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ABRAKADABRA STORIA DELL'AVVENIRE

Autore: Ghislanzoni, Antonio - Editore: A. BRIGOLA e C. EDITORI - Anno: 1884 - Categoria: letteratura

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venne a riferirgli che una volante di terzo ordine già da parecchi giorni stazionava al disopra della città, mantenendosi ancorata ad una elevatezza molto sospetta. Quella volante, a dire dell'esploratore, presentava una struttura singolarissima. Il gran pallone, di colore azzurrognolo, diafano, terso come cristallo, rifletteva siffattamente la tinta atmosferica, che in quella si fondeva, si smarriva, rendendosi quasi impercettibile. La navicella era chiusa, immobili le ruote, la coda timoniera costantemente abbassata; non sibilo, non fumo, nessun indizio che il cavo contenesse degli abitatori. Più volte l'esploratore aveva veduto una gondola cittadina elevarsi in quella direzione, e poi disparire, come se il grande veicolo l'avesse assorbita. Queste ascensioni erano avvenute ad ora molto avanzata della notte, e la gondola cittadina, in onta alle prescrizioni, si era slanciata nell'aria a fanali spenti. L'esploratore due o tre volte si era provato ad inseguirla, ma al momento di raggiungerla, improvvisamente il suo chatvue si era annebbiato, e le ruotelle del suo brik aveano preso a girare in senso retrogrado. Il vecchio Torresani ascoltò la relazione del suo subalterno senza dar segno di meraviglia. Uscì dal gabinetto, accennò all'altro di seguirlo, e tutti due salirono sulla gran torre che dominava l'intera città. Quivi giunti, il Capo di Sorveglianza avvicinossi ad un immenso aereoscopio,

e volgendosi all'esploratore: - sai tu indicarmi - gli disse - in qual punto stazioni la nave sospetta? - Tirate una retta fra Venere e Marte; dividetela in otto sezioni perfettamente uguali; alla quinta metà dell'ultima sezione d'ovest, abbassate un triangolo, e al lato a, b, c. troverete la nave. - Sta bene! - mormorò il Torresani incurvato sotto il poderoso cannocchiale. In quel momento il vecchio Capo di Sorveglianza somigliava ad un ragno, e parlava con voce chioccia, com'egli temesse di essere udito al di sopra delle nuvole. - Ecco! appunto una nave di terzo ordine a distanza di mille e novecento metri ... Presto! ... Applichiamo alla lente la nostra camera oscura ... fotografiamo! ... Ah! La nave si muove ... ! Mutano di posto ... ! se ne vanno! ... Via! non serve correr tanto, signori miei! Vi ho conosciuti, vi conosco ... - Che! ... a tanta distanza, voi avete potuto riconoscere le persone che sono là dentro! - esclamò il subalterno spalancando due grossi occhi da imbecille. Il Torresani gettò su lui uno sguardo pieno di sarcasmo e di commiserazione. - E tu, imbecille, non hai ancora capito che razza di gente sia quella, che mostra tanta paura del nostro cannocchiale? - Gente sospetta ... capisco anch'io ... - balbettò il subalterno colla persuasione d'aver fatto una grande scoperta. - Ah! quei signori tu li chiami gente sospetta, imbecille! Di' piuttosto canaglia della peggior specie, furfanti, bricconi, ladri, barattieri, e ignoranti, presuntuosi, che credono sottrarsi al rigore della legge ... che pretendono corbellare il vecchio Torresani!.., Presto! ... Scendiamo abbasso, lumacone! ... Lascia in pace quel l'ordigno maledetto ... Dire che i primati dell'ottica non hanno ancora trovato il modo di fornirci un aereoscopio, che si possa nascondere fra i polpastrelli delle dita ... Non importa! Abbiamo altre risorse ... I birboni della scienza favoriscono le ladrerie e le truffe: ma fortunatamente ci porgono mille mezzi per discoprirle e punirle ... C'è progresso da ambe le parti, signori garbatissimi! Peccato che gli statuti dell'Unione non ci permettano di violentare i cittadini! ... Le manette, la prigione, la forca, quelli erano espedienti efficacissimi per tutelare l'ordine pubblico! ... Nondimeno, parola da Torresani, fra pochi minuti io farò vedere a quei pirati di alto cielo, che anche noi siamo in grado di far rispettare le leggi e di imporre alla canaglia! ... Così parlando, il Capo di Sorveglianza giunse nella sala di diramazione, dove, appena entrato, fece scattare una molla, la quale, per varii fili elettrici, era in comunicazione coi principali dipartimenti del palazzo. Le pareti oscillarono, e dopo alcuni minuti, si apersero nei quattro lati della sala parecchie porticelle numerizzate, e a ciascuna porticella affacciossi un individuo, portante la divisa dei subalterni di sorveglianza. Il Torresani salì sovra un pulpito e prese a diramare i suoi ordini. - Numero uno: convocare i duecento nella sala di magnetismo, e arrestare nel termine di dieci minuti la nave sospetta. - Numero due: recarsi da Duroni, e far ritrarre la nave in ventiquattro copie, dodici a fotografia colorata, dodici a fotografia ponderabile.

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