ABRAKADABRA STORIA DELL'AVVENIRE
Autore: Ghislanzoni, Antonio - Editore: A. BRIGOLA e C. EDITORI - Anno: 1884 - Categoria: letteratura
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e dopo alcuni minuti di esplorazione, diede moto a' suoi meccanismi, e scese rapidamente nella via di Riparazione, toccando terra presso la casa che gli era stata indicata. Il giovane balzò dai cuscini, ed entrò nella casa senza dir motto al conduttore. Questi riprese l'alto colla sua gondola, e ristette sopra la porta ad aspettare che quegli uscisse. L'Albani attraversò rapidamente la galleria terrena, o piuttosto un viale di rose d'ogni colore e fragranza, rischiarato da una luce artifiziale, in cui parevano fondersi il raggio melanconico della luna e il vivace candore del mattino. Ad incontrarlo mosse una donna vestita di tunica bianca, le chiome raccolte in una reticella di perle e di topazi, splendenti come foglie irrorate dal mattino. La tunica, chiusa sul petto da una croce di diamanti, scendeva con ricca onda di pieghe fino all'estremo dello stivaletto. Senza cintura, senza ornamenti. Lo splendore dello sguardo, il vermiglio delle labbra, l'ebano delle chiome, rivelavano la donna sotto la effige dell'angelo. - Che cercate, o fratello, nella casa di benedizione? - chiese la donna all'Albani con soavissimo accento. - Io cerco - rispose il giovane con voce commossa. - io cerco il predicatore dell'evangelo, che fra i ministri porta il nome di fratello consolatore. - Il ministro è assente - disse la donna - ma egli sarà di ritorno fra poco. Noi dobbiamo uscire insieme per assistere ad una cerimonia nuziale, che deve compiersi prima di mezzanotte in un quartiere alquanto discosto dal nostro. - Una cerimonia nuziale prima di mezzanotte! - esclamò il giovane radiante di gioia ... - Dunque ... sarebbe vero? ... Fidelia avrebbe acconsentito? ... - Fidelia! ... Il nome che voi profferite - disse la donna - mi dà a conoscere il vostro ... Voi siete l'Albani ... il fidanzato della mia sorella d'amore! ... Venite! ... Affrettiamo gl'istanti della consolazione, perocché sulla terra i dolori sono sempre imminenti ... La vostra fidanzata è là, nell'intimo sacrario del ministro, ad attendere quell'ora che voi avete prevenuta coll'impaziente desiderio. Così parlando, la sposa del ministro prese per mano l'Albani e lo introdusse in una rotonda scolpita nell'alabastro, dove, sovra un divano coperto di bianchi drappi, sedeva la figlia del Gran Proposto. L'Albani, al primo vederla, la credette una statua. Ma le candide forme erano animate, la statua levossi in piedi, e sciolse la voce: - Amico! fratello! - esclamò Fidelia coll'accento della più viva commozione. - E tu pure hai indovinato la strada più breve per toccare la meta! I nostri cuori si attraggono! L'Albani non potè profferire parola, e cadde alle ginocchia di Fidelia. - Poiché l'istinto del bene vi ha qui riuniti innanzi l'ora prefissa - parlò la sposa del ministro - noi compiremo la cerimonia in questo luogo. Fratello Consolatore sarà qui fra pochi minuti; ma i minuti dell'uomo benefico sono preziosi agli infelici, e noi che respiriamo la gioia, non dobbiamo usurpare i diritti del dolore. Prima che il ministro ritorni, noi possiamo dar passo ai preliminari della vostra unione spirituale Innanzi tutto, voi dovete adempiere al dovere di confessione, a quel sacro dovere, che ora non vuolsi più considerare, come ai tempi del pervertimento curiale, una formalità ripugnante ed assurda, ma sibbene un attestato di reciproca fiducia necessaria a guarentire la vostra pace avvenire; io vi lascio, o figliuoli! Quando la vostra confessione sarà compiuta, io verrò qui, col ministro, a benedire i vostri legami di spirito! La sacerdotessa pose la mano di Fidelia in quella del suo giovane fidanzato, e uscì dalla rotonda. Allora l'Albani, rimanendo genuflesso, la mano di Fidelia stretta alle labbra, cominciò la sua confessione: - Oh sì! Una santa istituzione è codesta, che ci obbliga a rivelare tutte le nostre debolezze, tutte le nostre colpe, prima che il giuramento d'amore sia profferito. Due cuori non possono amarsi davvero se prima non si conoscano. Miserabile quell'uomo che pretende affermare la fede della sua compagna colla dissimulazione e coll'inganno! Ed era la mia una immensa stoltezza di affidarmi ai rigori delle leggi umane perché tu avessi ad ignorare il triste mistero del mio passato. A te dunque, o giovinetta, che mi rivelasti il divino istinto del perdono; a te, che assumendo la missione dell'angelo, hai steso la mano al caduto per redimerlo dalla vergogna e dai rimorsi, io narrerò quella orribile istoria ... - No! ... basta! - interruppe Fidelia con un leggiero brivido di terrore - la confessione non è obbligatoria. Io posso dispensarti dall'accusare le tue colpe, prevenendoti col mio perdono. La donna che si consacra ad un uomo per tutta la vita, non solo deve assolvere il di lui passato, ma anche il di lui avvenire. In ciò la donna è più sublime di Dio! Così parlando, Fidelia chinò le labbra sulla fronte infuocata, dell'Albani, e vi ristette con un lungo bacio. Poi ella fece un movimento per levarsi in piedi e cedere il suo posto al giovane, che tuttavia rimaneva inginocchiato. - Mio fidanzato, mio fratello d'amore - riprese Fidelia con dolcissimo accento - dispensandoti dalla confessione io mi sono prevalsa di un mio diritto, ma non intendo perciò esonerarmi da' miei doveri. Al contrario, io ti prego di acconsentirmi questo sfogo dell'anima che la legge mi impone, perocché io sappia che l'uomo non può gustare, nelle braccia di una donna, tutta intera la voluttà dell'amore, quand'egli non sia ben certo che questa donna non abbia mai appartenuto ad alcuno ... - E potrei io dubitare della tua illibatezza? - esclamò l'Albani trattenendo la giovinetta con dolce violenza. - Tutta la tua vita si riflette nel tuo purissimo sguardo. Nella freschezza delle tue mani, nella fragranza del tuo alito, nelle caste pieghe dei lini che disegnano le tue membra, io respiro la vergine, indovino una limpida fonte, a cui nessuno ha mai portato le labbra! La legge mi comanda di proferire a mia volta la parola perdono; ed io, per obbedire a questa legge, ti perdono la sola colpa che in te riconosco, quella di aver amato un uomo immeritevole di possederti. I due fidanzati, nell'estasi di un lungo abbracciamento, non si accorsero che la porta si era aperta, che non erano più soli. Speranza e fratello Consolatore entrarono nella rotonda. Il ministro si accostò al due amanti per compiere la cerimonia dell'unione spirituale colla formola prescritta dai canoni religiosi. - Io ti amo e ti amerò sempre! - disse l'Albani - mentre il sacerdote univa la sua mano a quella di Fidelia. La giovinetta replicò la promessa con tremula voce. E mentre il ministro baciava in fronte i due sposi, dalla torre Garibaldi partirono i primi squilli del richiamo delle vergini La cerimonia era compiuta. I due giovani si levarono in piedi. La sposa del ministro offerse il braccio a Fidelia, e tutti quanti uscirono dal sacrario. Appena sboccati nella via, l'Albani scosse la funicella che pendeva dalla sua gondola, e il conduttore, svegliandosi al suono dell'organetto acustico
calò a terra presso la porta.
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