto e colla fede nel cuore. L'Albani guardava fissamente il Gran Proposto, ma nessun segno di turbamento o di esitazione appariva su quella fronte marmorea. Quel vecchio non poteva aver scrupoli né rimorsi in presenza de' suoi istinti di padre; quel magistrato si sentiva agguerrito dalla coscienza del vero. Prima che l'Anziano Inquirente gli ripetesse, come d'uso, la proposta dell'avversario civile, il Berretta si levò in piedi profferendo queste due semplici parole: «accetto la testimonianza di mia figlia come termine impreteribile venga Fidelia!» La figlia del Gran Proposto non era lungi. Gli Anziani, prevedendo l'incidente, l'avevano chiamata al giudizio, e la giovinetta, circondata dalle amiche, attendeva l'appello della matrona legale nella sala di aspetto riservata alle fanciulle. Nel di lei volto non appariva alcun segno delle interne agitazioni: ma quella calma sgomentava le amiche, e la buona Speranza ne era siffattamente allarmata che a stento reprimeva i singulti. Al primo appello della matrona, Fidelia si levò in piedi e appoggiata al braccio delle amiche, la persona castamente avvolta nel peplo mattutino si diresse verso la porticella che metteva alla tribuna. Quella apparizione destò nella sala un mormorio di simpatia. I Seniori e gli Anziani si scopersero il capo, Il Gran Proposto e l'Albani rimasero al loro posto come impietriti. Sì l'uno che l'altro furono investiti da un tremito che pareva un presagio. Gli occhi di Fidelia. eretti al cielo, si irradiavano tratto tratto di una luce fosforescente. - Abbassate la reticella vitrea!(21)

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