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ABRAKADABRA STORIA DELL'AVVENIRE

Autore: Ghislanzoni, Antonio - Editore: A. BRIGOLA e C. EDITORI - Anno: 1884 - Categoria: letteratura

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Il Torresani, dopo il suo abboccamento col Gran Proposto, si recò all'Uffizio di Sorveglianza per procedere senza ritardo alle operazioni richieste dal caso. Il suo zelo fu adeguato alla importanza della missione; ma forse egli non sarebbe riuscito ad appagare pienamente i desideri del suo superiore, se la fortuna non lo avesse singolarmente favorito. Erano trascorsi quindici giorni dacché l'Albani aveva lasciato Milano per recarsi a Costantinopoli e quindi a Pietroburgo, e il Torresani, che aveva mandato sulle sue tracce una mezza dozzina de' suoi segugi più fidati per spiare ogni sua azione, ogni suo movimento, non aveva ancora ricevuto alcun dispaccio soddisfacente. Il vecchio Capo di Sorveglianza già cominciava a dubitare della buona riuscita del suo piano strategico, quando un incidente, che a prima giunta non pareva avere alcun rapporto coll'affare che tanto gli stava a cuore, venne inaspettatamente in suo soccorso. Una mattina, mentre il Torresani se ne stava, come al solito, nel suo gabinetto, a decifrare i dispacci arrivati nella notte, un esploratore di alto cielo

venne a riferirgli che una volante di terzo ordine già da parecchi giorni stazionava al disopra della città, mantenendosi ancorata ad una elevatezza molto sospetta. Quella volante, a dire dell'esploratore, presentava una struttura singolarissima. Il gran pallone, di colore azzurrognolo, diafano, terso come cristallo, rifletteva siffattamente la tinta atmosferica, che in quella si fondeva, si smarriva, rendendosi quasi impercettibile. La navicella era chiusa, immobili le ruote, la coda timoniera costantemente abbassata; non sibilo, non fumo, nessun indizio che il cavo contenesse degli abitatori. Più volte l'esploratore aveva veduto una gondola cittadina elevarsi in quella direzione, e poi disparire, come se il grande veicolo l'avesse assorbita. Queste ascensioni erano avvenute ad ora molto avanzata della notte, e la gondola cittadina, in onta alle prescrizioni, si era slanciata nell'aria a fanali spenti. L'esploratore due o tre volte si era provato ad inseguirla, ma al momento di raggiungerla, improvvisamente il suo chatvue si era annebbiato, e le ruotelle del suo brik aveano preso a girare in senso retrogrado. Il vecchio Torresani ascoltò la relazione del suo subalterno senza dar segno di meraviglia. Uscì dal gabinetto, accennò all'altro di seguirlo, e tutti due salirono sulla gran torre che dominava l'intera città. Quivi giunti, il Capo di Sorveglianza avvicinossi ad un immenso aereoscopio,

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