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ABRAKADABRA STORIA DELL'AVVENIRE

Autore: Ghislanzoni, Antonio - Editore: A. BRIGOLA e C. EDITORI - Anno: 1884 - Categoria: letteratura

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Al cader della notte, era cessata per l'Albani l'ebbrezza del trionfo. La sua fronte si era nuovamente increspata di una ruga profonda. Le memorie del passato, le trepidanze dell'avvenire riprendevano imperiosamente il loro posto nell'anima del giovine. Prevedendo il pericolo di una ovazione popolare, l'Albani salì in una gondola volante onde uscire liberamente dalla folla. Per due ore, il giovane artista si aggirò negli spazi dell'aere, in preda a' suoi cupi pensieri. Il tempo era lento per lui. Le ore per lui si svolgevano lente e terribili, come quelle del delinquente che aspetta il giudizio degli uomini. Ma in quella meditazione, fosca e lugubre come l'inferno, traluceva di quando in quando un raggio di paradiso. La sua anima travolta nelle tenebre si riscuoteva al suono di una voce melodiosa che gli diceva: l'amore di una donna è il santo riflesso del perdono di Dio; per esso si cancellano tutti i peccati e tutti i rimorsi dell'uomo. - Bada di non iscostarti troppo dalla città - disse l'Albani al conduttore della gondola. - A undici ore io debbo trovarmi sulla riva del lago, presso l'antico Arco della Pace. - Il gran faro cittadino segna le dieci e cinque minuti - rispose il gondoliere dell'aere, volgendo gli occhi ad un immenso globo di luce che sorgeva a poca distanza dalla cattedrale. - Colla mia gondola potrei condurvi fino a Bergamo, e restituirvi alla spiaggia per l'ora indicata - Due ore di attesa! ... ancora due ore di incertezza ... di terribile agonia! - mormorò l'Albani. - No, io non potrei reggere più a lungo a questa lotta. Poi, volgendosi di nuovo al gondoliere - ritorniamo alla città - disse ad alta voce - alla contrada di Riparazione, numero zero. Mentre la gondola drizzava rapidamente il rostro verso il faro cittadino, la fronte dell'Albani si andava rasserenando, riflettendo le intime compiacenze di un'anima che crede aver trovato il farmaco a' suoi dolori. - Oh! troppo tardi mi è venuta questa ispirazione - pensava egli. - Nelle perplessità, nei pericoli della vita, non mi ha egli pregato di ricorrere a lui? Ed io ho potuto dimenticare le ultime parole del mesto congedo, le promesse che ci siamo ricambiate nel bacio dell'addio? Non fu egli il solo compagno, l'amico mio, nel lungo pellegrinaggio di cinque anni? Quando gli uomini scagliarono sul mio capo l'anatema e la morte, le sue parole furono amore e speranza. Ogni volta che, estenuato dai patimenti, dalla vergogna e dal rimorso, io cadeva a terra, invocando la fine di una insopportabile esistenza, la sua mano mi rialzava dolcemente, ed io sentiva rinascere le forze smarrite, io riprendeva il coraggio al suono di quella voce santa che mi diceva: Prosegui, l'espiazione cancella la colpa! Mentre l'Albani era assorto in tali pensieri, la gondola, oltrepassato il Faro cittadino sostava all'altezza di duecento metri sopra il Quartiere di Misericordia Il gondoliere, per riconoscere la contrada sulla quale doveva calarsi, si pose agli occhi una chatvue,

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